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Gambling: le False Credenze nel Gioco d’Azzardo Patologico.

Hai mai avuto, o hai tutt’ora, il classico amico che passa delle ore davanti alle piattaforme internet per arrotondare qualche soldo? O magari sei proprio tu quello che fa spesso dei tornei di poker online? Io ho diversi amici che passano, talvolta, delle intere serate chiusi in camera a studiare le strategie vincenti per guadagnare quei cento euro o più per poi – inspiegabilmente – reinvestirli nel medesimo gioco e perderli tutti in un sol boccone.
Qui è la Redazione Centro Clinico Eden ed oggi voglio parlarti del Gambling, detto anche Gioco d’Azzardo Patologico.

Per quanto i media ci propinino spesso una figura piuttosto stereotipata del Gambler, quale un individuo sempre sul filo del tracollo finanziario dedito alla frode, all’abuso di sostanze ed al discontrollo, gli individui affetti da tale dipendenza fanno parte degli ambienti ed estrazioni sociali più variegate: quando studiai l’argomento, durante i miei anni alla triennale di Psicologia, rimasi stupito dal constatare che tra i soggetti più a rischio vi sono le signore over 50 – madri di famiglia. Queste vivono una condizione di vita di transizione, dove il marito si ritrova sempre a lavoro per portare il pane a casa ed i figli sono già grandicelli ed impegnati nell’autorealizzazione dal punto di vista universitario e/o lavorativo; ne consegue che la suddetta signora, mentre magari sta andando a comprare il suo pacchetto si sigarette o una ricarica dal tabaccaio di fiducia, decida di acquistare uno di quei gratta e vinci che promettono guadagni milionari. La signorona in quel momento, se non decide di smettere, diviene una vittima sacrificale del sistema del gioco d’azzardo – spendendo talvolta cifre esorbitanti nella speranza di soffocare quel senso di solitudine che la attanaglia terribilmente.

Il Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (DSM IV, 1994) ci fa intendere che tali soggetti soffrono della loro condizione esistenziale – quali ad esempio sensi di colpa, difficoltà economica o più semplicemente un mal di vivere – che li porta a ricercare nuove emozioni attraverso il gioco – nel lungo termine – conducente ad assorbire totalmente la vita dell’individuo, il quale principierà col rincorrere il denaro per poter coprire i debiti di gioco, o ancora commettere degli illeciti per guadagnare denaro da investire sui tavoli e magari mentendo ai parenti e spendendo tutto il fondo cassa di famiglia!

Nei casinò non è difficile trovarli, sebbene oramai anche in dei luoghi come il Bingo risultano inflazionati: tavoli da Black Jack, da Poker, o persino le Slot Machine – le quali attraverso determinati colori che creano assuefazione sono in grado di far perdere la cognizione del tempo e dello spazio, coadiuvate da un ambiente che serve perennemente alcolici e non ha finestre – proprio per non dare l’impressione che il tempo stia trascorrendo inesorabilmente.
L’individuo comincia non soltanto a sviluppare una certa incapacità nel controllare gli impulsi nel gioco d’azzardo, ma manifesta anche un insieme di credenze non veritiere sulle possibilità di vincita – queste ultime definite Bias Cognitivi; vediamone alcuni.

Number 1: Fallacia di Gambler.

Hai presente cosa significa puntare alla Roulette perennemente sul rosso, con la convinzione che prima o poi – dopo varie giocate – sarai certo che uscirà perché oramai è da troppi turni che il croupier ha dato il nero come colore vincente? Bene, questo Bias Cognitivo si basa sulla constatazione che dopo diversi turni in cui il medesimo risultato ne è venuto fuori, si è convinti che ne uscirà un altro prevedibile. In verità non è così, poiché nel lancio della monetina le probabilità statistiche sono sempre del 50/50 e non si prevede un cambiamento sicuro di un risultato già uscito. Viene anche chiamato “malinteso della Mano Calda”.

Number 2: Correlazioni Illusorie.

Immagina di andare a prendere una pizza in un posticino, magari col tuo partner, e ti sei reso conto che hai mangiato veramente bene: sono certo che in un secondo momento ci tornerai perché sai di aver consumato un buon pasto, anche se magari la volta successiva non è un granché. Allo stesso modo alcuni gamblers li vedrai sempre giocare nel medesimo tavolo, o la suddetta signora sempre nella medesima tabaccheria per prendere il suo gratta e vinci, proprio perché tali soggetti hanno associato una vincita passata in quel luogo a possibili vincite future. Tale correlazione porta ad associare due eventi che, in verità, non hanno alcuna connessione reale – creando un circolo vizioso di superstizione e pensiero magico.

Number 3: Overconfidence.

La fiducia in sé stessi è qualcosa di certamente utile per tirare avanti ed avere successo nella vita, ma talvolta il rischio si manifesta nel sovrastimare le proprie capacità di previsione riguardo il corso degli eventi – che vengono fraintese come divinatorie: in tal caso il gambler di turno ha la completa convinzione di essere in grado di prevedere quale numero uscirà alla roulette o, talvolta, quale carta verrà scartata e quale no. Nei giochi prettamente probabilistici questa è un’altra manifestazione di pensiero magico nel contesto di gioco.

Number 4: Vincite Altrui.

Questo tipo di Bias non è solo comune nel contesto del Casinò: in una società dove il 90% dell’informazione mediatica e estremamente negativa, le informazioni televisive che concernono vincite al superenalotto o in altre tipologie di gioco può portare alla credenza che non sia poi così difficile vincere; diventa quindi comune, nell’osservazione altrui, che l’unico modo per vincere è continuare a dedicarsi al gioco – nonostante le ingenti perdite ed il tracollo della propria vita, non soltanto dal punto di vista finanziario!

Number 5: Tendenze dei Numeri.

Alcuni individui affetti da gioco patologico sono convinti che vi siano delle particolari regole o leggi che governino l’estrazione dei numeri o lo scarto di particolari carte. Ho una zia che è una fanatica del superenalotto. Crea degli schemini probabilistici davvero dettagliati dove conteggia i numeri e le date in cui sono stati estratti  – a seguire fa una cernita di quelli che non sono ancora usciti e, affetta da questo bias, li gioca nella volta successiva. Ovviamente non vi è alcuna associazione tra i due eventi poiché, esattamente come nella Correlazione Illusoria, non esistono regole statistiche che comportino l’estrazione di quel suddetto numero – la cui rivelazione è puramente probabilistica in ogni caso.

Dopo aver elencato alcuni dei più importanti bias compresi nel gioco d’azzardo mi sento d’affermare, con una certa serietà, che il rischio di insorgenza non soltanto si manifesta in soggetti adulti ma – oramai – anche nei giovani: l’avvento dei giochi online, come il poker, ha condotto gli individui ad azzardare con meno parsimonia; ritrovandosi tra le mura domestiche il soggetto si sente meno osservato e, consequenzialmente, meno giudicato – ricreando una condizione dove è sempre meno possibile prendere consapevolezza di avere un problema. Quello che mi sento di dirti dunque, a te lettore, è: se proprio devi, mi raccomando, gioca con prudenza!

 

Felice C. Baldacchino

4 dicembre 2017 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

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