Blog

Natale: Depressione o Felicità?

Ieri mi trovavo a mangiare sushi con un mio caro amico, ed anche stavolta so bene a cosa stai pensando: anche tu, caro Felice, sei diventato vittima dei sistemi “all u can eat“. Nulla di più vero ragazzi!
Ad ogni modo, bando alle ciance, mentre stavo li a chiacchierare amabilmente con il mio amico e collega mi sono reso conto di sentirmi molto diverso rispetto al solito periodo natalizio: gli anni passati l’ho sempre vissuta con un senso di opprimente nostalgia di tempi andati che non sono mai esistiti, o sensazioni angoscianti senza un apparente motivo. Quest’anno, invece, sembra essere cambiato qualcosa.

Molte persone accusano di sentirsi depresse durante il periodo della festa più consumistica di sempre, tuttavia non tutti. Altri sono molto contenti ed estremamente gioiosi di poter festeggiare. Perché?

Qui è la Redazione Centro Clinico Eden ed oggi voglio parlarti dell’Umore Natalizio.

 

Passo immediatamente alla descrizione dei due archetipi senza perder troppo tempo, dato che i preparativi saranno già tanti!

 

Number 1: I Depressi. 

Molti individui accusano un senso di stanchezza, umore basso e senso di oppressione durante le vacanze natalizie. Alcuni dicono persino di attendere con ansia il termine delle feste, affermando che l’unica cosa in grado di poterli far riprendere sia la routine lavorativa.
Il fatto è che alcuni individui vedono il Natale come un periodo estremamente stressogeno, in grado di stimolare il multitasking che non hanno mai pensato di avere: per tali soggetti risulta già ansiogena l’idea si trovare un’idea su quali regali comprare, a chi farli ed a chi no – ritrovandosi infine obbligati a dover scegliere tra chi è più stretto nei rapporti rispetto ad altri. Questa scelta, nello specifico, non può non generare un senso di ansia, dato che stiamo mettendo sotto torchio tutto ciò che concerne la nostra riprova sociale, facendo una selezione su chi dovremmo puntare di più nei nostri rapporti futuri (magari tu non la pensi in questi termini ma, fidati, nell’inconscio di molti tale meccanismo è estremamente diffuso).
Dopo di che si dovrà pensare a dove festeggiare la Vigilia, il pranzo di Natale, Santo Stefano e – peggio di tutti – il Capodanno. L’individuo entra quindi in uno stato di conservazione dove, per sfinimento o per difesa, percepirà un forte senso di distimia (un disturbo passeggero affine alla depressione, citato nel DSM IV).

 

Number 2: i Felici. 

Se per alcuni il natale possa risultare triste anche per via dell’assenza di qualche parente venuto a mancare, c’è chi invece è ben lieto di poter incontrare tutte le persone care: il fatto è che il Natale stimola i centri nervosi della dopamina con una certa frequenza ( neurotrasmettitore famosissimo per quanto concerne i sistemi di ricompensa nel soggetto): se un individuo ha avuto sempre determinate abitudini, con annessi luoghi e persone, il periodo di festa è un momento importante per incontrare gli altri e rievocare la soddisfazione generata dal natale, dallo scambio sociale e dalle leccornie (cibo, regali e ricordi infantili hanno un potere incredibile sul sistema nervoso centrale).
Per uno come me, che vive oramai da quasi un anno e mezzo da fuorisede, poter rivedere i miei amici ed i miei parenti è paragonabile ad un trenino brasiliano che si muove tra le mie sinapsi alla velocità di un segnale elettrico!

E dunque il nostro articolo di oggi termina qui, se dovessi essere compreso nella seconda categoria passa un Buon Natale, se appartieni alla prima non temere: dopo Capodanno il Centro Clinico Eden riapre i battenti!

Felice C. Baldacchino

24 dicembre 2017 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *