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Conosci davvero il disturbo bipolare?

il disturbo bipolare

il disturbo bipolare

Il disturbo Bipolare è una delle patologie più diffuse al mondo dopo la depressione. Anche se a soffrirne sono spesso le donne, questo disturbo colpisce anche gli uomini.

È da sradicare l’idea comune che il disturbo bipolare sia un cambio “repentino” di idea e/o umore. Se è vero che la persona bipolare è soggetta a cambi di umore (eccitamento vs depressione) questo non avviene sempre nell’arco della stessa giornata.

Bentrovati dal Centro Clinico Eden, oggi parleremo del disturbo bipolare, delle sue tipologie e della qualità di vita che hanno i pazienti affetti da questa patologia.

IL DISTURBO BIPOLARE IN GENERALE

In generale si indica con il termine “Disturbi dello spettro bipolare” una sintomatologia caratteristica che comprenda l’alternanza dell’umore fra le sue due polarità classiche: mania (eccitamento) e depressione.

Non a caso, tempo fa, chi soffriva di questo disturbo veniva caratterizzato come “maniaco depressivo”. Il termine “maniaco” sta ad indicare le fasi in cui il bipolare ha un umore euforico, eccitato, felice (unito a un aumento della motricità).

I periodi di passaggio tra una polarità e l’altra possono essere asintomatici. Periodi in cui il paziente riferisce di “sentirsi guarito”. In realtà spesso non è così e nel giro di pochi mesi (a volte anche settimane) si ripresentano i sintomi dell’una o dell’altra polarità.

Le polarità si succedono in archi di tempo soggettivi. La fase maniacale può durare dalle poche settimane a un mese. Stessa cosa la fase depressiva.

Raramente queste fasi si succedono più volte nello stesso giorno.

SINTOMATOLOGIA DEL DISTURBO BIPOLARE

Più che l’aspetto affettivo dell’umore, nel disturbo bipolare è importante attenzionare il comportamento ai fini diagnostici.

Il comportamento manifesto (stimolato dal mood corrente) è quello che mette realmente a rischio la persona che non è in grado di pensare lucidamente mentre sta attraversando una determinata fase del disturbo bipolare.

Fondamentalmente l’umore altalenante può essere sintetizzato in quattro gruppi sintomatici: Episodi Maniacali, Episodi Misti, Episodi Ipomaniacali ed Episodi Depressivi.

EPISODIO MANIACALE

L’episodio maniacale, comprende una fase d’esordio, una fase di stato e una risoluzione. Può essere stimolata da alcuni fattori esterni (uso di caffè, sostanze eccitanti, mancanza di sonno etc.) In questa fase il paziente è immotivatamente euforico, ottimista e produttivo. Spesso è talmente eccitato da non riuscire a dormire o a stare fermo. A livello sociale è molto più espansivo e propenso alle interazioni (in maniera eccessivamente confidenziale anche con estranei). L’umore è enormemente elevato (ci sono casi in cui è maggiore l’irritabilità) con sentimenti di grandiosità, autostima elevata, logorrea, tachipsichismo (pensieri e idee che si succedono velocemente e in maniera confusa) con conseguente facilità a distrarsi. Dal punto di vista comportamentale il paziente non sente il bisogno di dormire, è visibile un aumento della motricità e agitazione psicomotoria e il coinvolgimento in attività dannose e pericolose (es. shopping compulsivo, risse, promiscuità sessuale etc.). Il paziente, che riferisce di essere “felice ed espansivo” se contrastato può diventare fortemente irritabile e polemico nonché aggressivo. Facilmente subentrano deliri di ambizione, grandezza, inventori, di potenza, mistico religiosi etc. La persona, nella fase della mania, facilmente si convince fermamente di essere una mente brillante e senza precedenti. I deliri assumono il ruolo di conferma dei pensieri megalomanici. Frequenti sono la spinta motivazionale e l’incremento di iniziativa. La progettualità aumenta insieme alla spinta all’azione. La mimica e la gestualità del paziente sono accentuate e teatrali insieme a un eloquio rapido e incessante.

EPISODIO DEPRESSIVO

Totalmente l’opposto del precedente. L’umore è depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno e il paziente riferisce di sentirsi triste e vuoto. In alcuni casi si segnala la presenza di irritabilità. Vengono a mancare progressivamente gli interessi con marcata anedonia (incapacità a provare piacere) per ogni attività svolta in precedenza. L’accelerazione psicomotoria cede il posto al rallentamento (che può arrivare alla catatonia in casi gravi) con sensazione di faticabilità e necessità di riposarsi per lunghi periodi. Il sonno e il tempo passati a letto aumentano esponenzialmente. L’espansività e l’alta autostima cedono il posto all’isolamento sociale e a una sensazione di sé stessi come “fallimento”. E’ tipica l’ideazione suicidaria (nei casi gravi è possibile che il paziente arrivi al suicidio). I sentimenti che prevalgono sono di autosvalutazione e colpa (“io mi merito di stare male”). I deliri della fase maniacale scompaiono. Potrebbero essere presenti, in alcuni casi, deliri con contenuto di colpa e di morte. Il pensiero è fortemente rallentato, con ridotta capacità di pensare, indecisione e pensieri riguardanti la morte. E’ abolita la spinta motivazionale ad agire, la proggettualità (il paziente non riesce più a vedere un futuro) e in generale è scarsa la produttività. La mimica facciale è ridotta e manifesta i classici tratti associati alla tristezza. L’eloquio è lento, il tono di voce basso e spesso la persona può avere difficoltà a parlare (balbuzie, blocco improvviso etc.). Al contrario del precedente, questo genere di sintomi causa un disagio significativo al paziente (di norma è questa la fase in cui si rivolge a un medico per chiedere aiuto)

EPISODIO MISTO

L’episodio misto comprende aspetti degli episodi maniacali e depressivi. E’ difficile da inquadrare ai fini diagnostici e spesso viene sottostimato. E’ la condizione psicopatologica a più alto rischio suicidario. Nonostante il paziente desideri fortemente di agire (dunque ha una proggettualità regolare e una spinta all’azione) non ci riesce ( si riscontra un rallentamento motorio). In alcuni stati misti è possibile invece che vi sia un umore fortemente depresso associato però, più che a un rallentamento, a un accelerazione e disinibizione psicomotoria. Le condizioni deliranti sono comuni e facilitano la “progettazione del suicidio”. Gli stati misti sono di norma presenti nelle fasi di transizione tra un episodio maniacale e uno depressivo. In questa fase di transizione è presente un’instabilità dell’umore con rapide oscillazioni. E’ presente l’alternanza tra stati di ansia, euforia, depressione, apatia con arresto motorio iniziale che diventa irrequietezza motoria. I pensieri passano in maniera impercettibile dall’affollamento di idee alla totale mancanza di attività ideica. C’è molta probabilità di sviluppare sintomi psicotici come allucinazioni. L’episodio misto si caratterizza per il rischio di “cronicizzazione” in forme cristallizzate simili alla schizofrenia (con la durata di almeno 2 anni).

EPISODIO IPOMANIACALE

Indica un umore persistentemente elevato, espansivo o irritabile che dura ininterrottamente per almeno 4 giorni chiaramente diverso dall’umore non depresso abituale. L’autostima è alzata notevolmente con estroversione sociale aumentata. Diminuisce il bisogno di dormire e si percepisce la continua spinta a parlare. I pensieri si succedono velocemente con fuga delle idee (impossibilità di rimanere fissi su un idea specifica). Aumentato bisogno di attività motoria e coinvolgimento in attività pericolose. Il quadro è quasi sovrapponibile all’episodio maniacale. Tuttavia si presenta molto meno grave e non compromette le capacità lavorative e sociali del soggetto (l’episodio maniacale rende impossibile svolgere normalmente le attività quotidiane). Inolte l’episodio ipomaniacale dura dai 2 ai 4 giorni (al contrario di quello maniacale che è necessario duri almeno una settimana). Il rischio di ospedalizzazione durante un episodio maniacale è alto al contrario dell’episodio ipomaniacale nel quale è minimo quasi nullo. Tuttavia sono in corso molti dibattiti riguardo le “reali” differenze dei due episodi.

TIPOLOGIE DI DISTURBO BIPOLARE

Le tipologie di disturbo bipolare ad oggi riconosciute sono:

  • Disturbo bipolare di tipo I : Episodi Misti ed episodi depressivi intervallati da almeno un episodio maniacale spontaneo. Esordio tardivo.
  • Disturbo bipolare di tipo II: Almeno un episodio depressivo intervallato da episodio ipomaniacale spontaneo.
  • Disturbo ciclotimico: Svariati episodi ipomaniacali alternati a periodi con la presenza di sintomi depressivi che tuttavia non raggiungono la gravità degli episodi depressivi veri e propri.
  • NAS: disturbo bipolare non altrimenti specificato. Atipico che non soddisfa i classici criteri diagnostici.

CONCLUSIONI

In conclusione, il disturbo bipolare è un disturbo fortemente diffuso. La maggior parte delle persone non chiede aiuto a uno specialista e non sa di esserne affetto.

Tuttavia, nelle sue forme più gravi, il disturbo bipolare è fortemente invalidante. Può essere descritto come uno Tsunami di emozioni che travolge la persona.

Il paziente, prima convinto di essere il migliore, che si ritrova nel buco nero della depressione resta spiazzato e senza armi per difendersi.

Non è più in grado di lavorare, di socializzare, di vivere normalmente. Non a caso la maggior parte dei pazienti, ormai stremati dai loro cambi di umore ciclici, sceglie di mettere fine alla propria esistenza.

E’ senza dubbio uno dei disturbi più debilitanti e degenerativi per la persona. Uno dei disturbi che necessità di tutta l’attenzione psicologica e medica possibile.

10 aprile 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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