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DISCIPLINA DELL’AUTODIFESA E BENESSERE

Difenderci da soli ci fa sentire più sicuri e aumenta il benessere

Imparare a difendersi da soli e gestire situazioni di pericolo riuscendo a preservare e mantenere la propria integrità fisica e mentale. Questa la definizione di autodifesa. Si tratta di una pratica ancora poco utilizzata ma con un potenziale preventivo molto alto.

Ma cosa accomuna esattamente psicologia e discipline che mirano all’apprendimento di tecniche per difendersi?

L’autodifesa è una disciplina che tutti dovremmo praticare. Imparare a gestire situazioni pericolose e difenderci dagli altri incrementa la sicurezza personale e in ultimo il benessere. E’ una disciplina che risulta essere utile e praticata soprattutto dalle donne di tutte le età.

Sapere di non dover contare necessariamente sulla “protezione” di qualcun altro e poter fare da sé diminuisce i livelli di stress e ansia.

Imparare a gestire il proprio comportamento in funzione di una possibile situazione di pericolo elimina la paura e l’insicurezza incrementando così il benessere soggettivo.

Praticare corsi di autodifesa, inoltre, diminuisce i livelli di stress e permette alle energie di fluire alleviando sensazioni ed emozioni spiacevoli.

E’ dunque un metodo utile sotto diversi punti di vista: ci permette di sentirci più sicuri, ci tiene in movimento e diminuisce ansia ed emozioni spiacevoli.

Tuttavia non è possibile imparare l’arte dell’autodifesa senza training e corsi specifici. E’ necessario, come per ogni disciplina efficace, affidarsi ai consigli e agli insegnamenti di un professionista.

Continua a leggere:

  • Autodifesa: di cosa si tratta e perché imparare a difendersi da soli

  • Autodifesa fisica e psicologica

  • Autodifesa: pratiche più utilizzate

  • Autodifesa, ansia, stress e fobie

 

L’ARTE DELL’AUTODIFESA

Come già menzionato, la difesa personale riguarda la capacità di preservare la propria integrità (fisica, ma anche mentale) in situazioni di pericolo.

Le situazioni di pericolo possono riguardare dispute, attacchi fisici alla propria persona, attacchi verbali e situazioni in cui si subisce un atto vandalico (rientrano anche situazioni di stalking e mobbing).

Molto spesso ci si trova inermi e indifesi di fronte ad eventi del genere. Si ricerca aiuto all’esterno, senza tener conto del fatto che il “primo soccorso” dovrebbe venire dall’interno.

Imparare a difendersi non è semplicemente un “metodo per stare più sereni” ma un elemento preventivo di massa. Tra i suoi effetti benefici riscontrabili nell’immediato (anche in assenza di situazioni di pericolo) si segnalano aumento della fiducia in sé stessi, riduzione di pensieri negativi e ansia.

L’arte del sapersi difendere è fondamentalmente basata sul presupposto che forza fisica e le tecniche specifiche di arti marziali non devono MAI essere usate per ATTACCARE altre persone.

I tre elementi essenziali che la compongono vanno letti in chiave SEMPRE di difesa e mai di offesa:

  • Tecnica
  • Strategia
  • Tattica

Presupposto necessario è imparare ad essere sempre pronti e preparati a reagire a minacce esterne, senza necessità di riflettere e/o perdere tempo a scegliere come agire. Utilizzare in maniera spontanea e immediata la strategia e la tattica per evitare tramite la tecnica danni a sé e alla propria integrità.

Non è semplice imparare nel breve tempo le tecniche per la difesa personale e non è semplice utilizzarle in maniera immediata senza un adeguata analisi del contesto che richiede tempo. Purtroppo, però, le situazioni di pericolo non ci danno tempo per analizzare. Ecco perché risulta essenziale essere preparati e abili ad utilizzare la strategia migliore nell’immediato.

Qualunque tecnica mira a stordire per fuggire da chi ci attacca, mai a nuocere e/o danneggiare gravemente qualcuno. Questo in particolare è il motivo principale per cui bisogna sempre affidarsi alla conoscenza di professionisti esperti nel settore.

TIPOLOGIA DI DIFESA PERSONALE: FISICA O PSICOLOGICA?

L’autodifesa non riguarda semplicemente l’apprendimento di tecniche che ci permettono di difenderci da un attacco fisico.

Le situazioni di pericolo che provocano malessere sono varie e assumono anche carattere soggettivo in base all’elaborazione personale che ognuno di noi mette in atto per un dato evento.

In particolare esistono situazioni, percepite come dannose, che non riguardano un pericolo per l’integrità fisica di per sé. Sto parlando di tutte quelle situazioni che hanno a che fare con la violenza psicologica e la manipolazione.

Stalking, mobbing, violenza verbale e altre situazioni di questo tipo possono provocare gli stessi danni di una violenza fisica vera e propria. Come difendersi?

Esistono training specifici (che possono anche applicarsi in associazione a corsi di autodifesa fisica) che enfatizzano l’importanza delle caratteristiche personali per difendersi dalle avversità e dalle situazioni che creano disagio psicologico.

Obiettivo dei training è sviluppare o potenziare caratteristiche nella persona quali autostima, sicurezza, fiducia in sé stessi e assertività per non trovarsi disarmati di fronte a qualcuno che mette in atto violenza psicologica.

Imparando ad utilizzare l’assertività e a potenziare autostima e fiducia è possibile gestire le emozioni negative connesse all’evento e reagire a quest’ultimo con distacco e furbizia.

In particolare, viene posto in risalto l’effetto di provocazioni e ingiurie. Non avendo, infatti, armi a nostra disposizione per difenderci la reazione immediata è l’emozione di rabbia e/o tristezza con i comportamenti che ne derivano che possono anche spingere “il carnefice” a continuare.

Essere in grado di difendersi di fronte a violenze verbali ha numerosi vantaggi. In primis, diminuisce il rischio di diventare “vittima” e sviluppare sentimenti di depressione e rassegnazione per gli atti subiti.

Inoltre, essere in grado di difendersi, aumenta ulteriormente autostima e fiducia. Si tratta di un circolo di feedback positivi in cui autostima e fiducia rinforzano la difesa che rinforza a sua volta queste dimensioni.

In ultima analisi, sapere di potersi difendere da provocazioni e violenze verbali rende la persona invulnerabile agli attacchi esterni che non intaccano più l’autostima e il senso di efficacia personale.

E dunque un ottimo metodo, anche preventivo, per diminuire i livelli di ansia e depressione e aumentare il benessere percepito e la sicurezza personale.

DISCIPLINE CHE INSEGNANO A DIFENDERSI: QUALE SCEGLIERE?

Non esiste una disciplina migliore di un’altra o più efficace. La scelta è soggettiva e sulla base dei gusti e delle preferenze personali.

Per quanto riguarda l’autodifesa fisica, si tratta naturalmente delle arti marziali. Le più comuni praticate sono:

  • Karatè
  • Muay thai
  • Judo
  • Kung-fu
  • Krav maga
  • Boxe/pugilato

Molte di queste discipline insegnano semplicemente prese e movimenti per bloccare gli attacchi senza creare un danno fisico. Altre, insegnano a difendersi da un possibile malfattore armato puntando alle zone vitali con determinati movimenti del corpo.

E’ importante imparare ad utilizzare molto bene le tecniche e le strategie. Questo perché una posizione del corpo errata, mentre si colpisce, potrebbe avere l’effetto inverso creando danno a noi stessi e impedendo la difesa.

Esistono inoltre corsi specifici che prendono elementi da ogni disciplina e li integrano al fine di dare una visione globale e integrata a chi decide di imparare l’arte dell’autodifesa.

Parlando, invece, di difesa puramente psicologica i metodi più efficaci ed utilizzati si sono rivelati:

  • Training assertivo
  • Training di gestione emozionale
  • Colloqui cognitivo­-comportamentali
  • Corsi su potenziamento di autostima e dimensioni connesse
  • Ipnosi e tecniche di rilassamento
  • Training di conoscenza di sé stessi e del proprio funzionamento di fronte alle avversità
  • Training di problem solving

Esistono poi training combinati che possono essere, su richiesta, progettati ad hoc per il cliente. Nei training combinati l’enfasi è posta sia sulla difesa fisica in caso di attacco sia sulla difesa psicologica. La peculiarità è che la persona, durante il training, riesce ad apprendere numerosi elementi utili per la vita quotidiana e la gestione delle emozioni e situazioni negative.

Tuttavia, molte tipologie di arti marziali in parte integrano questi aspetti. Di fatto, viene data molta importanza all’insegnamento del rispetto e dell’utilizzo delle tecniche solo come difesa. Viene trasmessa dai maestri l’importanza della gestione di istinti ed emozioni negative e l’importanza della tecnica e della strategia.

AUTODIFESA E BENESSERE PSICOLOGICO

Come menzionato più volte, sapere di essere in grado di difendersi aumenta la sicurezza percepita e la fiducia nelle proprie capacità.

Soprattutto per chi ha già subito una o più violenze, frequentare training di autodifesa diminuisce notevolmente l’ansia e le paure legate a probabili eventi dannosi.

Sapere di poter contare sulle proprie forze in ogni momento e qualunque cosa accada evita l’effetto “freezing” tipico dei soggetti che si ritrovano in situazioni per loro ingestibili e spaventose.

Essere in grado di difendersi dà la possibilità alla persona di “sentirsi più serena” di fronte a un possibile pericolo poiché è in grado di gestirlo.

Ansia, fobie, stress e depressione legate ad eventi avversi diminuiscono notevolmente.

Praticare discipline di autodifesa, fisica e psicologica, permette una crescita personale in positivo e consente di sviluppare e/o potenziare quelle caratteristiche necessarie per alzare la qualità della vita.

Il benessere psicologico è strettamente connesso allo sviluppo di queste dimensioni. E’ lecito allora dire che imparare a difendersi e sapere di essere in grado di far fronte ad eventi dannosi aumenta esponenzialmente il benessere soggettivo percepito.

 

 

30 maggio 2019 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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