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Perfezionista o ossessivo compulsivo?

Perfezionista o ossessivo compulsivo?

Perfezionista o ossessivo compulsivo?

Se sei una persona che ama mantenere l’ordine, allineare in maniera quasi maniacale gli oggetti, ordinare e sistemare l’arredamento in modo da rispettare uno spettro specifico di colori allora sarai anche d’accordo nell’affermare che sei un perfezionista.

L’ordine e la perfezione ti caratterizza. Ogni gesto, ogni movimento, ogni azione è caratterizzata da un armonia e una perfezione ammirevole. Porti sempre a termine i tuoi doveri soffermandoti minuziosamente nei dettagli, tutto deve essere perfetto!

Nulla di strano, nulla di patologico. Essere perfezionisti può anche essere considerata una qualità invidiabile agli occhi dei disordinati ( o magari un difetto insopportabile).

Ma cosa separa il perfezionismo innocuo da un vero e proprio disturbo Ossessivo Compulsivo?

Bentrovati dalla Redazione Del Centro Clinico Eden, oggi vi parlerò della sottile linea che separa il perfezionismo dal disturbo Ossessivo Compulsivo.

COSA E’ IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO?

Partiamo dalle basi. Il disturbo Ossessivo Compulsivo si manifesta in molteplici forme. Come dice la parola stessa è caratterizzato da ossessioni e compulsioni.

Strettamente correlato all’ansia, le sue manifestazioni sono modalità (disfunzionali) di reagire a stressor esterni o a pensieri intrusivi e fastidiosi provenienti dall’interno.

Le ossessioni (contrarre malattie, essere infestato dai parassiti, ossessione verso una persona o un oggetto) provocano un disagio significativo e spingono la persona a mettere in atto una serie di “rituali” per scongiurare il pericolo e per “evitare” i pensieri e le preoccupazioni.

Un esempio classico è la persona che ha paura di entrare in contatto con batteri o virus. In maniera compulsiva e ripetitiva la strategia che adotta è quella di disinfettarsi, lavarsi costantemente, disinfettare l’ambiente in cui vive ed evitare il contatto fisico con le persone.

E’ comprensibile affermare che questa patologia crea un vero e proprio stato di malessere. La paure e le preoccupazioni occupano la vita dell’individuo e influenzano il normale svolgimento delle sue attività.

OSSESSIONE

Ciò che caratterizza maggiormente il disturbo è la presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, immagini, impulsi, idee che assumono carattere patologico dal momento in cui diventano frequenti e persistenti.

Quando l’ossessione assume un carattere statico, stereotipato e indelebile nella mente dell’individuo occupa gran parte della sua giornata. La persona spende un numero di ore cospicuo a rimuginare sulle sue ossessioni.

Le ossessioni creano disagio e sofferenza. Non sono facilmente neutralizzabili e sono talmente intrusive da bloccare il resto dei pensieri. In altri termini, è impossibile pensare ad altro.

Nel disturbo ossessivo compulsivo (DOC) classico le ossessioni sono egodistoniche: vengono percepite dal soggetto come fastidiose causando una notevole sofferenza psichica.

Tuttavia esiste una variante del disturbo (disturbo ossessivo compulsivo di personalità) in cui la presenza di ossessioni è molto più scarsa ma, cosa più importante, non creano disagio significativo alla persona che le ritiene parte integrante della propria personalità.

COMPULSIONI

La compulsione è la conseguente reazione alle ossessioni sul piano comportamentale. L’individuo, sopraffatto dai pensieri intrusivi e fastidiosi, inizia a mettere in atto una serie di azioni finalizzate all’eliminazione momentanea delle ossessioni.

Le compulsioni, messe in atto ripetutamente, diventano veri e propri rituali che il soggetto si sente “costretto” a fare per sfuggire alle sue preoccupazioni.

In determinati casi, se interrotto o impossibilitato a compiere il rituale, l’ossessivo compulsivo può diventare iracondo e aggressivo manifestando in pieno la sua frustrazione.

Il tentativo di eliminare le ossessioni risulta, purtroppo, inefficace. Dopo un breve periodo di “pace” riaffiorano imperterrite e tornano a tormentare l’individuo che ricomincia a mettere in atto i suoi rituali.

Ne consegue che sradicare i rituali che la persona con disturbo DOC si è costruito è molto difficile. L’unica modalità che conosce per fronteggiare le ossessioni (anche se per breve tempo) sono i suoi rituali.

Nella mente del soggetto affetto da DOC i rituali scampano il pericolo e la sensazione di essere sopraffatti.

TIPI DI DOC PIU’ FREQUENTI

Come già anticipato esistono diverse modalità di espressione del DOC. Dalle preoccupazioni relative al proprio corpo alle compulsioni di strapparsi i capelli.

Tra le più frequenti ritroviamo le ossessioni riguardanti contaminazione, malattie e sporcizia. I rituali che ne conseguono riguardano la pulizia compulsiva del proprio corpo, degli abiti e dell’ambiente di vita con utilizzo smodato ed esagerato di disinfettanti.

Non meno frequenti sono le ossessioni che riguardano un bisogno irrefrenabile di simmetria e precisione nella sistemazione di oggetti, nel lavoro e nelle attività quotidiane. I rituali comprendono la sistemazione compulsiva e continua di oggetti (che in fin dei conti sono già dritti e ordinati), piegare la biancheria ripetutamente perché non ritenuta mai perfetta, utilizzare sempre le stesse gradazioni di colori per la casa e il vestiario.

Le ossessioni di accumulo riguardano invece un accumulo anomalo di roba apparentemente inutile. La persona accumula insistentemente uno o più oggetti specifici nella convinzione che prima o poi serviranno. In realtà, dietro l’accumulo si celano spesso problemi di bassa autostima, emotivi e affettivi colmati (in maniera inconsapevole) riempiendo il “vuoto” della casa con oggetti.

Tuttavia l’accumulo può non riguarda oggetti. L’accumulo compulsivo di animali è meno frequente ma non per questo meno grave.

L’individuo vive in condizioni sanitarie malsane. Accumula animali e non pone la giusta attenzione alle cure necessarie per mantenerli in salute e puliti. Oltre che a un maltrattamento verso gli animali (costretti a vivere dentro una casa piena di altri animali) la persona si rende conto effettivamente di mettere a rischio la propria salute, tuttavia non riesce a rinunciare all’impulso di accumulo.

Di frequente le preoccupazioni ossessive riguardano tematiche persecutorie e di riferimento. Nei soggetti anziani molto spesso si possono notare convinzioni ossessive riguardanti ladri che vengono (sicuramente) a derubare a casa dell’individuo, la compagnia elettrica che appositamente ha aumentato la luminosità della lampadina per aumentare la bolletta, ossessioni sul risparmio di denaro.

Le compulsioni che possono derivare (il più delle volte) sono un attenzione minuziosa nel chiudere e riaprire casa continuamente prima di uscire. Una volta uscito di casa, il soggetto con DOC, sarà comunque in ansia e intimorito dal pensiero ricorrente di non aver chiuso bene.

La ripetitività nell’accendere e spegnere la luce per accertarsi di non sprecare energia. Possibilmente prima di andare a letto, l’individuo, passa ore interminabili a spegnere e accendere le luci solo per convincersi che siano realmente spente. Una volta coricato, è possibile che si alzi nuovamente per controllare ricominciando il rituale.

Infine, contare i soldi in maniera precisa e ripetitiva per accertarsi di non aver subito furti o non aver speso troppo. Il comportamento non si limita al contare il denaro una sola volta. Il soggetto inizia a contare i soldi concentrando ogni sua energia. Li conta ripetutamente due, quattro, venti, ottanta volte. Alla fine li riconterà nuovamente, convinto di aver sbagliato qualche conto.

LA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA DOC E NORMALITA’

Se sei il perfezionista di cui parlavo a inizio articolo ti starai chiedendo cosa c’entra il disturbo DOC con l’essere perfezionisti.

Parlando di tratti di personalità, non solo sono normali il perfezionismo e la ricerca dell’ordine, ma sono anche qualità ritenute positive. Cosa ti separa allora da chi soffre di disturbo DOC?

Che siano dovuti a tratti di personalità o a una risposta alle ossessioni i rituali del disturbo DOC hanno carattere stereotipato, ripetitivo e finalistico.

Chi soffre di questo disturbo non ricerca la perfezione per un bisogno estetico o per capriccio. La perfezione è una necessità. Senza la perfezione compaiono le ossessioni (nel caso di DOC puro) o i sensi di colpa e le frustrazioni (nel caso di DOC di personalità).

Ciò che separa un DOC da una semplice inclinazione caratteriale è proprio il disagio marcato, la compromissione delle funzioni primarie (lavorative, sessuali, domestiche), l’importanza che viene data al rituale (che deve essere eseguito ad ogni costo).

A un certo punto diventa così importante mettere in atto i rituali che non conta nient’altro nella vita. Il perfezionista medio è probabile che, all’interno del suo ufficio o della sua camera da letto, abbia gli oggetti perfettamente allineati e con colori simili l’un l’altro. Ma non necessariamente trascorre ore interminabili a sistemarle in maniera ripetitiva.

Chi soffre di DOC, nonostante gli oggetti siano già perfettamente allineati e puliti, continuerà a disfarli e riordinarli. Non vedrà mai la perfezione con cui li ha sistemati.

Continuerà a pulire e disinfettare casa, vestiti e sanitari nella convinzione che siano sommersi di batteri. Tutto in maniera stereotipata, rigida e ripetitiva.

Provando un marcato disagio e una frustrazione immensa (che sfocia anche in rabbia aggressiva) se è impossibilitato a eseguire il suo rituale. Provando una sofferenza psicologica significativa che, a un certo punto, lo farà sentire schiacciato e impotente.

Non a caso questo disturbo è spesso associato ai disturbi da attacchi di panico, depressione e ansia.

CONCLUSIONI

Avrete capito benissimo dove sta il punto di confine tra patologia e perfezionismo. Essere perfezionisti è senza dubbio una qualità ammirevole e adattiva.

Svolgere il vostro lavoro con dedizione, dando risalto ai dettagli insignificanti, rendendo perfetta ogni cosa che fate è senza dubbio un lato del vostro carattere meraviglioso.

Sentire la necessità di vivere in un ambiente pulito, sempre profumato e disinfettato non presuppone un disturbo ossessivo compulsivo.

La patologia diventa tale quando provoca disagio psicologico e sofferenza, quando compromette la vita quotidiana e costringe l’individuo a ripetere incessantemente i suoi rituali.

Le ossessioni caratterizzano gran parte della vita di un essere umano. Ognuno ha le proprie, dalle più bizzarre alle più innocue. Esse diventano disfunzionali quando non sono più neutralizzabili, quando occupano la maggior parte dei pensieri della persona e quando quest’ultima non ha nessun modo di sfuggirgli.

Se i vostri “rituali” perfezionistici non sono delle “compulsioni” in risposta a un pensiero intrusivo e ricorrente, capite bene che poco avete a che fare con chi soffre di DOC.

Tuttavia, se provate un disagio significativo e vi rendete conto di compiere gesti ripetitivi in risposta a dei pensieri dolorosi è bene che contattiate uno specialista per maggiori chiarimenti.

 

19 giugno 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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