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Il Potere dell’Autorità: l’Esperimento di Milgram

Difficilmente, ad un ognuno di noi, verrebbe in mente di andare contro un ordine del nostro capo. Gli studenti raramente risponderebbero a tono ad un professore. In generale, chi si trova su uno scalino gerarchico superiore, gode del piacere di non essere contraddetto. Ma sebbene tutti questi esempi potrebbero ricondurci a delle conseguenze specifiche, così non è. L’esperimento di Stanley Milgram, dimostra che l’obbedienza è una reazione insita nell’essere umano. Nello specifico tale tendenza non risponde a leggi morale, ma solo ed unicamente alla supremazia dell’Authority.

Qui è la Redazione Centro Clinico Eden ed oggi voglio parlarti del Potere dell’Autorità.

Il Potere dell’Autorità in un Esperimento

Milgram reclutò una serie di cavie da laboratorio promettendo loro di doversi sottoporre ad un test di Memoria. Nello specifico due soggetti si presentavano simultaneamente. Uno sarebbe stato l’Istruttore e l’altro l’Allievo, a sorteggio. L’Allievo aveva il compito di ripetere delle parole precedentemente citate dall’Istruttore, presente in un’altra stanza. La cosa inquietante è che l’Istruttore aveva il compito di indurre una piccola scossa all’allievo quando questi sbagliava la parola. Oltretutto entrambi non potevano vedersi essendo in stanze diverse, ma potevano sentirsi attraverso un microfono. Ogni qual volta l’Allievo sbagliava ecco che la scossa aumentava di 15 volt.

Il sorteggio era stato ovviamente truccato, difatti l’Allievo era sempre un collaboratore del ricercatore a cui non veniva in realtà somministrata alcuna scossa. L’attore, poiché di questo si tratta, lamentava dolore più cresceva il voltaggio. Ad un certo punto arrivava persino a pregare l’Istruttore di piantarla, ma questo continuava imperterrito. L’Istruttore manifestava gran parte delle volte il desiderio di smettere la tortura, ma posto dinnanzi allo sperimentatore che lo intimava a continuare non riusciva a smettere. E’ questo il fatidico potere dell’Autorità. L’incapacità di andare contro l’obbedienza.

Il Campione di Milgram

Il primo campione di Milgram era composto da 40 soggetti tutti maschi. Si potrebbe pensare che alcuni di loro fossero psicotici, altri con una personalità sadica e psicopatica. Altri ancora hanno ipotizzato che essendo tutti maschi potevano essere meno sensibili al dolore altrui. Tutti smentiti. In primis i soggetti furono sottoposti a dei test di personalità e risultarono tutti psichicamente normodotati. In secondo luogo essi avevano risposto ad un esperimento sulla memoria e non sulla prova del potere dell’autorità. Ne consegue che un soggetto sadico non si presenterebbe se non sapesse che l’esperimento appaga suoi pulsioni ben specifiche. In un secondo momento fu riproposto l’esperimento a soggetti di sesso femminile. Il risultato fu identico. Le Istruttrici ebbero la medesima reazione di obbedienza all’Authority.

Varianti dell’Esperimento esplicative

In delle varianti dell’esperimento si scoprì che non si poteva dire di no alla persona più importante. Nel caso in cui fosse stato un compagno di corso all’università o un collega a chiedere di continuare con le scariche, l’Istruttore si fermava repentinamente e non accettava di andare avanti. A riprova di ciò, in un altro paradigma vi erano due sperimentatori. Uno dava l’ordine di continuare a somministrare scosse, l’altro invece intimava a smettere per paura che l’Allievo potesse risentirsene. L’Istruttore guardava quindi, in maniera alternata, i due sperimentatori – cercando di comprendere chi tra i due fosse più importante. Quando questo particolare dubbio non veniva fugato ecco che richiedeva ad entrambi di mettersi d’accordo. Ciò che dona speranza all’umanità, tuttavia, è che in questo ultimo paradigma l’Istruttore decideva di fermarsi quando i due sperimentatori non si mettevano d’accordo. Forse l’umanità ha ancora un briciolo di umanità!

Felice C. Baldacchino

27 luglio 2018 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

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