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Hikikomori: un nuovo fenomeno per esprimere la depressione

In questo ultimo periodo si legge in varie pagine web e su alcuni notiziari di un fenomeno che sta andando di moda tra gli adolescenti e gli adulti.
E’ il fenomeno degli “Hikikomori” che riguarda la nuova moda di chiudersi in casa e interrompere ogni rapporto sociale per un periodo indefinito di tempo che varia da alcuni mesi fino addirittura ad anni.
Ma perché una persona dovrebbe prendere la decisione drastica di barricarsi nella sua stanza? Da cosa potrebbe dipendere l’isolamento e la fuga dalla realtà?
Qui è lo Staff del Centro Clinico Eden ed oggi analizzeremo la nuova moda degli Hikikomori in chiave psicologica.

HIKIKOMORI: CHI SONO ESATTAMENTE?

Le persone che si autodefiniscono hikikomori rappresentano una popolazione di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Questa “moda” nasce in Giappone ma negli ultimi anni ha raggiunto l’Europa e in particolar modo l’Italia. E’ una moda molto simile a un fenomeno di cui si parlava qualche mese fa, il “blue whale”, tuttavia non necessariamente comporta il suicidio di chi vi aderisce. Essendo per la maggior parte adolescenti, le ragazze o i ragazzi che vi aderiscono hanno preso la decisione estrema di ritirarsi da qualunque attività e interazione sociale e chiudersi in casa.

MOTIVAZIONE DEL RITIRO

Le motivazioni del ritiro sociale e scolastico possono dipendere da tantissimi fattori di natura personale e sociale. Nella maggior parte dei casi l’adolescente dichiara di non essere attratto dalla realtà esterna e di preferire la vita solitaria e isolata nel contesto della sua abitazione.
Spesso si tratta di ragazzi che sono stati vittima di bullismo e violenze, che hanno perso la fiducia nell’adulto e nelle istituzioni e in conseguenza hanno una sorta di “paura” di uscire di casa.
Chiudendosi nel proprio mondo, la convinzione pregnante è che nessuno può farti del male.
Gli hikikomori fanno spesso un uso esasperato di internet e dei social. Abbandonare la propria identità per crearne una più forte (naturalmente virtuale) li rassicura e li fa sentire più adeguati alle richieste sociali.

CONSEGUENZE DEL RITIRO

Ritirandosi da ogni attività sociale e mettendo in atto un vero e proprio isolamento, gli hikikomori, non hanno obiettivi o desideri particolari da raggiungere nella vita. Alcuni di loro dichiarano di non avere nessuna intenzione di lavorare o di voler lavorare esclusivamente online da casa.
Non sviluppano relazioni sentimentali reali ma solo relazioni virtuali dietro lo schermo di un telefono o un pc.
Nei casi più gravi si isolano a tal punto da non avere più contatti nemmeno con gli altri componenti della famiglia. Il ritiro è tale che anche il pranzo o la cena vengono consumati in solitudine nella propria stanza.

LA GIORNATA TIPO DI UN HIKIKOMORI

Non uscendo di casa e non svolgendo attività fisiche o di svago, le uniche attività si consumano all’interno della stanza. Molti dichiarano di guardare film ininterrottamente, cartoni animati, serie televisive e così via. Altri intrattengono conversazioni tramite i social o i cellulari. Altri ancora svolgono attività come disegnare, dipingere o ascoltare musica.
Attività che normalmente nella vita quotidiana di ognuno occupano il 30-40% della giornata, nella loro occupano il 100% del tempo.

DEPRESSIONE E ISOLAMENTO

Ognuno di voi è stato adolescente e può capire quanto sia cruciale questo periodo. L’adolescenza è un periodo di forti cambiamenti fisici, anatomici, psicologici e sociali. Alcune persone non sono in grado di accettare ed elaborare immediatamente questo periodo di transizione per passare a un nuovo periodo di stabilità. L’isolamento è uno stato d’animo e un bisogno che molti adolescenti ricercano per natura. Tuttavia deve essere circoscritto nel tempo.
Coloro che non sono riusciti a superare con successo i traumi e i conflitti adolescenziali possono sviluppare comportamenti patologici e depressione.

DEPRESSIONE E HIKIKOMORI

Il fenomeno degli hikikomori potrebbe essere un nuovo metodo per manifestare angoscia e delusione, tipici sintomi della depressione.
La perdita di fiducia nelle relazioni e l’isolamento potrebbero essere la manifestazione di una delusione dovuta a violenze e cattiverie ricevute dai pari.
Da non sottovalutare è anche la perdita di identità insita nel fenomeno. La persona preferisce utilizzare social network e tecnologie per avere relazioni significative. Non è per nulla interessato a incontrare fisicamente le persone con cui intrattiene relazioni virtuali o a stringere legami intimi con loro.
Dietro lo schermo di un pc si trova la forza di affrontare le persone. Si trova la forza di parlare e reagire. All’interno della rete puoi crearti la tua personale identità, non devi necessariamente mostrare quella reale. Inoltre, i problemi relativi alla percezione del proprio corpo (vedere difetti anche dove non sono presenti o sono minimi) spingono ancor di più la persona a ricercare l’isolamento e a utilizzare i social con identità costruite.
La tristezza e l’angoscia che il soggetto percepisce viene attribuita alla sofferenza che il mondo esterno potrebbe provocare o ha provocato in passato.

Anche se ancora non se ne parla moltissimo, il fenomeno hikikomori, potrebbe diventare la nuova moda tra i giovani adolescenti.
Le interazioni sociali, le amicizie, le liti adolescenziali e le prime esperienze intime sono fondamentali per formare la mente e il carattere dell’adolescente. Non è il mondo esterno a portare sofferenza ma è l’ostinato ritiro dentro di sé, vittima dei propri sentimenti inespressi.

 

Chiara D’Agata

29 novembre 2017 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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