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La dieta post natalizia e i disturbi alimentari

disturbi alimentari

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Quanti di voi dopo i cenoni ricchi e abbondanti di natale hanno detto la frase “Basta. Da domani dieta” ? Quanti di voi effettivamente lo faranno?

Capita, sopratutto dopo le vacanze di natale, di vedersi o sentirsi appesantiti e decidere di riprendere un alimentazione più ristretta e sana al fine di perdere quei kg di troppo.

Tuttavia esistono alcuni casi in cui la dieta e il regime alimentare ristretto diventano vere e proprie ossessioni frutto di un comportamento estremo.

Bentrovati dallo Staff del Centro Clinico Eden, spero abbiate passato un buon natale e abbiate mangiato davvero tanto perché oggi voglio parlarvi dei disturbi alimentari e del rapporto tra cibo e persona.

L’OSSESSIONE DELLA DIETA

In effetti a Natale tutti quanti ci lasciamo andare mangiando quantità di cibo non indifferenti. E poi eccolo: il senso di colpa, l’ego che ci rimprovera, la consapevolezza che se non ci diamo una regolata a fine gennaio saremo grassi e brutti.

Normale amministrazione dunque. Ognuno di noi ha detto almeno una volta la frase “devo mettermi a dieta” mentre teneva un pandoro in una mano e un barattolo di nutella nell’altra.

Seppur sia effettivamente corretto rimettersi in sesto e regolare la propria alimentazione pensando di fare una bella dieta post natalizia, ci sono dei casi in cui potrebbe essere controproducente.

Sto parlando dei casi in cui “fare la dieta” diventa un ossessione a tal punto da non riuscire più a smettere. Rifiutare il cibo, controllarne le dosi, pesarlo e mangiare esclusivamente alimenti ipocalorici diventa uno stile di vita che non si limita al “post natale” e sostituisce la dieta momentanea.

Il chiodo fisso di questa persona diventa la perdita di peso e lo sport a lungo termine. Non ha la consapevolezza di quanto effettivamente il suo comportamento sia estremo.

E pensare che è partito tutto da una dieta!!!

IL RIFIUTO DELLA DIETA

Di contro, ci sono altri casi in cui la dieta è l’ultimo dei pensieri. La persona si sente benissimo nella sua ingordigia e mangia quantità di cibo davvero eccessive e senza alcun limite.

Questo comporta un sovrappeso anomalo (meglio noto come obesità) che potrebbe anche provocare disturbi cardiaci, motori, respiratori etc.

Non vi preoccupate, non credo sia il vostro caso. Nemmeno questa circostanza si limita alle vacanze natalizie. L’obiettivo ultimo è mangiare: sempre e a tutte le ore qualunque cosa che abbia calorie e zuccheri.

Attenzione: l’obesità è una condizione che può presentarsi anche a causa di altre malattie (come ad esempio quelle ormonali). Non sempre la persona tendente all’obesità o obesa ha abitudini alimentari eccessive e drastiche.

La persona obesa finge di non interessarsi al suo corpo e di non capire effettivamente il danno che le abbuffate comportano. Meglio morire mangiando piuttosto che morire di fame!

ANORESSIA E BULIMIA

Parliamo ora dei casi più gravi. L’anoressia e la bulimia sono dei veri e propri disturbi che riguardano il rapporto tra cibo e persona.

Non nascono da un semplice “controllo della dieta” e dalla voglia di perdere peso. Sono infatti molto più complessi e riguardano le relazioni, le emozioni, i sentimenti e la percezione che l’individuo ha di sé stesso.

I motivi per cui una persona si ammala di anoressia o di bulimia possono essere di molteplice natura. Possono riguardare rapporti conflittuali con i genitori, traumi, percezione distorta di sé, autostima bassa e molti altri.

Ma di cosa si tratta? In maniera molto sintetica l’anoressia è il rifiuto ostinato e deciso di qualsiasi alimento. In conseguenza, la persona che ne soffre, manifesta una spiccata debolezza e sensibilità nonché un aspetto fisico magro, stanco e sciupato.

La bulimia, simile per certi versi all’anoressia, riguarda sempre l’autostima e la fragilità interiore ma si manifesta diversamente. La forza mentale del bulimico non è abbastanza per riuscire a rifiutare totalmente il cibo.

Il bulimico, infatti, oscilla tra periodi di parziale digiuno e periodi di “abbuffate”. Il senso di colpa dopo l’abbuffata porta la persona ad agire “condotte di eliminazione” (provocarsi il vomito, prendere lassativi e/o rimedi per rigettare quanto ingerito) per evitare di prendere peso.

Tuttavia la persona che soffre di bulimia non si presenta necessariamente magra come l’anoressico.

CONCLUSIONI

Insomma. Tutti ci abbuffiamo, in particolare a natale. Ci sentiamo in sovrappeso e poi in colpa per aver mangiato tanto. Decidere di rimettersi in riga perdendo peso e mangiando sano non è sbagliato se si rimane consapevoli dei limiti.

L’equilibrio tra “perdere qualche kg” e “ossessione per la dieta” è davvero sottile. Mantenere uno stile di vita sano evitando, a prescindere, i due estremi è senza dubbio la scelta migliore.

A tutti voi, buon capodanno e buone abbuffate!

 

Chiara D’Agata

27 dicembre 2017 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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