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Concentrazione e preparazione atletica

LA PSICOLOGIA APPLICATA ALLO SPORT

Molti di voi sicuramente seguono in televisione sport come calcio e moto gp, ma non tutti sapranno che dietro queste performance apparentemente perfette si nasconde un training mentale e psicologico.

La preparazione atletica, sopratutto negli ultimi anni, è diventata conditio sine qua non dello sport. Gli psicologi sportivi si impegnano nella preparazione e nel potenziamento delle performance dello sportivo.

La concentrazione e la motivazione dell’atleta giocano un ruolo fondamentale. Quando la concentrazione viene meno, la performance si abbassa di molto danneggiando il risultato finale.

In questi ultimi giorni avrete sentito la notizia dell’incidente causato dal motociclista Romano Fenati, che si è giocato definitivamente la carriera. Dunque cosa può collegare l’evento di Fenati con l’argomento concentrazione?

Continua a leggere, in questo articolo scoprirai:

•Il  lavoro dello psicologo dello sport: chi è e a cosa serve
• L’importanza della concentrazione in ambito sportivo
• Come si applica la psicologia nella preparazione atletica
• Come aumentare la concentrazione
• Il caso di Romano Fenati 

LO PSICOLOGO DELLO SPORT

Partiamo dalle basi: la figura che si occupa della preparazione atletica e del miglioramento delle performance dello sportivo è lo psicologo dello sport.

Da molti secoli conosciuto come essenziale e utile nel sostegno e preparazione dell’atleta, è richiesto e ampiamente utilizzata in tantissimi ambiti (calcio, pallavolo, nuoto..).

Si pensi che per la preparazione delle squadre nazionali questa figura è ampiamente richiesta e utilizzata.

Ma cosa fa esattamente lo psicologo dello sport? Quale metodologia utilizza per preparare gli atleti?

Analizzando e lavorando sugli aspetti emotivo/comportamentali che possono essere di intralcio alla prestazione, l’obiettivo è di potenziare la performance e la “tolleranza” ai conflitti personali e interpersonali.

Lo psicologo dello sport mira a una totale gestione della propria emotività e delle energie. I sentimenti di competizione e di ansia (nemici giurati in funzione di una gara importante) vengono elaborati e compresi attraverso un training mentale specifico e, dunque, possono risultare controllabili dallo sportivo.

Il training mentale e le tecniche di rilassamento sono l’arma efficiente che lo psicologo dello sport utilizza per guidare l’atleta a una totale conoscenza di sé e del proprio modo di reagire agli stimoli.

La gestione delle emozioni risulta fondamentale quando si tratta di prestazioni atletiche. Molte emozioni possono interferire con l’attività fisica a causa di un anomala attivazione del Sistema Nervoso Centrale (rabbia, ansia, paura, agitazione..).

Insegnando all’atleta la provenienza e la funzione di tali emozioni è possibile imparare a gestirle. Le tecniche di rilassamento (Ipnosi, mindfulness, biofeedback) consentono di comprendere pienamente la propria attività interiore, conoscerla e in ultima analisi gestirla.

LA CONCENTRAZIONE

Ancor prima delle emozioni, elemento fondamentale per gli sportivi è la concentrazione. Si potrebbe definire la concentrazione come quella componente mentale che, influenzando l’attenzione, ci consente di rimanere focalizzati su un unico obiettivo (ignorando gli stimoli non pertinenti).

Tale facoltà mentale è influenzata da molti fattori come motivazione ed emozioni. Le emozioni, in particolare, interferiscono in maniera pregnante sulla concentrazione. Da qui si può dedurre l’importanza di imparare a gestire le proprie emozioni.

Perdere la concentrazione durante una gara sportiva preclude la possibilità di vittoria. Ecco perché lo psicologo sportivo si occupa anche di potenziare e migliorare tale abilità.

La concentrazione altro non è che il pieno controllo di sé e del proprio stato mentale. Concentrando la mente nel qui ed ora, l’atleta ha la possibilità di prodigarsi verso la vittoria.

La concentrazione, tuttavia, è difficile da mantenere per un lungo periodo. Occorre infatti molta energia psichica per riuscire a restare concentrati per molto tempo. Nonostante ciò è possibile potenziarla e migliorarla.

PSICOLOGIA E PREPARAZIONE ATLETICA

Detto ciò, come si può applicare una disciplina come la psicologia in ambito sportivo?
I metodi utilizzati sono tanti e dipendono sempre dalla scelta soggettiva del clinico rispettando l’individualità dello sportivo.

Oltre a un training mentale individuale e soggettivo, che consente l’individuazione dei temi centrali con cui reagisce la persona al mondo esterno, dei conflitti e degli affetti che agiscono negativamente sulla performance vengono utilizzate svariate tecniche di rilassamento e focalizzazzione su sé. 

Proporrò di seguito i tre metodi a mio parere più utilizzati in ambito di preparazione atletica per il potenziamento e rafforzamento delle performance e della concentrazione.

IPNOSI: Pratica molto diffusa ma contornata da pregiudizi e stereotipi. In realtà l’ipnosi tramite l’alterazione dello stato di coscienza (no, non ti addormenti) è in grado di potenziare i sentimenti positivi, l’autoefficacia e la percezione positiva di sé. Le tecniche utilizzate prevedono un rilassamento fisico e mentale in cui la coscienza risulta alterata, non sospesa! In realtà sarebbe più corretto chiamare questo stato “potenziamento della coscienza” in cui si è in grado di lavorare su sé stessi con la piena consapevolezza. E’ stato dimostrato che l’ipnosi ha risultati positivi sia nella performance che nella concentrazione.
BIOFEEDBACK: Lo strumento che prende questo nome (di cui ho già parlato qui) consente di riconoscere e regolare gli stati fisiologici derivanti da uno stato mentale. Lo strumento risulta utilissimo nel controllo delle emozioni e sentimenti negativi. Fornisce una base per apprendere la gestione di conflitti e stati negativi che influiscono negativamente sulla performance. Il biofeedback è senza dubbio una tecnica innovativa in ambito sportivo. L’atleta impara a regolare e reagire a stati mentali e affetti senza inficiare negativamente la prestazione fisica/mentale della gara.
MINDFULNESS: Come per le precedenti pratiche, anche questa mira a fortificare consapevolezza, coscienza di sé, concentrazione e prestazioni tramite la gestione individuale della propria psiche. Si tratta di un protocollo scientifico ed empiricamente provato per i benefici che offre in ambito sportivo. Si basa su una forma di meditazione orientata alla consapevolezza di sé e dei propri stati mentali. Imparare a riconoscerli e a gestirli è il fine ultimo.

 

COME AUMENTARE LA CONCENTRAZIONE

Come già accennato, la concentrazione che è essenziale per lo sportivo, risente di alcuni limiti imposti dalla propria soggettività.

Mantenere la concentrazione è faticoso e pesante per la mente. Ragion per cui esistono alcuni trucchetti che possono migliorarne la durata e la qualità.

Migliorare la concentrazione e dunque spendere minori energie per raggiungerla e mantenerla è necessario per chi pratica sport. Nello sport, le energie, sono indispensabili per la prestazione fisica. Ecco perché bisogna raggiungere un equilibrio fisico e mentale tra concentrazione e prestazione.

La concentrazione, sostanzialmente, deve essere allenata nel quotidiano!

Oltre al training specifico (di cui si occupa lo psicologo sportivo) ci sono alcuni metodi “fai da te” che possono esserti utili per migliorare la concentrazione e la performance.

1. Eliminare gli stimoli nocivi per la concentrazione durante lo svolgimento di qualsiasi compito. Evitare dunque cellulare, social media, televisione etc. Se vuoi mantenere la concentrazione alta, non perdere tempo con le distrazioni. Non mettere in atto tutti quei comportamenti che ti distolgono dall’obiettivo ultimo: la tua performance.
2. Evitare i pensieri riguardo passato, futuro e conseguenze. I pensieri incidono sul comportamento, sull’umore e dunque su concentrazione e performance. Manteniti focalizzato su ciò che stai facendo, non vaneggiare pensando ad altro. Riflettere sulle conseguenze (possibili, non certe) della performance ne diminuisce l’impegno. Resta focalizzato sul presente.
3. Mantieniti focalizzato su un solo compito alla volta. La concentrazione non può essere utilizzata contemporaneamente per più di un compito. Se devi raggiungere un obiettivo stacca la mente e concentrati solo su quello.
4. Convinzioni personali negative. Autocommiserarti e ritenerti “incapace” è già un fallimento. Queste convinzioni uccidono totalmente la concentrazione. Inizia a pensare positivamente riguardo te stesso e la tua capacità di raggiungere e superare obiettivi e limiti.
5. Non pretendere concentrazione se non sei nello stato emotivo adeguato. Gli stati emotivi negativi non consentono alla concentrazione di svilupparsi. Impara a gestire i tuoi stati emotivi e a porre le basi “fertili” per la concentrazione.
6. Impara a dare il giusto peso agli stimoli esterni. Quando sei concentrato a svolgere un compito impara a selezionare gli stimoli “utili” e “inutili” per il conseguimento dell’obiettivo. Perderti in pensieri, azioni e rumori fa distogliere la concentrazione dall’obiettivo primario.
7. Affidati a uno specialista e pratica tecniche di rilassamento. L’ipnosi, il biofeedback e la meditazione potenziano la concentrazione. Imparare a utilizzare queste tecniche da solo ti consente di praticarle a casa e quando ne hai maggiormente bisogno.

 

IL CASO DI ROMANO FENATI

Avrete sentito parlare, in questi giorni, dell’incidente provocato dal motociclista Romano Fenati.
Se vi stavate chiedendo cosa succede quando le emozioni prendono il sopravvento sulla performance, questo esempio calza a pennello.

Durante una gara, Fenati, ha dato ascolto alla sua impulsività e alle sue emozioni piuttosto che al buon senso.

Dopo una serie di colluttazioni verbali, di ripicche e frecciatine avute con un collega Fenati perde la pazienza.

Nel bel mezzo del percorso, preso dall’emozione della rabbia e da un impulso irrefrenabile, Fenati si accosta al collega motociclista e preme il freno della moto rivale.

Contando che la velocità a cui correvano era elevata Fenati ha rischiato di provocare un incidente grave, che per fortuna si è risolto nel migliore dei modi.

Come è potuto accadere? Dalle testimonianze del diretto interessato si evince come egli stesso non abbia la minima consapevolezza del gesto che ha fatto.

La perdita di concentrazione, il prevalere di emozioni sulla coscienza e l’impulsività hanno danneggiato gravemente la carriera di Fenati (per cui i provvedimenti sono molto seri).

I SERVIZI DEL CENTRO CLINICO EDEN

Il Centro Clinico Eden offre la possibilità di un consulto da parte di uno specialista nel settore di psicologia dello sport.

Se hai bisogno di essere seguito nella tua carriera sportiva, o semplicemente sei curioso di provare le tecniche di rilassamento sei nel posto giusto!

Le attività di mental training, coaching e preparazione atletica sono la nostra specialità!

Svolgiamo inoltre sedute di ipnosi, mindfulness e biofeedback per sportivi e non.

Per informazioni, prenotazioni e colloquio gratuito: info@centroclinicoeden.it

 

15 settembre 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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