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Essere patologicamente paranoici

Abbiamo già parlato nello scorso articolo di schizofrenia (clicca qui), di deliri paranoidi (clicca qui) e di allucinazioni (clicca qui).

Essere patologicamente paranoici

Essere patologicamente paranoici

Esiste una categoria diagnostica, appartenente alla classe delle “schizofrenie”, caratterizzata dalla costante sensazione di essere perseguitati e/o ingannati.

Patologia che rende l’individuo sospettoso, poco socievole, iracondo e perennemente in stato di allerta.

Bentrovati dalla Redazione del Centro Clinico Eden, oggi vi parlerò di un sottotipo della schizofrenia, con una sintomatologia a sé stante, che prende il nome di Schizofrenia paranoide.

LA PARANOIA E LE SUE VARIE SFACCETTATURE

Il soggetto paranoide non è necessariamente schizofrenico. La paranoia potrebbe essere caratteristica della personalità di un individuo (diventerebbe quindi disturbo di personalità e non schizofrenia).

Per fare diagnosi di schizofrenia paranoide è necessaria la presenza di deliri e allucinazioni.

SCHIZOFRENIA PARANOIDE

Anche se la nuova edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (Dsm 5) elimina totalmente le sotto categorie della schizofrenia , per il Dsm IV-Tr la schizofrenia paranoide era una delle diagnosi più ricorrenti.

Il soggetto paranoide è estremamente convinto che il resto del mondo trama contro di lui. E’ sempre sospettoso e vigile, non gli sfugge nemmeno un dettaglio.

I deliri e le allucinazioni riguardano i temi del complotto, dello spionaggio, della persecuzione. Nei casi più gravi il soggetto si convince (ed effettivamente è convinto di vedere) che i sistemi di sicurezza tramano contro di lui.

La chiesa, il governo, la cia sono tutti lì a spiarlo per trovare il modo di distruggerlo. Anche le persone apparentemente estranee sono in realtà membri della polizia e del governo che lo stanno spiando.

Qualunque gesto, qualunque parola, viene interpretata come segnale di conferma ai suoi pensieri. E’ difficile convincere un paranoide che ciò che percepisce non è reale.

Tuttavia vi sono casi in cui le convinzioni riguardano non tanto l’essere spiati quanto le intenzioni perennemente negative degli altri.

Le altre persone sono percepite come costantemente giudicanti e cattive. Sono tutti lì che lo sparlano, lo giudicano, lo criticano.

Gli eventi negativi vengono attribuiti all’esterno e quindi agli altri. Non vi è consapevolezza di malattia.

VIVERE CON UN PARANOIDE

Come nel caso del soggetto borderline (clicca qui)  anche la relazione con il soggetto paranoide è difficile e deleteria.

Bisogna abituarsi alle costanti accuse e critiche. Bisogna abituarsi all’idea che un “patto di fiducia” non sarà mai possibile.

Il vostro partner paranoide non si fiderà mai di voi, e di nessun altro. Sarà sempre convinto di un tradimento imminente. Si inventerà le prove (per lui validissime).

Questa convinzione difficilmente si attenua con spiegazioni e giustificazioni. Non è un soggetto in grado di capire “le buone intenzioni”.

Sopratutto nel caso del disturbo di personalità paranoide non c’è assolutamente la consapevolezza di essere malati, di avere un problema. E’ totalmente inutile parlarne per cercare di fargli capire la realtà dei fatti.

Le sue convinzioni resisteranno sempre ad ogni tipo di prova che le voglia smentire.

Le accuse e le convinzioni deliranti aumenteranno con il tempo. Alla fine, ciò che il paranoide otterrà sarà un reale rancore e un reale desiderio di distruzione che confermerà, ancora una volta, le sue convinzioni.

CONCLUSIONI

Tutti noi abbiamo le cosiddette “paranoie”. Sono pensieri normali e presenti in ogni singola persona.

Ciò che separa le normali paranoie dalla schizofrenia paranoide sono le allucinazioni e i deliri.

Se le convinzioni sono così forti da non essere mai smentite, se i pensieri sono così ricorrenti da creare una falsa realtà ostile e se il comportamento che ne consegue è diffidente e iracondo allora si tratta senza dubbio di un problema!

Avere a che fare con una personalità paranoide è deleterio. Il rapporto sarà caratterizzato sempre da mancanza di fiducia e ostilità. Il problema della fiducia si pone anche nel contesto terapeutico. Anche il terapeuta sta complottando contro di loro, fa sicuramente parte di qualche organizzazione segreta che mira a distruggere il soggetto stesso.

Cercare di discutere sul problema non sarà utile e, anzi, rinforzerà sempre di più le convinzioni già presenti. L’unico modo di aiutare queste persone è guadagnarsi la loro debole fiducia, eliminare le allucinazioni e i deliri e lavorare gradualmente sul resto delle convinzioni patologiche.

Processo lungo e difficile che necessita di terapia farmacologica in aggiunta!

6 luglio 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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