Blog

Genio e follia le due facce della stessa medaglia

Genio e follia le due facce della stessa medaglia

Genio e follia le due facce della stessa medaglia

 

“ Il genio abita semplicemente al piano di sopra della follia”

A. Schopenahuer

Quando si parla di “follia” forse ci si dimentica che alcune grandi menti del passato (artisti, musicisti, poeti etc.) erano affette da quelli che oggi chiameremmo “disturbi dell’umore” e “psicosi”.

Non a caso, molti dei personaggi che hanno fatto la storia in ambito letterario erano ispirati da quel “male di vivere” particolare che li spingeva a scrivere testi e poesie suggestive e acclamate.

Spesso, quelli che oggi reputiamo i più bei testi, i più bei dipinti e le più belle sinfonie sono state l’ultimo grido di artisti che, dopo averle composte, si sono tolti la vita o semplicemente si sono chiusi in sé stessi.

Bentrovati dalla Redazione del Centro Clinico Eden, l’argomento che voglio trattare oggi è molto particolare e delicato: qual’è la barriera che separa genio e follia?

PERCHE’ LA FOLLIA DIVENTA GENIO

Fondamentalmente una barriera non c’è mai stata. Genio e Follia sono due facce della stessa medaglia nella maggior parte dei casi. Il genio, per nascere, ha bisogno della follia e la follia per esistere ed esprimersi ha bisogno del genio.

Non si tratta qui di un processo psicopatologico. Le menti più brillanti, come quelle di alcuni scienziati, sono spesso soggette anche a sofferenze. Tali sofferenze li spingono a cercare, a documentarsi, a sperimentare.

Secondo uno studio condotto nel 2009 e pubblicato nella rivista “Psychological Science” la creatività e la follia sono causate entrambe dalla stessa modificazione di un unica proteina nel sistema nervoso.

La cosiddetta “Neuregulina-1” che ha un importante ruolo nei processi cognitivi e la cui mutazione può provocare disturbi dell’umore, dello spettro bipolare e psicosi. E’ stato dimostrato che oltre alla maggiore probabilità di sviluppare disturbi, la mutazione della proteina, rende la persona molto più creativa.

ALLORA TUTTI I GENI SONO PAZZI

Dunque si può definire, a questo punto, tutti gli artisti pazzi ? Assolutamente no!

Non si vuole qui ragionare per sillogismi. Le casistiche sono variegate e non tutte le persone creative sviluppano patologie mentali.

Non è stato ancora specificato il motivo per cui molte persone riescano a raggiungere lo stesso grado di creatività pur non sviluppando psicosi.

Un ipotesi è che persone con un alto Q.I. e spiccate doti intellettive riescano, in maniera autonoma, a tenere sotto controllo i propri disturbi (che non provocano fastidio ma anzi vengono sfruttati per creare).

Ulteriore accorgimento è che ci sono molte persone che, pur presentando una mutazione della proteina, non sviluppano alcun tipo di disturbo. A questo proposito si è ancora in fase di ricerca.

Probabilmente molti fattori giocano un ruolo in ambito di “creatività” tra cui gli interessi personali, la personalità e i tratti caratteriali.

LA FOLLIA FUNZIONALE

Si può dire, invece, che ci sono casi nel mondo in cui una determinata patologia invece di essere disfunzionale è funzionale alla realizzazione e al successo? In parte è proprio così.

Senza voler qui prendere sottogamba le patologie psicotiche e dell’umore (che necessitano sempre di accorgimento psicologico e psichiatrico).

E’ vero che ci sono casi in cui l’individuo con spiccate doti intellettive riesce a gestire autonomamente le sue psicosi e a sfruttarle per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Si pensi al famoso matematico e premio nobel Jhon Forbes Nash Jr. affetto da schizofrenia. Egli riuscì a tenere sotto controllo i suoi sintomi (inizialmente prendendo farmaci successivamente con le sole proprie forze) e le sue allucinazioni e riuscì anche a sfruttarli per creare leggi matematiche.

Non a caso infatti, le allucinazioni in particolare, spesso danno suggerimenti alla persona. Mostrano paesaggi o soggetti da dipingere, idee per racconti e poesie, sinfonie (nel caso di allucinazioni uditive).

Tuttavia con questo non voglio dire che sia una passeggiata gestire i propri sintomi da soli. Un parere psicologico e un supporto sono sempre consigliati, anche quando i sintomi vengono sfruttati nel processo creativo.

CONCLUSIONI

Genio e follia, successo e sofferenza. Facce della stessa medaglia. Pur essendo così diversi sono concetti fortemente associati. La follia può essere sfruttata in maniera funzionale alcune volte.

Tuttavia ci sono molti casi che ci insegnano che non sempre è così. Non sempre la follia la si può sopportare e trasformare in qualcosa di utile.

Nonostante la scrittrice inglese Virginia Woolf fosse una delle artiste più amate nella Londra del ‘900 si tolse la vita.

I suoi racconti e le sue lettere prendevano spunto da quella sofferenza che la costringeva a letto, che non la faceva mangiare e dormire.

Nella sua ultima lettera al marito scrisse “Sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò […]”. Le sue allucinazioni, la sua depressione erano ormai troppo da sopportare.

Il supporto psicologico è sempre auspicabile anche per imparare a tenere a freno i sintomi.

12 aprile 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares