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Il Narcisismo: da Freud al Social Network

 

Hai mai fatto caso, caro lettore, al modo di camminare di alcune persone? Alcune deambulano curve, con lo sguardo basso e pensoso o semplicemente intimidito, altri incredibilmente sorridenti ed eretti – che solo a guardarli in faccia ti vien voglia di lanciarti dal trampolino di una piscina per gioire della tua vita – ed altri ancora molto seriosi e rigidi come un palo della luce, oppure con le mani in tasca e la testa incassata; e poi ci sono anche quelle che fanno degli ampi movimenti delle spalle, come se la strada fosse di loro appartenenza – io personalmente quella la chiamo la camminata dei body builder o del Narcisista: qui è la Redazione Centro Clinico Eden, ed oggi voglio parlarti – appunto – del Disturbo Narcisista.

Come ho descritto in qualche articolo fa il Disturbo Narcisista di Personalità è caratterizzato da un Sé Grandioso, che ricerca perennemente l’ammirazione altrui al fine di sentirsi vivo – coloro che non raggiungono tale condizione si ritrovano a cadere spesso in depressione.
Partiamo tuttavia dal presupposto che del narcisismo siamo tutti caratterizzati, in quanto a livelli moderato ci salvaguarda da contesti o eventi che mettono a dura prova la nostra autostima e che – purtroppo – ci renderebbero vulnerabili.

Number 1: la Psicoanalisi.

Prima il dolore e prima il dente, il mito freudiano parla del narcisismo in chiave piuttosto filosofica, dove il soggetto Narcisista rivive perennemente la sua esistenza quasi fosse ancora nella vita intrauterina o ai primi anni di esistenza – dove lo sforzo dei genitori è atto solo ed esclusivamente al suo soddisfacimento: d’altro canto un neonato – o un bambino nei primi anni di età – ha la completa attenzione dei genitori, nello specifico della madre, tanto che le sue credenze cardine ruotano attorno al fatto che ogni evento è direttamente referenziale alla sua persona. Quando poi il soggetto entra a contatto con i coetanei e l’ambiente scolastico, la disillusione lo coglie impreparato – smontando qualunque sua rappresentazione autoreferenziale con l’ausilio della madre, la quale non soddisfa più ogni suo capriccio e bisogno secondario. Potremmo dire che il Narcisista non ha risolto questa particolare fase – chiamata da Freud Orale – in cui il Caregiver non ha mai realmente concesso una disconferma sulla sua onnipotenza, permanendo dunque dell’idea che ogni cosa gli sia inderogabilmente dovuta. Non è raro trovare dei narcisisti incredibilmente invischiati con la figura materna, pregni di quello che Freud chiamava “Complesso di Edipo” (condizione che, secondo il primo boss della Psicoanalisi, tutti noi abbiamo vissuto – il figlio desidera sbarazzarsi del padre affinché possa vivere per sempre con la madre).

Number 2: Caratteri Distintivi.

Nella diagnostica contemporanea il Disturbo Narcisistico di Personalità viene definito come Egosintonico: in sostanza, i disturbi egosintonici sono quelli concomitanti con l’Io del soggetto – dove i sintomi sono inconsapevoli proprio perché fanno parte del funzionamento di base – mentre gli egodistonici si riferiscono a tutte quelle condizioni disagianti perfettamente riconoscibili dallo stesso paziente – il disturbo d’ansia, per intenderci.
Affetti da scarsissima empatia ed incapacità nel mettersi nei panni dell’altro, il narcisista vive in funzione della sua grandiosità e della convinzione di essere il risolutore di una qualunque condizione (potrebbe persino proporsi di proteggere una ragazza, perché lui e lui solo può, e chiunque tenti di scavalcarlo in quel ruolo non è gradito). E’ un manipolatore coi fiocchi, o almeno ci prova.
Avevo un’amica, una volta, che era davvero un fiume in piena quando parlava dei suoi problemi: era in grado di rimpinzarmi la testa di migliaia di info per ore ed ora riguardo i suoi problemi inerenti casa, università, fidanzato geloso e via discorrendo; la cosa interessante, e per alcuni potrebbe anche risultare poco gradevole, era che quando aveva terminato la sua tiritera chiedeva come fosse andata a me la settimana – dopo neanche aver espresso un periodo su qualche novità, immediatamente si riallacciava a quanto avevo affermato io per referenziarlo alla sua persona, dunque ripartiva con il soliloquio. Neanche a dirvelo il rapporto di amicizia non finì affatto bene, io mi stancai di stare ad ascoltarla per ore e mi beccai una strigliata isterica sul fatto che ero una persona assente – quindi la questione si risolse con un allontanamento congiunto tutt’altro che pacifico.
Questo aneddoto spiega alcune questioni sul Narcisista medio: non riesce mai a differenziare ciò che avviene a lui rispetto a ciò che accade agli altri, crede che l’attenzione ad ogni suo discorso, critica, opinione o fatto personale gli sia inevitabilmente dovuta – e prova una certa antipatia per tutti coloro che non lo seguono o non manifestano ammirazione per egli. Immagina di essere la fidanzata di un narcisista, nella realtà dei fatti dovresti stare perennemente attaccata al cellulare per rispondere ai suoi messaggi, consolarlo nel momento del bisogno e dimostrargli che per lui ci sarai sempre – e per carità, in una relazione sarebbe tutto abbastanza ordinario; il fatto è che un narcisista genera disequilibrio, poiché – per la logica del disturbo – se tu devi stare sempre concentrato su di lui lui, lui non è obbligato a fare altrettanto. Ricordo che una volta una mia vecchia fidanzata mi disse: “se tu non vai in discoteca giuro che non ci vado nemmeno io.” Voglio dire, per quanto potesse essere invalidante la questione, apprezzavo l’idea di creare una certa parità. Immagina ora se fossi stato con una ragazza narcisista, la proposta sarebbe stata sostanzialmente: “tu non puoi andare in discoteca, ma io si: conosco il dj, ci vanno sempre le mie amiche, sono una Pr ed ogni tanto ci scappa anche un drink gratis – non puoi pretendere di tenermi segregata in casa!” ovviamente l’ho resa un po’ più estrema, ma anche nella dietrologia di un’affermazione più misurata si coglierebbe sicuramente tale significato.
Ad ogni modo, preciso che il narcisista non è necessariamente un individuo carismatico in grado di farsi rispettare dal partner e dagli amici – questa qualità è inscrivibile in un soggetto della stessa risma ma ad alto funzionamento, capace di portare a termine con successo ogni sua manipolazione sull’altro, facendogli credere d’essere il “Ragazzo d’Oro”.

Number 3: il Narcisista Post-Moderno.

Se è vero che il Narcisista come descritto in precedenza esiste ancora, oggi ne notiamo la rinascita in altre vesti, ovvero il cosiddetto Narcisista Digitale. Hai notato che nei social network, ultimamente, tutti sono lì pronti a criticare qualsivoglia post o info proposta e – incredibilmente – subito dopo vi è una critica alla critica da parte di qualcun altro, finché non si arriva persino ad insultare il prozio della bisnonna altrui? L’Internet ha condotto alcune persone a credere di essere il centro dell’universo, con il diritto di dire la propria in qualsivoglia contesto ed info pur non essendo minimamente competenti sul contenuto della questione. Inoltre l’abitudine di creare post inerenti le piccole azioni quotidiane o lo stato emotivo della persona è, dati i presupposti citati, una forma di narcisismo – caratterizzata da credenze secondo cui ogni spettatore possa essere interessato al fatto che stiamo bevendo un caffè a Berlino o sotto casa. Il fenomeno risulta piuttosto interessante dal punto di vista psichico, in quanto il comportamento osservato sulle piattaforme web non si esprime necessariamente anche dal vivo – ma è come se rimanesse limitato allo smartphone o alla tastiera.

 

Dunque, la prossima volta che ti ritroverai di fronte al belloccio della situazione – o al tuo super amico instagrammer – fai attenzione a quel che dice ed a come lo dice – e soprattutto non criticarne il contenuto: consigliagli una psicoterapia!

Felice C. Baldacchino

24 novembre 2017 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

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