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L’ARTE DEL BENESSERE: LA TEATRO TERAPIA

Teatro terapia come strumento per raggiungere il benessere

 

Nei precedenti articoli abbiamo già parlato di teatro e dei suoi benefici. E’ stato già esposto come l’attività teatrale (e artistica in generale) abbia effetti positivi sul benessere emotivo e sociale di ognuno. Fare teatro è uno dei metodi più semplici e divertenti per conoscere sé stessi, le proprie sensazioni ed emozioni e per imparare al meglio a gestire queste ultime.

E’ anche un ottimo metodo per esercitarsi a guardare le cose dal punto di vista dell’altro e aumentare in ultimo le capacità empatiche.

Sono stati elencati i motivi per cui fare teatro è funzionale al benessere (clicca qui) e in seguito è stato accennato lo psicodramma (clicca qui).

Ma lo psicodramma non è l’unica tecnica utilizzata in ambito psicologico che sfrutta i benefici del teatro. La teatro terapia è un aria vasta, ancora in via di sviluppo le cui potenzialità iniziano ad essere comprese e sfruttate da un ampio numero di professionisti.

Continua a leggere per scoprire:

  • Teatro terapia e benessere: di che si tratta?

  • Fasi della teatro terapia: come si svolge?

  • Il ruolo dei partecipanti: metodi e benefici

  • Il ruolo del conduttore

  • Differenze fondamentali

  • Conclusioni: sfruttare il teatro per raggiungere il benessere

 

L’ARTE DELLA TEATRO TERAPIA

Come ribadito più volte il teatro è uno strumento utilissimo per raggiungere il benessere psico-emotivo. In ambito psicopatologico la teatro terapia ha mostrato risultati forti e validi, migliorando il benessere di chi è affetto da ansia, depressione, disturbi di panico e di personalità.

Infatti, questo metodo psicologico si basa sulla concezione di salute “psicosomatica”: la malattia e la situazione di disagio è manifestabile (e dunque eliminabile) attraverso l’arte.

Ciò significa che è radicata l’idea che la malattia o il disagio psicologico possano utilizzare come mezzo comunicativo l’arte per poter essere espresse e alleviate.

Ma sostanzialmente la teatro terapia non risulta essere soltanto strumento “curativo” usato esclusivamente in presenza di patologia.

La teatro terapia è molto valida in ambito preventivo e psico educativo. Molte persone che la richiedono o la praticano non soffrono di alcun disturbo.

Essa risulta utilissima per risolvere conflitti legati all’emotività (che potrebbero in futuro sfociare in disagi più conclamati) ma soprattutto, è utilissima per “apprendere”.

Ecco perché è sostanzialmente una metodologia “educativa”.

Si basa sulla messa in scena del sé, del vissuti, delle emozioni e del proprio modo di vedere la realtà condividendo con altri l’esperienza. E’ quindi un forte fattore di crescita personale e conoscenza di sé.

La peculiarità sta nel fatto che i canali comunicativi utilizzati dagli “attori” in gioco non riguardano esclusivamente le parole. Si parla di “multicanali” proprio perché sono utilizzati anche gesti, mimica e movimenti corporei.

Il partecipante, gradualmente, impara a gestire e a rendersi conto della forte valenza comunicativa del linguaggio non verbale.

La teatro terapia, dunque, non serve a “diagnosticare” o etichettare qualcuno come “portatore di malattia mentale”. Non produce alcun tipo di valutazione clinica o interpretazioni mediche.

Le interpretazioni nascono dal soggetto stesso, man mano che mette in scena il proprio vissuto e lo rende consapevole.

Come afferma la Federazione Italiana di Teatro terapia essa: “implica l’educazione alla sensibilità, alla percezione del proprio corpo e agisce attraverso la rappresentazione di personaggi extra-quotidiani, principalmente improvvisati, e si struttura su un minuzioso lavoro pre-espressivo indispensabile alla creazione di gesti che rendono possibile e consapevole la reazione simbolica”.

 

CHI PUO’ FARE TEATRO TERAPIA E COME SI SVOLGE

Fondamentalmente tutti siamo idonei a praticare e/o partecipare a sedute di teatro terapia. Non ci sono limiti di età o particolari situazioni di esclusione.

Ognuno di noi ha le potenzialità di riuscire a mettere in scena i propri stati d’animo, i propri conflitti e le emozioni e tutti siamo in grado di entrare in relazione empatica con gli altri.

Proprio per questo la teatro terapia, prima di essere intervento e prevenzione, è educazione. La teatro terapia permette di insegnare ed apprendere l’importanza del comportamento non verbale, le modalità di comunicazione appropriate, la conoscenza di sé e gli altri e la gestione di stati d’animo negativi.

Il presupposto fondamentale è che tramite la teatro terapia è possibile manifestare ciò che non si è in grado di esprimere a parole, e condividerlo con gli altri.

Ci sono tre fasi fondamentali nella teatro terapia individuabili e necessarie per rendere l’esperienza efficacie e produttiva:

  1. Processo pre-espressivo: in cui si “preparano” i partecipanti allo svolgimento. Si discutono e si risolvono eventuali resistenze e si spiegano le finalità e le modalità di svolgimento. In questa fase vengono spesso proposti esercizi di movimento, vocalizzazione, comunicazione, ascolto degli altri (e altri ancora) con lo scopo di “addestrare” la persona ad entrare in contatto con il suo mondo interno e condividerlo con gli altri. Si cerca anche di trasmettere l’importanza e la necessità della comunicazione verbale e non verbale per il successo dei futuri esercizi.
  2. Processo espressivo: riguarda il vero e proprio nucleo della teatro terapia, la parte in cui si insegna a mettere in scena i vissuti e a creare il personaggio. Il processo si basa interamente sull’improvvisazione per la creazione del proprio personaggio con la scelta libera di aspetti caratteristici e modalità comunicative principali. Gli esercizi proposti hanno l’obiettivo di formare il personaggio finale derivato da frequenti cambi di ruolo, indossare maschere e/o abiti diversi, impersonare e imitare oggetti o animali e proposta di temi caratteristici.
  3. Processo post-espressivo: Conclusione del lavoro svolto in cui viene analizzato l’accaduto. Questa fase mira a far comprendere e interpretare all’attore stesso ciò che è avvenuto. L’attore (e tutti i partecipanti) è invitato a riflettere e dare una spiegazione a ciò che ha esperito tramite la recitazione. La fase mira a insegnare ai partecipanti di essere “osservatori esterni” dei vissuti esperiti tramite il teatro. Lo scopo ultimo è apprendere tecniche e metodi di auto giudizio e auto riflessione.

Un ruolo sempre centrale e importante è dato alla creatività che viene stimolata e incrementata dagli esercizi proposti. I partecipanti sono invitati a inventare, scegliere e costruire personaggi e situazioni sulla base dei loro vissuti. Dunque risulta necessario essere creativi e partecipi.

IL CONDUTTORE E I PARTECIPANTI DELLA TEATRO TERAPIA

Il conduttore, in questa particolare forma di terapia, ha un ruolo essenzialmente di guida. Di fatto il ruolo benefico della teatro terapia è affidato esclusivamente ai partecipanti.

I partecipanti sono al centro dell’interesse e dell’attività, di fatto, è affidato totalmente a loro l’intero processo creativo e comunicativo.

Sono loro stessi che, in totale libertà, scelgono cosa e come comunicare. Inoltre, il processo creativo messo in atto per scegliere il proprio personaggi, è affidato totalmente al libero arbitrio dei partecipanti.

Il ruolo che assume lo specialista si limita a essere il promotore della comunicazione e il mediatore dei vissuti espressi.

Perde, dunque, la caratteristica che il senso comune associa spesso agli psicologi vale a dire quella di interpretare e diagnosticare disturbi e/o problemi personali.

L’interpretazione è affidata al singolo partecipante: è lui stesso che interpreta la sua performance e analizza i sentimenti che saltano fuori mentre recita nonostante il conduttore possa, saltuariamente, offrire feedback su cui si baseranno le riflessioni.

E’ assente qualunque tipo di diagnosi o valutazione del comportamento e della psiche perché, per caratteristica, la teatro terapia può essere intrapresa da tutti e non ha soltanto lo scopo di “curare” o intervenire sui disturbi mentali.

Il ruolo di supporto del conduttore è tuttavia necessario. Egli guida e educa i partecipanti al corretto svolgimento dell’attività mediando qualunque tipo di situazione o sentimento.

Il suo ruolo risulta importante per la “preparazione” del contesto in cui avrà luogo l’attività e si esaurisce nel chiarimento e nell’insegnamento dell’attività stessa.

Il sostegno che il conduttore offre è sempre disponibile e presente, nel caso in cui si rivelasse necessario a causa di dinamiche confuse o controproducenti. Tuttavia, se non esplicitamente necessario il suo ruolo rimane essenzialmente quello di osservatore esterno, guida, mediatore e soprattutto mentore da cui trarre spunto che stimola creatività e espressione comunicativa.

TEATRO TERAPIA, PSICODRAMMA E DRAMMA TERAPIA: SONO SINONIMI?

E’ importante evitare di fare confusione e di incorrere nell’errore di generalizzazione. Psicodramma, drammaterapia e teatro terapia pur essendo simili per certi versi, rimangono tre elementi distinti e separati.

Lo psicodramma (che abbiamo già trattato qui) e la drammaterapia sono essenzialmente tecniche terapeutiche. Il loro ruolo è maggiormente orientato verso la “riabilitazione” e l’eliminazione di disturbi emotivi e comportamentali.

Seppur anch’esse sono adatte a tutti, il loro focus è molto più clinico rispetto alla teatro terapia.

Nello psicodramma e nella drammaterapia non è presente alcun training iniziale che educhi l’attore a comunicare e riconoscere il suo funzionamento personale. Tutto è basato sull’improvvisazione e la successiva analisi di quanto emerso.

In particolare, nella drammaterapia si inizia da subito a mettere in scena il problema che il partecipante porta con sé al primo incontro.

Di contro, nella teatro terapia, l’approccio tra attore e opera scenica è graduale e maggiormente rivolto all’insegnamento di una corretta espressione comunicativa (soprattutto non verbale) pur utilizzando spesso l’improvvisazione. Non mira necessariamente all’espressione di problemi e/o conflitti, fin tanto che il partecipante di sua spontanea volontà non li manifesta.

La creazione del personaggio non si basa su ruoli prestabiliti e suggeriti dal conduttore, ma è frutto di creatività e sperimentazione di diversi ruoli (a proprio piacimento) non necessariamente legati alla vita reale.

Nello psicodramma e nella drammaterapia i ruoli impersonati sono sempre espressione di un disagio e legati al vissuto reale e quotidiano del partecipante.

Il conduttore, nella drammaterapia e nello psicodramma, assume un ruolo più “clinico” e professionale oltre che di mediatore. Anche se non sono presenti procedimenti diagnostici, è possibile fare interpretazioni sul funzionamento dei partecipanti e, in ultimo, intervenire con attività pratiche mirate alla risoluzione del problema di natura psichica.

L’obiettivo delle pratiche terapeutiche con focus clinico è il cambiamento di comportamenti, pensieri, sentimenti e gestione delle emozioni. Nella teatro terapia è maggiore l’enfasi sul processo personale che l’individuo mette in atto spontaneamente per conoscere sé stesso e migliorarsi utilizzando creatività e divertimento.

Nonostante le differenze tutte e tre le metodologie consentono una conoscenza approfondita di sé e aumentano l’abilità relazionale, l’espressione e la comunicazione dei propri stati emotivi e l’empatia.

Risultano, altresì, tutte valide ed efficaci per il raggiungimento di un benessere soggettivo percepito e per la prevenzione di disagi emotivi e/o psichici.

CONCLUSIONI: L’ARTE FA BENE ALLA VITA PSICOLOGICA

Praticare ogni forma di arte, concludendo, incrementa il benessere psicologico ed emotivo. Nel caso specifico del teatro i benefici sono ben visibili e percepiti dai partecipanti.

Il teatro non è solo uno strumento di intervento clinico, ma può essere utilizzato anche a scopo preventivo ed educativo.

L’attività e la partecipazione, insieme ad altre persone, incrementa le abilità relazionali, l’empatia e la conoscenza di sé e degli altri. Senza dubbio aumenta la capacità di vedere le cose da più punti di vista e comunicare emozioni, stati d’animo e sentimenti in modo creativo ed efficace.

Lo strumento del teatro è uno dei più forti sia in psicologia che nella vita quotidiana. I suoi benefici prevengono la depressione, l’ansia e i problemi emotivo/relazionali di ogni genere.

Esprimere sé stessi e comunicare il proprio mondo interno tramite l’arte, in molti casi, è più efficacie di qualsiasi altro metodo preventivo.

 

 

 

23 maggio 2019 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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