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Lo vedi anche tu? I disturbi della percezione

 

I disturbi della percezione - Centro Clinico Eden Catania

I disturbi della percezione – Centro Clinico Eden Catania

Le allucinazioni, quel fenomeno per cui una persona vede o sente cose inesistenti. Caratterizzano un gran numero di patologie gravi e sono veramente deleterie.

Creano confusione, frustrazione e problemi a chi ne soffre. Nel precedente articolo ho parlato di “deliri” come disturbi del contenuto del pensiero (clicca qui). A primo impatto si potrebbe pensare che allucinazioni e deliri siano più o meno la stessa cosa.

Non è assolutamente così e capirete il perché.

Bentrovati dalla Redazione del Centro Clinico Eden, oggi vi parlerò di allucinazioni e delle brutte conseguenze che portano nella vita di un individuo.

PREMESSA: DISTINZIONE TRA ALLUCINAZIONI E DELIRI

Come già anticipato, occorre fare un’ importante premessa. Le allucinazioni e i deliri sono due fenomeni distinti e separati (possono presentarsi insieme, ma non sono la stessa cosa).

Ho già parlato dei deliri come disturbi del pensiero, le allucinazioni sono distintamente classificate come “disturbi della percezione”.

I deliri originano dall’alterazione di pensieri, giudizi e idee. Le allucinazioni, invece, provengono da un deficit della percezione. Il soggetto che ne soffre non possiede idee distorte che come conseguenza hanno una “convinzione falsa” della realtà.

I deliri sono i risultati di un fraintendimento degli stimoli esterni con conseguenti convinzioni errate. Le allucinazioni allo stesso modo causano una costruzione falsa della realtà. Ma, piuttosto che basata sulla distorsione di pensieri e sulle convinzioni, nasce da una percezione degli stimoli sensoriali distorta.

Anche anatomicamente i due fenomeni presentano consistenti differenze. A livello cerebrale coinvolgono aree della corteccia distinte.

Le allucinazioni, essendo prodotte da deficit percettivi, sono il risultato di “errori sinaptici” tra i neuroni nelle principali vie sensitive.

I DISTURBI DELLA PERCEZIONE

Senza entrare nello specifico, oltre alle allucinazioni, occorre specificare e menzionare gli altri disturbi che colpiscono la percezione.

La percezione è quel processo per mezzo del quale siamo in grado di trasformare stimoli esterni o interni, le nostre “sensazioni”(suono, luce, freddo etc.), in informazioni dotate di senso.

Anche in soggetti del tutto sani, la percezione, può giocare dei simpatici “scherzetti” che non hanno nulla a che fare con le manifestazioni patologiche e che prendono il nome di illusioni (per saperne di più clicca qui).

Le manifestazioni propriamente patologiche che riguardano la percezione possono essere suddivise in due categorie: “distorsioni sensoriali” e “false percezioni” .

DISTORSIONI SENSORIALI

Le distorsioni sensoriali, come fa intuire la parola stessa, riguardano situazioni in cui uno stimolo sensoriale viene percepito in maniera distorta.

Esempi sono la megalopsia (percepire oggetti ingranditi rispetto alla loro reale forma) o all’opposto la micropsia (percepirli rimpiccioliti). La dismegalopsia riguarda, invece, la percezione di un oggetto ingrandito da una sola parte.

Ma la grandezza non è l’unica caratteristica fisica che può essere percepita in maniera distorta e differenti distorsioni sensoriali possono avere luogo per lo stesso stimolo.

A tal proposito anche l’intensità di uno stimolo può subire alterazioni.

Ad esempio, l’iperestesia comporta la percezione distorta dell’intensità luminosa (lo stimolo viene percepito con luce abbagliante e colori accesi), a differenza dell’iperacusia che riguarda, invece, l’intensità del suono (il suono viene percepito in maniera molto intensa e acuta al punto tale da diventare insopportabile).

In rari casi, la distorsione, avviene nel punto di incontro tra due canali differenti. E’ il caso della scissione della percezione, in cui l’alterazione avviene nel processo di integrazione tra due stimoli sensoriali diversi.

Un esempio è la difficoltà di integrare, contemporaneamente, l’immagine al suono. La conseguenza è una sensazione diconflitto” tra i significati percepiti (sensazione che può essere data anche dalla intossicazione dovuta a droghe pesanti).

FALSE PERCEZIONI

Nel caso delle false percezioni ciò che il soggetto percepisce non è il risultato diretto di uno stimolo esterno reale. Un esempio pratico sono le già citate illusioni, vedere “lucciole per lanterne”.

Nelle illusioni è presente una forte componente immaginativo/fantastica o emotiva, ragion per cui la percezione nasce dall’elaborazione personale e soggettiva che la persona attua su uno specifico stimolo.

Immaginate di trovarvi al buio dentro una vecchia casa inquietante che sa tanto di scenario horror. Possibilmente guardandovi intorno, sotto effetto dello stato affettivo conseguente allo scenario, potreste convincervi di vedere la sagoma di un fantasma.

Guardando meglio, magari, vi accorgerete che è soltanto un mobile o un oggetto. Ecco, è proprio questo che intendo con la frase “vedere lucciole per lanterne” causate dall’illusione.

Come già trattato in un precedente articolo (clicca qui), l’illusione non è di per sé preoccupante ed è una naturale e fisiologica funzione del nostro sistema nervoso.

Tra le false percezioni sono annoverate anche le allucinosi, le pseudoallucinazioni e le allucinazioni. Andiamo per gradi.

ALLUCINOSI

Nelle allucinosi il percepiente, subito dopo aver realizzato di aver percepito un evento/oggetto che non possiede un corrispondente stimolo nella realtà, si accorge di aver avuto un “allucinazione”.

In pratica la persona diviene immediatamente consapevole dell’irrealtà della propria percezione. Nonostante ciò, comunque, non si può definire questa manifestazione meno grave delle altre.

Normalmente questo genere di disturbo è dovuto a patologie organiche piuttosto che mentali.

PSEUDOALLUCINAZIONI

Nel caso delle pseudoallucinazioni le esperienze percettive provengono dall’interno e non dall’esterno. Come nelle precedenti, la persona, si rende conto del contenuto non corrispondente alla realtà oggettiva.

Uno psichiatra che si occupò della loro descrizione fu Kandiski che, sulla base di una auto osservazione, le descrisse come vivide e non intenzionalmente evocabili.

Kandiski, purtroppo per lui, nonostante fosse un affermato psichiatra con il compito di dirigere un istituto psichiatrico sviluppò gradualmente le pseudoallucinazioni.

Finì con l’essere ricoverato a lungo termine nello stesso ospedale che aveva diretto per anni.

ALLUCINAZIONI

Le allucinazioni vennero definite all’inizio dell’Ottocento come “percezioni senza oggetto”. Sono uno dei sintomi principali di patologie mentali (schizofrenia, depressione con segni psicotici, disturbo bipolare con segni psicotici etc.) il cui esito spesso è infausto.

Fondamentalmente le allucinazioni sono immagini mentali che da stimoli reali. Non hanno nulla a che vedere con la realtà oggettiva e chi ne soffre ne è inconsapevole.

Per la persona che soffre di allucinazioni, ciò che vede, è reale. Dunque risulta molto difficile convincerlo del contrario.

Non è raro, inoltre, che la persona stessa sia in sintonia con le sue allucinazioni e non voglia rinunciarci. Di contro, pur essendo molto intrusive e ricorrenti, non causano necessariamente un disagio significativo alla persona.

TIPI DI ALLUCINAZIONI

Visto che la percezione avviene tramite i cinque sensi umani, anche le allucinazioni si articolano in base alle alterazioni di questi ultimi.

Le più frequenti e note sono le allucinazioni uditive e visive, tuttavia esistono anche quelle tattili, gustative e olfattive.

Cercherò di descrivere brevemente tutte le tipologie di allucinazioni.

ALLUCINAZIONI UDITIVE

Si tratta della convinzione di percepire suoni, rumori o voci quando in realtà sono assenti. E’ utile fare una distinzione tra allucinazioni uditive elementari e allucinazioni uditive verbali.

Le prime riguardano la percezione di suoni, musica, rumori e non necessariamente sono motivo di notevole sofferenza per la persona che ne soffre.

Le seconde hanno un quadro clinico più grave e complesso. Si tratta di sentire dentro la propria mente le cosiddette “voci” che di norma indicano una patologia mentale grave come la schizofrenia.

Tali voci possono essere dialoganti tra loro o commentanti (una o più voci che commentano e giudicano il comportamento e i pensieri del paziente senza però interagire con lui).

Possono inoltre assumere la caratteristica di “voci imperative” che danno ordini al paziente e dai quali egli non riesce a sottrarsi e disobbedire.

E’ usuale notare un certo tipo di “comportamento allucinatorio” nel paziente, che ci lascia comprendere che sta dialogando con sé stesso. Il comportamento allucinatorio si riferisce a gesti, frasi, movimenti del paziente in risposta alle voci.

Nella pratica clinica, il paziente, potrebbe non ammettere mai di sentire le voci. Questo perché spesso queste ultime interferiscono attivamente con il colloquio minacciando il paziente e costringendolo a non “confessare” la loro esistenza.

ALLUCINAZIONI VISIVE

Come dice la parola stessa, le allucinazioni visive riguardano l’assoluta certezza da parte del paziente di vedere svariate cose non corrispondenti alla realtà oggettiva.

Le allucinazioni visive possono riguardare la convinzione di vedere oggetti, scenari, persone non esistenti.

Nel caso di allucinazioni visive riguardanti persone non esistenti, il paziente, potrebbe anche combinare le allucinazioni uditive con quelle visive. Significa che una persona che “sente voci” potrebbe creare un immagine coerente di queste voci sotto forma di persona.

In questo caso è difficile rendere consapevole il paziente che la persona con cui dialoga (probabilmente il migliore amico) non esiste.

Un noto film discute questo argomento ed è tratto da una storia vera: A beautiful mind (se non l’hai ancora visto, ti consiglio di guardarlo).

ALLUCINAZIONI SOMATICHE

Le allucinazioni somatiche sono molto frequenti nella schizofrenia. Riguardano sensazioni e percezioni corporee (caldo, freddo, tatto, solletico..).

Le allucinazioni possono riguardare anche sensazioni agli organi interni (dolori o movimenti degli organi) o ai muscoli (vibrazioni, stiramenti, contrazioni). Sono da annoverare anche le allucinazioni a carico degli organi genitali.

Spesso il paziente è convinto di avere gli organi in movimento, in putrefazione, rivoltati o rigidi. Si possono instaurare vissuti di stupro in realtà mai avvenuti. Nella maggior parte dei casi, tali sensazioni sono accompagnate da deliri.

ALLUCINAZIONI OLFATTIVE

Molto meno comuni e di poca rilevanza clinica poiché non sempre compromettono il funzionamento della persona e creano disagio significativo.

Tuttavia sono spesso associate alle psicosi (il che ne aggrava notevolmente il quadro diagnostico). Sono basate sulla sensazione chiara e fissa di sentire odore (nella maggior parte dei casi sgradevoli) che in realtà non sono assolutamente presenti nella realtà oggettiva.

In rari casi possono essere associate a convinzioni deliranti (profumo dei fiori equivalente a presagio di morte) che mettono in agitazione il paziente e creano una sofferenza psicologica cospicua.

ALLUCINAZIONI GUSTATIVE

Abbastanza rare e molto meno studiate in letteratura. I rari casi osservati rappresentavano l’esordio di un delirio di avvelenamento.

I pazienti si convincevano che il cibo cambiava sapore improvvisamente, acquisendo un retrogusto amaro e acido.

Dunque si convincevano in maniera delirante che qualcuno stava tentando di avvelenarli.

Tuttavia, le allucinazioni gustative non sono necessariamente associate al delirio. Sono ancora in atto studi ed osservazioni cliniche per mettere luce sulle reali associazioni tra i due disturbi.

ALLUCINAZIONI NEGATIVE

Mi sembra necessario annoverare anche questo genere di percezione allucinatoria, nonostante non sia specificatamente associata a uno dei cinque sensi.

L’allucinazione negativa si riferisce all’esatto contrario di ciò che è un allucinazione. Riguarda la “mancata percezione” di stimoli che circondano la realtà esterna del soggetto in assenza di lesioni o patologie a carico degli organi di senso.

Non sempre è distinguibile da un problema che, più che riguardare la percezione, riguarda l’attenzione selettiva del soggetto.

Tuttavia non rappresenta una rilevanza clinica tale da essere considerato un disturbo grave.

CONCLUSIONI

In conclusione, le allucinazioni, sono senza dubbio uno dei sintomi più terribili di cui una persona può soffrire.

Nonostante ciò, sono stati molti i casi clinici in cui si osservava una convivenza “serena” tra soggetto e allucinazioni.

Quando il contenuto non è offensivo, non mina l’autostima e non è giudicante può presentarsi anche sotto forma di idee geniali e innovative (clicca qui).

Tuttavia, anche le allucinazioni apparentemente innocue possono provocare marcato disagio in chi ne soffre e alle persone a sè vicine.

Il quadro risulta più critico e grave quando in associazione alle allucinazioni si presentano deliri e altri sintomi dello spettro schizofrenico.

E’ sempre bene, in caso di sospette allucinazioni, consultare il parere medico e richiedere una visita specialistica.

18 maggio 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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