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Fight Club: il disturbo di doppia personalità

Il disturbo di doppia personalità

Il disturbo di doppia personalità

La maggior parte di voi avrà visto il film “Fight club”  in cui il protagonista inizia a sfogare le sue pulsioni aggressive combattendo con altre persone. Tutto avviene in collaborazione con un amico del ragazzo che alla fine si scopre essere il ragazzo stesso. Come è possibile? Come può una persona essere convinta di vedere qualcuno esterno dal proprio sé che, in realtà, non è altro che sé ?

Qui è la redazione del Centro clinico Eden ed oggi voglio parlarvi di uno dei disturbi più inquietante e ambiguo conosciuto in psicologia: il disturbo di doppia personalità.

DI COSA SI TRATTA?

Sarebbe più corretto chiamare la patologia “disturbo di personalità multiple”. Questa nomenclatura risulta più corretta in quanto la persona che ne è affetta non è detto che abbia solo due personalità al suo interno. Esistono anche casi in cui sono presenti 100 personalità nella stessa persona. In passato, questo disturbo, veniva spesso scambiato e trattato come una possessione demoniaca (con cui effettivamente ha molte cose in comune quali i monologhi, le convulsioni e i vuoti di memoria).

La persona non si rende necessariamente conto di avere più personalità al suo interno. Normalmente le sente le vede come persone distinte e separate intrattenendo anche delle discussioni con loro (che in realtà agli occhi degli altri risultano monologhi).

Tuttavia ci sono casi in cui la persona è cosciente del fatto che dentro di lui vivano più entità.

Nei casi più gravi, queste entità, costringono il soggetto a comportarsi in maniera atipica rispetto al normale. Spesso lo costringono a rubare o uccidere e a compiere atti terribili.

DA COSA DIPENDE?

Le personalità multiple, spesso, nascono in reazione a un trauma che la persona ha subito e hanno lo scopo di “alleviare” la sofferenza. Di norma prendono il sopravvento proprio quando la personalità principale non è in grado di reagire ad avvenimenti esterni traumatici che possono rompere il suo sottile equilibrio psichico.

Diversi studi dimostrano come bambini abusati sessualmente o picchiati durante la prima infanzia siano a rischio di sviluppare un disturbo dissociativo.

Anche bambini che utilizzano eccessivamente la fantasia, ritirandosi nella propria psiche e dissociandosi dal mondo esterno, possono successivamente sviluppare un disturbo dissociativo dell’identità.

COME SI MANIFESTA?

La sintomatologia, per il soggetto che ne soffre, sembra essere assente. L’unico fastidio che la persona può percepire è legato a un fortissimo stress che risulta incontrollabile.

Il disturbo di personalità multipla si manifesta con una perdita di memoria (che coincide con il cambio da una personalità all’altra) e un cambio improvviso e drastico del carattere.

La persona cambia in maniera repentina modo di agire, di pensare, di parlare, valori, idee e ricordi diventando irriconoscibile agli occhi di chi lo conosceva.

La personalità principale, quando riprende il controllo, è del tutto ignara di ciò che è accaduto. E’ usuale perdere totalmente il senso del tempo e dello spazio, ritrovandosi anche in posti sconosciuti senza sapere come si è arrivati. Al “risveglio” la personalità principale si sente confusa e spaventata. Come se avesse dormito per ore interminabili.

FUNZIONE DELLE PERSONALITA’

Come accennato, la dissociazione ha la funzione di proteggere l’individuo da ogni sofferenza che il mondo esterno può provocare. Generalmente, salvo casi particolari, le personalità che nascono all’interno dell’individuo hanno una funzione specifica:

  • La personalità aggressiva che ha il compito vero e proprio di proteggere l’individuo e di reagire (ovviamente in maniera pericolosa e drastica) agli eventi esterni. Solitamente è una personalità molto rude, aggressiva, che manifesta una rabbia incontrollabile.
  • La personalità “senza freni” che può, in alcuni casi, coincidere con la personalità aggressiva. E’ una personalità che non ha limiti e paure. Nessun freno inibitore. Spesso spinge l’individuo a fare uso di droghe e alcolici e a intraprendere relazioni sessuali pericolose. Può anche arrivare a praticare attività illecite e illegali.
  • La personalità non verbale che, come dice il nome stesso, non è in grado di comunicare verbalmente. Essa agisce ogni impulso e comportamento. Spesso ha la funzione di riportare l’equilibrio e la pace tra le personalità che possono entrare in conflitto tra loro. Molti sostengono che questa entità non è né buona né cattiva. Agisce solo nel bene delle altre personalità e non possiede una morale.
  • La personalità traumatizzata che raramente prende il sopravvento. Rappresenta la parte traumatizzata della psiche dell’individuo che è stata allontanata e protetta dalle altre personalità. E’ un’entità debole e carica di sofferenza che spesso viene reclusa e dimenticata dal soggetto.
  • La personalità principale che rappresenta il vero e proprio “IO” dell’individuo. Ciò che lui è stato ed è. Se l’ IO si rende conto dell’esistenza delle altre personalità può arrivare a rifiutarle creando un conflitto o può accettarle a causa della paura e della debolezza.

Ho elencato solo una lista orientativa. Ogni caso è diverso dagli altri. Ogni persona presenta tratti e sfumature diverse e presenta personalità più complesse e sviluppate. Come già descritto, all’interno di una persona possono essere presenti anche 100 identità diverse tra loro e con funzioni specifiche.

COSA FARE CON UNA PERSONA CHE HA PIU’ PERSONALITA’ ?

A questa domanda molti studiosi ancora cercano una risposta. Dal punto di vista psichiatrico non esistono trattamenti veri e propri del disturbo. Molti sostengono che l’ipnosi può essere utile per comunicare con le altre personalità (che hanno una coscienza e un pensiero proprio) e capire il meccanismo per cui entrano in atto.

Altri hanno tentato con una cura farmacologica e terapeutica, ottenendo discreti risultati.

Senza dubbio bisogna informare la personalità principale di ciò che sta accadendo e spronarla a riprendere il controllo del proprio comportamento aiutandola anche a elaborare il trauma subito.

In conclusione la maggior parte delle persone che soffrono di questo disturbo come mostra lo stesso film “Fight club”, è invischiata in situazioni pericolose e spesso illegali. Molti di loro, non a caso, si trovano in carcere per omicidi o aggressioni che non ricordano di aver messo in atto.

Sono certa che, dopo aver letto quanto scritto, sarete in grado di capire da soli quanti casi ad oggi sono presenti in Italia. Purtroppo la maggior parte delle volte vengono sottovalutati o non riconosciuti.

 

 

Chiara D’Agata

1 dicembre 2017 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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