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PSICOLOGIA DEGLI ANIMALI

Ciò che vuole comunicarci il cane

Nonostante la psicologia sia, per eccellenza, la scienza che studia i processi cognitivi umani e le sue manifestazioni, non è impossibile applicarla ai nostri amici animali.

Con ciò non si vuole dire che l’animale è al pari dell’uomo dal punto di vista cognitivo. Tuttavia è possibile studiare determinati comportamenti specie specifici ed estrarne il senso basilare.

Gli animali, rispetto all’uomo, funzionano in modo più semplice e istintivo. Si possono distinguere dunque alcuni comportamenti da cui si ricava, poi, il significato e il senso.

In questo articolo (per motivi logistici) mi soffermerò a parlare del cane e dei suoi comportamenti comunicativi principali.

Continua a leggere per scoprire:

  • La psicologia applicata agli animali: come?

  • Psicopatologia degli animali

  • Comportamento comunicativo del cane: cosa vuole dirci?

PSICOLOGIA ANIMALE

Come già detto, la psicologia applicata sugli animali, si basa sull’osservazione e sullo studio di alcuni comportamenti specie specifici.

Gli animali non possono parlare. Non possono esprimere disagi. Tuttavia non è corretto dire che non percepiscono lo stress o le emozioni.

Come per gli esseri umani, gli animali sotto stress manifestano determinati comportamenti. Questi comportamenti (in assenza del linguaggio) servono proprio a comunicare ai propri simili e alle altre specie l’emozione o il comportamento che si sta per mettere in atto.

Lo studio della psiche animale è relativamente recente e non gode ancora di grande fama. Una disciplina specifica, la psicologia comparata, si interessa di studiare la psiche animale (uomo compreso) e descriverne le similitudini e le differenze.

Un altra disciplina studia, invece, il rapporto uomo-animale e le reazioni di quest’ultimo alla relazione con l’uomo. La pet therapy  poggia in gran parte su questa disciplina, ragion per cui le ricerche e le sperimentazioni sono in aumento.

Oggi, le persone che scelgono di prendersi cura di un animale domestico sono in costante aumento. E’ quindi comprensibile che questo ramo della psicologia stia iniziando a diventare sempre più ampio e di interesse.

PATOLOGIA ANIMALE

Come per l’uomo, molte patologie mentali possono affliggere i nostri amici animali. Non bisogna considerare gli animali esseri semplici e privi di pensiero.

Molti di loro, pur avendo una struttura mentale semplificata rispetto all’uomo, sono molto intelligenti.

La depressione, la demenza, l’ansia, attacchi di panico sono tutti esempi di patologie che, come per l’uomo, possono affliggere l’animale.

L’etologia, in particolare, si occupa dell’identificazione e cura di tali patologie. Nellemetodiche è compreso il riconoscimento e l’eliminazione della patologia integrando attivamente i membri della famiglia che ospitano l’animale.

Spesso, infatti, queste patologie possono essere causate da comportamenti errati o eccessiva mancanza ai bisogni dell’animale da parte di chi se ne prende cura.

L’animale manifesta il disagio psichico tramite linguaggio corporeo e comportamento. Essere in grado di riconoscere segnali di allarme dovrebbe essere basilare quando si decide di adottare un animale.

Ogni animale possiede determinati comportamenti che servono a comunicare l’emozione o l’eventuale disagio che si sta provando. Amare un animale significa anche comprenderlo nella sua totalità. Conoscere questi segnali può essere un primo passo verso la comprensione e la prevenzione di eventuali disagi psichici.

IL CANE

Il cane nel corso dei secoli si è aggiudicato il posto di “migliore amico dell’uomo”. Questa accezione non è casuale. Il cane è un animale che si adatta facilmente alla vita in famiglia e alle persone.

Nonostante derivi dal lupo, animale più selvaggio e solitario, ha l’istinto di creare legami di gruppo. Il lupo vive in branco, con i simili, per cooperare e aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Il cane, dal suo canto, è riuscito ad evolversi in modo da adattare questo attaccamento e questa necessità di vivere in branco alle esigenze dell’uomo. Infatti, è uno dei pochi animali che riconosce l’essere umano “parte del branco”.

Il cucciolo di cane necessita della presenza della madre per almeno 40 giorni dopo la nascita. Il piccolo nasce con la capacità di emettere dei gesti riflessi e involontari che la mamma sarà in grado di modulare e insegnare.

E’ importante in questo periodo sia il contatto con l’uomo che con i fratellini. Il cane ha necessità di apprendere con “il gioco della lotta” i comportamenti di sottomissione e dominanza e anche la capacità di comunicare.

Il contatto precoce con l’uomo previene comportamenti di difficile gestione in età adulta. Un cane non abituato a contatto con l’uomo potrebbe mostrarsi aggressivo o impaurito (specie con gli estranei).

Anche i cani possono accusare disturbi dell’apprendimento e della condotta in età postnatale. Cani allevati in ambiente domestico si mostrano più fiduciosi e mansueti rispetto a cani allevati in canili o randagi. Inoltre riconoscono l’essere umano come “animale della stessa specie”.

Entro il decimo mese di vita si inizia a formare la personalità del cane. Saltano fuori comportamenti di dominanza o sottomissione. Nota bene che ogni cane, nonostante la forte valenza istintuale, possiede una personalità unica e individuale come l’uomo.

Nonostante sia molto recettivo e sveglio ai segnali umani, i cani possiedono una serie di comportamenti tipici con funzioni comunicative diverse dall’uomo.

E’ vero che un cane può arrivare a comprendere alcuni gesti e alcune parole (tra cui il suo nome) da parte dell’umano. Ma non si può pretendere che egli impari a comunicare come una persona.

COMPORTAMENTI COMUNICATIVI DEL CANE

Come già accennato, il cane possiede una serie di comportamenti specie specifici che hanno lo scopo di comunicare agli atri informazioni importanti sullo stato d’animo e su ciò che stanno per mettere in atto.

Bisogna prestare attenzione a questi specifici movimenti e gesti che possono comunicare che il nostro amico è stressato o malato. Infatti, anomalie in determinati comportamenti possono farci capire che il cane è depresso o soffre di ansia.

Imparare a comunicare con il proprio cane tramite il comportamento non verbale è importante ed è anche utile per entrare maggiormente in contatto con lui. Nota bene che il cane si mostra molto interessato ai tuoi comportamenti non verbali e reagisce di conseguenza.

Se hai paura dei cani, ad esempio, movimenti bruschi o manifestazioni di paura potrebbero spingerlo a morderti. Questo perché lo spaventi o gli trasmetti che può dominarti e sottometterti.

Il cane muove le orecchie in funzione del suo stato d’animo e delle sue emozioni: le orecchie alzate indicano uno stato di allerta, qualcosa ha attirato la sua attenzione. Orecchie all’indietro indicano sottomissione, paura e preoccupazione. Le orecchie dritte indicano sfida (ragion per cui dovreste allontanarvi se siete estranei perché potrebbe attaccarvi).

Il cane comunica anche con lo sguardo: quando fissa qualcuno negli occhi ti sta comunicando che è sicuro di sé, che non ha paura. In associazione con le orecchie dritte potrebbe essere un comportamento di sfida.

Lo sguardo di sbieco indica sottomissione e vergogna (probabilmente è stato rimproverato ed ha capito lo sbaglio). Le pupille dilatate indicano paura e agitazione.

Grattarsi è un gesto che solitamente indica tranquillità e rilassamento. Tuttavia se questo comportamento viene ripetuto in maniera compulsiva (fino a procurarsi ferite) potrebbe essere un tentativo di comunicare uno stato di disagio e stress.

Leccare il muso a un cane (o parti del corpo del padrone) è un gesto ovviamente affettivo. In base al soggetto con cui mette in atto questo comportamento potrebbe significare sottomissione o invito al gioco.

Appoggiare il muso sul proprio padrone (o sulla spalla di un suo simile) è un gesto di conforto. Il cane ha percepito che non stai bene e cerca di infonderti coraggio e forza.

Le zampe piegate in avanti con il fondoschiena rivolto verso l’altro è un gesto che vuole comunicare felicità, eccitazione e voglia di giocare. Al contrario una postura rigida e immobile indica paura.

Strusciarsi su una persona o un altro cane è segno di amicizia e voglia di interazione. Mostrarti la pancia e i genitali è segno di fiducia totale.

Anche la coda assume valenza comunicativa: la coda che si agita in maniera veloce e confusa indica eccitazione e contentezza, la coda che si agita in maniera ritmica e pacata indica attenzione e vigilanza (qualcosa gli sta dando fastidio o lo sta incuriosendo),la coda eretta e le orecchie alzate indicano preparazione a un possibile attacco per la difesa, la coda in mezzo alle gambe indica uno stato di terrore.

FUNZIONI ANATOMICHE DEL CANE E COMUNICAZIONE

Per i cani un importante mezzo comunicativo è l’olfatto. I cani percepiscono odori che gli esseri umani non potrebbero mai percepire.

Il loro naso è un importante strumento che gli permette di comprendere e interpretare il mondo esterno. Capire gli stati d’animo e le intenzioni altrui nonché saper riconoscere le persone (e gli animali) significativi in base agli odori.

Quando il cane si trova a interagire con i propri simili, una delle prime cose che fa è odorare la parte del fondoschiena del suddetto compagno. In molti si chiedono “perchè il mio cane continua a odorare il sedere di altri cani?”

E’ molto semplice. Per i cani odorare il fondoschiena altrui è una sorta di saluto. Il cane tramite gli odori emanati dalle ghiandole presenti nell’ano riconosce età, sesso e stato di salute del nuovo compagno. Una sorta di carta di identità virtuale dunque che gli consente anche di capire lo “stato sociale” dell’altro cane (dominante/sottomesso).

Ulteriore mezzo di comunicazione sono urina e feci (soprattutto per i maschi). Il cane “segna” il territorio per far sapere agli altri cani quando e come lui è passato da lì.

I cani dominanti tengono molto a fare sapere ai propri simili che quel determinato posto è conquistato e appartiene a loro. Ragion per cui un cane sottomesso non urinerà mai nello stesso punto di un cane dominante (sarebbe una vera e propria richiesta di sfida).

Sfatiamo il mito per cui i cani vedono in bianco e nero. In realtà la vista dei cani, seppur molto ridotta rispetto a quella dell’uomo, è in grado di distinguere alcune tonalità di colore. Il cane è molto sensibile al movimento (e quasi insensibile ai dettagli) motivo per cui riconosce benissimo qualcosa che si muove ma ignora qualcosa di immobile.

L’udito è molto simile a quello umano. L’unica differenza è che i cani sono in grado di percepire i suoni più acuti, insonori per l’uomo.

L’abbaio è la “voce” del cane. Tramite l’abbaio il cane sfida, richiede e saluta. Una serie di abbaiamenti acuti indica che il cane è preoccupato e vuole la nostra attenzione (molto probabilmente ci sta guardando mentre abbaia). Un solo abbaio con tono normale indica curiosità e voglia di interazione.

Abbaiare in maniera rapida e ripetitiva ci deve far capire che il cane ha individuato una “preda”, dunque è probabile che la attaccherà. Tuttavia può anche significare un invito al gioco e all’interazione verso il padrone.

Con un abbaio basso e ripetitivo il cane ci sta comunicando che un estraneo si avvicina al “nostro” territorio dunque potrebbe essere necessario difenderlo.

Il ringhio è quasi sempre un avvertimento. Se il cane ringhia ti sta dicendo di lasciarlo in pace. Questo non vale per il ringhio durante il gioco. In quel caso il cane sta solo emettendo vocalizzi per comunicare con te (si sta divertendo!).

L’ululato è un mezzo per comunicare con altri cani (distanti e non visibili). Tuttavia un ululato lamentoso e triste potrebbe voler comunicare disturbi dell’umore e tristezza.

CONCLUSIONI

Imparare a “leggere” e comprendere i comportamenti non verbali di un cane è necessario per stabilire un legame forte.

L’abilità di capire i segnali inviati dal proprio cane è utile anche per prevenire comportamenti indesiderati ed eventuali disturbi del comportamento.

La personalità di un cane, seppur individuale e unica, dipende spesso dalla personalità del padrone. Non è sconvolgente vedere come i cani prendono ben presto abitudini e sfaccettature relative al padrone.

La psicologia in ambito animale si differenzia dall’addestramento e dalle tecniche di educazione cinofila. E’ tuttavia applicabile e di notevole aiuto nell’educazione del cane.

Riuscire a entrare in sintonia con il proprio cane ci viene spesso naturale. Tuttavia esser consapevoli del suo modo di agire e pensare può esserci utile per vivere sereni insieme.

Gli animali possono sviluppare sintomi depressivi o di ansia che ci vengono comunicati tramite comportamenti atipici (non mangiare, isolamento, aggressività).

Conoscere a fondo il proprio cane ed avere ben in mente i suoi comportamenti tipici ci consente di prevenire ed identificare immediatamente i problemi. Il cane è una responsabilità, un membro della famiglia. Come per gli altri membri il desiderio da parte del padrone è che viva sempre felice e in salute.

Comprendendo le sue richieste potrete fare in modo che questo desiderio si avveri.

Il cane comunica costantemente con noi, basta solo essere in grado di cogliere ciò che vuole dirci.

30 ottobre 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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