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Forme di intrattenimento e processi coinvolti

In cosa consiste la magia attrattiva del cinema? Cosa ci spinge a seguire per intero un film o una serie televisiva? Perché ci immedesimiamo nelle vicende narrate? I costrutti di empatia e di identificazione rispondono, in parte, a queste domande in quanto rappresentano due dei processi fondamentali che entrano in gioco nella fruizione cinematografica e televisiva, nelle diverse forme in cui essa si manifesta.

L’empatia è definita come la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”, di sentire come l’altro sente, e si caratterizza per una componente affettiva, una cognitiva e una motivazionale. La prima fa riferimento alla capacità dell’individuo di comprendere e condividere le emozioni che l’altro sente. La seconda fa riferimento alla capacità del soggetto di vedere la situazione dal punto di vista dell’altro, pur essendo consapevoli di non essere l’altro. Infine, la componente motivazionale si può considerare come derivante delle due precedenti: riuscendo a comprendere meglio il vissuto dell’altro, si è spinti ad agire in suo aiuto per modificare lo stato di malessere e raggiungere una condizione di maggior benessere.

Grazie all’empatia è possibile creare le condizioni per l’instaurarsi di un clima positivo e produttivo tra gli attori in gioco.

Tra i fattori che favoriscono l’emergere dell’empatia troviamo:

  • la familiarità con l’altro: fattore che incrementa il grado di apprezzamento sia delle cose che della persone;
  • la somiglianza con l’altro e quindi la presenza di caratteristiche di personalità, modi di pensare, simili;
  • la presenza di esperienze emotivamente significative, sia in positivo (storie d’amore) che in negativo (violenze, lutti);
  • la salienza degli stimoli (siano essi visivi, uditivi, tattili) percepiti.

Tutti questi aspetti si possono ritrovare nelle rappresentazioni cinematografiche, e più in generale nelle forme di intrattenimento, non solo nella trama delle vicende rappresentate, in cui vengono affrontati temi di vita quotidiana o comunque vicini a ciascuno di noi, ma anche grazie all’ausilio di nuove tecnologie che puntano al miglioramento della qualità delle immagini e dei suoni al fine di renderli il più realistici possibile. Nello specifico la tecnologia IMAX ha realizzato in specifiche sale cinematografiche anche stimolazioni olfattive e tattili (sedili che tremano, effetto solletico alle gambe, effetto bolle di sapone).

L’empatia è inoltre una componente dell’identificazione, altro meccanismo che abbiamo detto entra in gioco nel catturare l’attenzione del pubblico, centrale nella spiegazione degli effetti esercitati dai mezzi di comunicazione di massa sugli spettatori. L’identificazione può essere definita come la messa da parte inconsapevole della propria identità, per assumere temporaneamente quella di colui/colei con cui ci si è identificati. In questo modo è possibile sperimentare modi di pensare, di sentire, obiettivi, desideri diversi dai propri, e valutare le conseguenze associate ad essi, che, se positive, possono portare all’adozione di nuovi atteggiamenti e comportamenti.

Tra i fattori che favoriscono l’emergere dell’identificazione troviamo:

  • i generi narrativi, in particolar modo le commedie e i drammi, che forniscono un altro mondo in cui essere trasportati;
  • la somiglianza, fisica o nei comportamenti, tra il personaggio della vicenda e lo spettatore;
  • la familiarità che suscita il personaggio, aspetto che aumenta la gradevolezza nei suoi confronti da parte dello spettatore;
  • le inquadrature e le scelte di montaggio operate dal regista, che favoriscono l’identificazione con un personaggio piuttosto che con un altro.

L’identificazione può avvenire non solo con i personaggi considerati “buoni” ma anche con i “cattivi”. Si pensi ad esempio al fascino esercitato dal Joker nei film che narrano le vicende del supereroe Batman. Il folle pagliaccio si presta in modo particolare ad essere oggetto del processo di identificazione in quanto al di fuori degli schemi, senza regole morali e sociali, e rispondente al desiderio di ciascuno di noi di vivere nella piena libertà, slegati dalle convenzioni sociali che talvolta diventano sempre più opprimenti. Altro aspetto importante è costituito dalla sua storia personale di cui esistono diverse versioni (a cui si associa una maggiore probabilità di trovare tra gli spettatori qualcuno che abbia vissuto le stesse esperienze), che il Joker stesso fornisce, ma il cui filo conduttore è caratterizzato dalla sofferenza.

Per concludere, il cinema, le serie tv, la letteratura e l’arte in generale, hanno il potere di farci vivere, in qualche modo in prima persona come abbiamo visto con l’identificazione, esperienze che non avremmo altrimenti modo di vivere, raccontano di mondi a noi lontani, nel tempo e nello spazio, e permettono di ridurre le distanze con questi, consentono di comprendere meglio quelle che sono le dinamiche che si creano nelle relazioni con l’altro e suggeriscono modalità per gestirle. Questi strumenti non ci fanno sentire soli in quanto mostrano come pensieri, paure, preoccupazioni, con cui facciamo i conti ogni giorno, sono presenti negli altri più di quanto a volte non vogliamo ammettere. Essi costituiscono al tempo stesso un’occasione, uno spunto di riflessione e un rifugio. Si viene così a modificare la condizione di passività spesso associata agli spettatori cinematografici e televisivi i quali diventano invece attori delle vicende rappresentate e attori più consapevoli della propria vita. Consta di tutto questo, e di molto altro ancora, il fascino e la passione nei confronti del cinema ed è a questo che si deve la sua sopravvivenza nonostante le difficoltà incontrate nel tempo che ne hanno minato la stessa esistenza.

20 luglio 2017 Articoli
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