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Il pensiero e i suoi disturbi

 

Ecco cosa accadrebbe se fosse intaccato il pensiero

Ecco cosa accadrebbe se fosse intaccato il pensiero

 

Il pensiero, ossia la capacità essenziale dell’essere umano di mantenere un dialogo interiore, di immaginare, di sognare.

Cosa sarebbe un essere umano senza questa grande capacità ? Immaginate di porre fine al vostro pensiero. Sarebbe così sofferente che l’idea stessa mette il terrore.

Seppur sia “impossibile” non pensare esistono molte patologie collegate al pensiero che rendono insopportabile l’idea stessa di vivere.

Bentrovati dal Centro Clinico Eden, oggi vi parlerò del pensiero e delle patologie collegate ad esso.

COSA E’ IL PENSIERO

Cosa significa “pensare” ? Prima di leggere cercate di darvi una risposta. Sarebbe riduttivo rispondere a questa domanda dicendo che il pensiero è un dialogo interiore, un insieme di idee o semplicemente un modo per riflettere su sé stessi.

Seppur risulta molto complicato dare una definizione a ciò che chiamiamo pensiero, possiamo esplicarlo come quella capacità umana di elaborare informazioni mentali, creare idee, associazioni, immaginare contenuti e ricreare mentalmente immagini vissute.

Una funzione dunque che si intreccia con la memoria, con la percezione, con il linguaggio (visto che anche quando pensiamo utilizziamo un linguaggio).

E’ l’attività mentale per eccellenza che ci consente di creare giudizi, concetti e desideri. Il pensiero, anatomicamente, è reso possibile dall’interscambio continuo dei nostri neuroni. Le reti neuronali consentono al cervello di elaborare gli stimoli interni ed esterni e creare quindi pensieri.

FUNZIONE E CONTENUTO DEL PENSIERO

La funzione del pensiero è senza dubbio adattiva. Creare oggetti mentali ci consente di manipolarli anche in loro assenza. Inoltre, grazie al pensiero, siamo in grado di apprendere e ricordare. Ci consente, infine, di ragionare e risolvere i problemi attraverso la logica (per scoprire le tattiche di problem solving clicca qui).

Principalmente il pensiero è distinto in fantastico, immaginativo e razionale. Nello specifico, i primi due riguardano un tipo di pensiero privo di logica con contenuto di immagini o fantasie, il secondo riguarda il ragionamento logico vero e proprio.

Gli scopi sono quelli di permetterci di sognare, ragionare, risolvere problemi e immaginare situazioni, persone o oggetti.

Pensare presuppone l’esistenza e la conoscenza di un linguaggio verbale o non verbale (immagini) e significa anche utilizzare mappe mentali, diagrammi, simboli e segni.

SPECIFICHE TIPOLOGIE DI PENSIERO

Essendo un processo faticoso per la mente si sente la necessità di “risparmiare” energia. Ecco perché spesso il pensiero utilizza un processo di “astrazione” ossia l’individuazione e l’isolamento di un unico elemento fra tanti che diventa peculiare come “obiettivo della propria ricerca”.

Significa in pratica cogliere “l’essenziale di un tutto”. Analizzare una macro categoria selezionando micro categorie reputate importanti. Facendo un esempio pratico significa che se sto pensando a una situazione particolare è probabile che io non tenga in considerazione “tutta” la situazione ricca di miliardi di elementi.

Piuttosto il mio pensiero si concentrerà sugli elementi importanti di quella situazione (persone, oggetti particolari, intenzioni degli altri/mie) per permettermi di comprenderla nella sua totalità.

Questa peculiarità caratterizza sopratutto il pensiero “logico” che è, infatti, la capacità di analizzare, schematizzare e strutturare concetti partendo dall’analisi semplice. Attraverso il pensiero logico l’essere umano è consapevole di sé stesso e degli altri.

OLTRE AL PENSIERO LOGICO

Tuttavia il pensiero logico, seppur il più spesso utilizzato, non è l’unico.

Il pensiero “intuitivo” non segue proprietà specifiche e si basa sull’improvvisa intrusione nella mente di un idea o di un concetto. Tale concetto arriva alla mente senza mettere in atto nessun tipo di analisi o ragionamento ed è improvviso e imprevedibile.

Ciò che tutti chiamano in gergo “lampo di genio” : una sorta di illuminazione sorta dal nulla solitamente geniale.

Un altro tipo di pensiero è il pensiero “produttivo” che come accennato, in precedenza, utilizziamo quando di fronte a un problema siamo alla ricerca di una soluzione. Il problema da risolvere, normalmente, è un problema nuovo e mai incontrato prima.

Tramite ragionamento, siamo in grado di apprendere nuove forme di adattamento reagendo così alla situazione con la sua risoluzione. Di contro, se il problema è simile o uguale a un problema precedentemente affrontato, siamo in grado di “ripensare” alla soluzione utilizzata in precedenza e dimostratasi efficace.

Ultimo tipo, ma non poco importante, è il pensiero “onirico” definito per la prima volta da Freud. Sognare è una forma di pensiero. Mentre dormiamo, il nostro cervello trasforma i pensieri in immagini vivide che sembrano spesso reali (leggi qui per approfondire i sogni).

La logica che il pensiero onirico assume si differenzia da quella del pensiero cosciente. Gli elementi presenti nel sogno vengono associati e collegati tra loro anche se, realmente, non esiste nessuna associazione tra loro.

E’ inoltre frequente sognare situazione, immagini, oggetti o persone non reali e non esistenti. Questo perché entra in gioco un altra facoltà mentale chiamata “immaginazione”.

DISTURBI DEL PENSIERO

In psichiatria si distinguono due categorie di disturbi del pensiero:

  1. disturbi del contenuto del pensiero: definiti come alterazioni del giudizio e delle idee che hanno come conseguenza la produzione di pensieri illogici, privi di senso, incoerenti e irrazionali (assenza di ragionamento logico)
  2. disturbi della forma del pensiero: rappresentano una categoria in cui i pensieri sono disorganizzati e caotici (o al contrario rallentati) seppur viene conservato il contenuto reale e coerente.

Per motivi pratici, in questo articolo, esaminerò i disturbi formali del pensiero. Parlerò dei disturbi del contenuto nel prossimo articolo.

DISTURBI DELLA FORMA DEL PENSIERO

Dunque è possibile definire questo genere di disturbi come alterazione nello sviluppo e nell’articolazione del pensiero vero e proprio. Il contenuto rimane integro e non viene a mancare la coerenza e la razionalità.

Tra i disturbi formali si distinguono innanzi tutto patologie che riguardano il flusso dei pensieri, patologie che riguardano i nessi tra i pensieri e altri tipi di disturbi.

FLUSSO DEI PENSIERI

Nella prima categoria rientrano i disturbi che intaccano la velocità, il ritmo e la continuità dei pensieri:

  • Tachipsichicismo (accelerazione del flusso dei pensieri): idee e pensieri che si susseguono in maniera veloce e confusa senza possibilità cosciente di fermarli. I nessi logici, tuttavia, sono sostanzialmente mantenuti.
  • Bradipsichicismo (rallentamento del flusso dei pensieri): necessità di uno sforzo enorme per riuscire a pensare. Le associazioni sono lente e impegnative.
  • Blocco del pensiero: possibile epilogo negativo del rallentamento. Arresto totale della capacità di pensare con annessa sensazione di avere “la testa vuota”.
  • Logorrea: possibile epilogo negativo del tachipsichicismo. Verbalizzazione confusa e velocizzata di pensieri di cui non si riesce ad afferrare il significato.
  • Ideorrea o fuga dalle idee: Accelerazione del pensiero a livelli massimi in cui non è più possibile riuscire ad “afferrare” e comprendere le proprie idee. I nessi associativi vengono mantenuti (a differenza della dissociazione tra idee).
  • Circostanzialità: manifestazione patologica in cui viene a mancare l’astrazione. E’ caratterizzata da un incapacità di tenere distinti gli elementi di sfondo da quelli centrali. L’epilogo è un pensiero ricco di dettagli inutili e caotici. Non necessariamente, però, il ragionamento e la logica diventano impossibili.
  • Perseverazione: idee, parole, soggetti, contenuti che si ripetono in maniera stereotipata nel pensiero anche quando la situazione stimolo è stata superata.

NESSI ASSOCIATIVI

Tra i disturbi che riguardano invece i nessi associativi tra i più comuni e importanti abbiamo:

  • dissociazione tra idee: viene a mancare qualunque legame associativo tra le idee. Il discorso appare privo di nesso logico ed è difficilmente comprensibile. Un probabile epilogo, nei casi più gravi, è la “schizoafasia” detta anche “insalata di parole”. La persona ha un eloquio totalmente incoerente, non risponde in maniera pertinente alle domande, cambia discorso in maniera imprevedibile e incomprensibile per chi lo ascolta. Non è più presente nemmeno un nesso grammaticale.
  • Vischiosità: incapacità di cambiare argomento.
  • Fusione: due o più idee vengono fuse in un unica idea “bizzarra” priva di senso.
  • Deragliamento: in cui sono parzialmente conservati i nessi associativi. Si passa da un argomento all’altro in maniera rapida perdendo il filo del discorso. Tuttavia il discorso stesso non perde la coerenza e la logicità.
  • Assonanza: associazione di idee e termini solo per similarità di suono (es: rime senza alcun significato).

ALTRI DISTURBI 

Altri disturbi della forma del pensiero sono:

  • Illogicità: Mancanza totale di logica
  • Concretismo: difficoltà di astrazione, sintesi e tendenza a riferirsi solo a oggetti concreti. Comprende l’incapacità di comprendere metafore, modi di dire e concetti astratti (fede, politica, amore etc.)
  • Distraibilità e incapacità di tenere fisso il pensiero su un concetto
  • Ecolalia: ripetizione stereotipata di parole e frasi sentite da altri (pappagallo)
  • Neologismi

CONCLUSIONI

Concludendo il pensiero è tanto bello quanto necessario. Soffrire delle patologie descritte (in maniera molto lieve e moderata) è possibile anche in assenza di segni psichiatrici.

E’ normale che ognuno di noi si riconosca in almeno uno dei problemi descritti. Chi si identifica con la logorrea, chi con i neologismi o con la distraibilità.

Non è di certo un segnale allarmante. Senza ombra di dubbio il pensiero è anche una funzione che “si stanca” e “ci stanca”. Ecco perché spesso diviene confuso e caotico.

E’ bellissimo sapere che esiste una funzione mentale tanto potente quanto utile. Grazie al pensiero possiamo volare ovunque ci porti la mente, possiamo imparare o ricordare. Senza pensiero, l’essere umano sentirebbe un grande vuoto impossibile da colmare.

14 maggio 2018 Articoli, Senza categoria
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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