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IL FUMO UCCIDE TE E CHI TI STA INTORNO

Gli effetti negativi del fumo passivo sui non fumatori

 

Negli articoli precedenti abbiamo spesso parlato della cattiva abitudine legata all’uso di sigarette. Sono state approfondite le motivazioni legate al fumo (clicca qui) e gli effetti negativi su corpo e mente. Sono state inoltre presi in considerazione diversi metodi per riuscire a smettere di fumare (clicca qui).

In questo articolo ci soffermeremo maggiormente sul motivo principale per cui si dovrebbe smettere di fumare: gli effetti del fumo passivo sui non fumatori.

Quando fumiamo inevitabilmente chi ci è vicino respira il nostro stesso veleno. Nel nostro caso avvelenarci è una scelta, ma per molte persone diventa un obbligo se vogliono starci accanto.

Il fumo passivo ha gli stessi effetti negativi, se non più drastici, del fumo attivo. Ecco perchè “non fumare” dovrebbe diventare un dovere nei confronti di chi ha scelto di non cadere nella tela del ragno rappresentata dalla cattiva abitudine di fumare.

Continua a leggere, in questo articolo troverai:

  • Quanto è dannoso il fumo passivo e perché?

  • Le conseguenze dirette del fumo passivo su persone, animali e ambiente.

QUANTO E’ DANNOSO IL FUMO PASSIVO?

Gli effetti negativi del fumo passivo sono tutt’oggi sottovalutati e poco considerati sia dai fumatori che dai non fumatori.

Secondo recenti studi effettuati negli Stati Uniti, i rischi connessi al fumo passivo sono sovrapponibili ai rischi per il fumatore attivo.

Anche chi non fuma, esposto alla minima quantità di fumo passivo, ha le stesse probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, infezioni e tumori.

Dunque è ormai leggenda metropolitana l’idea che non fumare tutela la persona dallo sviluppo di malattie “da fumatore” se la stessa persona è esposta nei locali, in casa o sul posto di lavoro alle sostanze nocive contenute nella sigaretta.

In America, di fatto, è in atto la totale eliminazione della possibilità di fumare in luoghi pubblici o affollati (locali, parchi, siti turistici etc.)

I rischi si triplicano per bambini e adolescenti esposti a fumo passivo. Questo perché il loro “sistema” è ancora in fase di sviluppo e le sostanze nocive del fumo possono alterare o mettere a rischio il normale sviluppo fisico e mentale.

Lo stesso rischio è presente per animali domestici e piante.

Ulteriori fattori che hanno spinto l’America a prendere provvedimenti e istituire aree “smoke free” riguardano la tutela dell’ambiente.

L’eliminazione della possibilità di fumare nei luoghi come parchi e “stazioni verdi” elimina anche il rischio di accumulo di cicche e spazzatura al suolo che inquinano la natura.

Altri studi hanno dimostrato come individui esposti a fumo passivo quotidianamente nella propria abitazione abbiano il 20% di possibilità in più rispetto a individui non esposti di sviluppare malattie cardiache e tumori.

I dati scientifici, dunque, lo confermano. Gli effetti del fumo passivo sono paragonabili a quelli del fumo attivo. L’unica differenza è che, l’individuo esposto al fumo passivo, non ha scelto di fumare ed è costretto a rovinarsi la salute per mano altrui.

IL FUMO PASSIVO AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO E PROBLEMI CARDIOVASCOLARI

Potrebbe sembrare scontato ma non lo è. Esattamente come per il fumo attivo, il fumo passivo, espone maggiormente al rischio di sviluppare il cancro e problemi al cuore.

Secondo studi recenti il fumo passivo provoca lo stesso rischio di sviluppare tumori del fumo attivo. Il rischio aumenta del 20/30 % in soggetti non fumatori esposti quotidianamente al fumo di sigaretta.

Lo studio, pubblicato nella rivista “Carcinogenesis” e condotto da un gruppo di ricerca della scuola di medicina di New York evidenzia come a rischio non sono semplicemente i non fumatori che convivono con un fumatore, ma anche i non fumatori che involontariamente respirano fumo passivo.

Questo accade anche quando, camminando per strada, si incrociano diversi fumatori e se ne respirano le conseguenze o anche quando si frequenta un luogo chiuso in cui è permesso fumare.

Lo stesso studio evidenzia una forte relazione tra fumo passivo e sviluppo di malattie cardiovascolari rispetto ai non fumatori non esposti a fumo passivo.

Secondo lo studio, i rischi di sviluppare malattie cardiache si raddoppiano quando si respira quotidianamente il fumo passivo a livelli tali che la differenza tra fumatore e non fumatore, organicamente, è labile.

IL FUMO PASSIVO ESPONE A DISTURBI RESPIRATORI E ALLA BPCO

La “bronco pneumopatia cronica ostruttiva” (BPCO) è una malattia cronica del sistema respiratorio che ne compromette a lungo andare le funzioni e nei casi gravi la vita.

La causa è un infiammazione irreversibile delle vie aeree e la conseguente ostruzione dei bronchi con riduzione del flusso aereo.

La BPCO causa forti difficoltà a respirare e a immagazzinare ossigeno nei polmoni. Non è direttamente causata dal fumo di sigaretta ma, quest’ultimo, rappresenta il fattore di rischio più pericoloso per il suo sviluppo progressivo.

Esattamente come per il fumatore, il non fumatore esposto a fumo passivo, rischia di sviluppare i classici sintomi da fumatore tra cui tosse, catarro, difficoltà respiratorie.

A lungo andare questi sintomi possono provocare un infiammazione cronica delle vie respiratorie ed esporre al rischio di sviluppare BPCO.

La BPCO è minimamente o per nulla reversibile ed è una patologia che porta numerosi problemi a livello di salute e benessere. Nei casi più gravi può mettere a repentaglio la vita del soggetto.

Non è detto, comunque che si sviluppi BPCO (fortunatamente le statistiche sono molto basse) nel non fumatore.

Tuttavia potrebbero svilupparsi comunque disturbi legati al sistema respiratorio tra cui asma, tosse cronica, naso ostruito e secrezione eccessiva di muco, polmoniti e bronchiti che possono tutte assumere andamento cronico.

FUMO PASSIVO E GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

E’ risaputo che fumare in gravidanza e allattamento è sconsigliato. Il motivo non è semplicisticamente che il feto assume fumo passivo per mezzo della madre.

Il fumo provoca dirette conseguenze per il feto a livello di sviluppo.

Le stesse conseguenze infauste sono state rilevate per le madri non fumatrici esposte a fumo passivo.

Uno studio pubblicato nella rivista “Open pediatric Medicine Journal” svolto da alcuni ricercatori dell’università di Pittsburgh asserisce come i rischi per il feto sono equi tra madri fumatrici e madri non fumatrici esposte a fumo passivo.

Tra i rischi si evidenziano mutazioni genetiche, influenza sul peso alla nascita, suscettibilità a malattie in futuro e cancro.

Causando in maniera diretta rischi di malformazioni gravi, il fumo di sigaretta, influenza fortemente il rischio di aborto precoce e morte cerebrale del bambino all’interno dell’utero. Inoltre, fumando in maniera attiva, c’è il rischio che il feto possa soffocare o non sviluppare al meglio il sistema respiratorio.

Gli stessi rischi vengono menzionati nel periodo di allattamento. Quando il bambino è nato non è per così dire “fuori pericolo”.

Le sostanze contenute nella sigaretta assunte e/o respirate dalla madre vengono trasmesse per via diretta con il latte materno.

Inoltre anche fumare vicino a un neonato provoca gli stessi danni, se non più gravi, del fumare vicino a un adulto.

Il bambino fino ai 12 anni circa è un soggetto in via di sviluppo. Ciò significa che i suoi organi e il suo sistema immunitario non sono ancora del tutto completi, ma si stanno sviluppano. Esponendo il neonato al fumo passivo si compromette irrimediabilmente il suo sviluppo cerebrale, motorio e organico.

IL FUMO PASSIVO AUMENTA RISCHI CONNESSI AL FETO

E’ stato già menzionato che il fumo passivo aumenta notevolmente il rischio di aborto in madri non fumatrici in maniera equa rispetto alle madri fumatrici.

Nello specifico, uno studio condotto dall’ Università di Nottingham, evidenzia come il rischio di morte alla nascita aumenta del 23% in madri non fumatrici esposte a fumo passivo. Aumenta anche il rischio di malattie congenite per il nascituro del 13%.

Aumentano notevolmente, anche assumendo passivamente il fumo altrui, i rischi di problemi cardiaci del feto, parto prematuro e malformazioni agli organi principali che potrebbero compromettere la vita del futuro nascituro.

FUMO PASSIVO PEGGIORA SALUTE E BENESSERE

Per i fumatori, le conseguenze dirette del loro vizio sono ben visibili e palesi per quel che riguarda la salute in generale e il benessere percepito.

Da poco, sono in atto campagne di prevenzione e promozione della salute anche per ciò che riguarda le conseguenze del fumo passivo su salute e benessere.

Come per il fumatore attivo, la salute del fumatore passivo risente delle numerose sostanze presenti nella sigaretta e introdotte nel proprio corpo. Le difese immunitarie sono minori, con più facilità ci si ammala e si prende l’influenza.

L’energia percepita diminuisce e invecchia la pelle (esattamente come per il fumatore).

La salute percepita non è al massimo e questo risulta altamente correlato all’assunzione di sostanze nocive in maniera passiva.

Il benessere soggettivo diminuisce. Si è esposti maggiormente o vengono aggravate le già presenti allergie, l’asma e i raffreddori stagionali.

Alcuni disturbi quotidiani, come il mal di testa, possono essere aumentati dal fumo passivo. Anche i dolori mestruali, nelle donne, sono influenzati dal respiro di fumo passivo.

Tante piccole cose, che prese singolarmente non risultano pregnanti, in generale vanno ad abbassare la qualità della vita, la salute e il benessere soggettivo.

IL FUMO PASSIVO AUMENTA IL RISCHIO PER I DISTURBI DELL’UMORE

La relazione tra disturbi dell’umore e sigaretta è ancora in fase di studio. Recentemente si è scoperto come i fumatori più attivi siano maggiormente soggetti a disturbi dell’umore come depressione e ansia.

Benchè i disturbi dell’umore non siano direttamente causati dalle sostanze contenute nella sigaretta, fumare o semplicemente respirare fumo passivo può aumentarli, intensificarli e favorirli.

Dunque anche per i non fumatori esposti al fumo passivo il rischio di aggravare i disturbi dell’umore già presenti è alto.

Inoltre, esiste un piccolo filone di ricerca che sostiene che il fumo, oltre ad avere conseguenze dirette, possa in qualche modo giocare un ruolo minimo nell’insorgenza delle malattie mentali e dei disturbi dell’umore in particolare.

Ancora non esistono ricerche specifiche che chiariscano definitivamente il ruolo del fumo, passivo o attivo, nello sviluppo e nel decorso delle patologie mentali. Attualmente tutto è allo stato di “ipotesi”. Ciò che è chiaro ai ricercatori è che il fumo ha un ruolo nel peggioramento di alcune patologie, anche se ancora si ricercano i motivi di tale relazione.

CONCLUSIONI 

In sostanza, il fumo passivo provoca gli stessi danni e gli stessi problemi del fumo attivo. Se stai cercando un motivo valido per smettere questo è senza dubbio il più concreto.

La frase “il fumo uccide te e chi ti sta intorno” non è immaginaria o generica. Esporre una persona non fumatrice al tuo fumo passivo compromette la sua vita in maniera esatta a come tu stai compromettendo la tua.

10 maggio 2019 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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