Blog

Psicologia della Friendzone

Psicologia della Friendzone

Psicologia della Friendzone

Tema piuttosto caldo, lo capisco benissimo. Ne sentivo parlare già da prima di iscrivermi alla facoltà di Psicologia e conseguire la laurea triennale, e proprio ritrovandomi ad approfondire determinate tematiche mi sono posto il quesito: da quali meccanismi psicologici principia la Friendzone? Cosa porta realmente una donna a rifiutare un uomo pur tenendolo all’amo nella cosiddetta “Amicizia”? Ma soprattutto perché una certa percentuale del sesso maschile non trova il beneamato coraggio di far sentire la donna meritatamente corteggiata?

Qui è la Redazione Centro Clinico Eden e non ci crederai mai ma, facendo del mio meglio, ti esporrò una piccola lista sui “Perché” della Friendzone!

Number 1: La mancanza di Coraggio.

Anche se chi ti scrive è un uomo, bisogna mettere da parte il sessismo ed ammetterlo – per quanto si possa desiderare una persona è pur vero che il primo ad indursi questa condizione è il ragazzo di turno. Sembrerà stereotipato, ma l’avvento dei Social Network ha portato ad una vera e propria difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni, così come nel riconoscerle. Questo perché i rating delle nuove piattaforme di socializzazione hanno creato dei canoni di popolarità totalmente stravolti rispetto a due decine di anni fa: un amico, qualche giorno fa, mi raccontava di aver fatto uno stage dove ha lavorato a quattr’occhi con Diletta Leotta (sono certo che buona parte dei maschietti sa di chi sto parlando) e di come si sia sentito terribilmente in soggezione di fronte ad un personaggio televisivo e per di più di una certa presenza. Allo stesso tempo il numero di likes, presenti nel profilo di una donna, ha creato una stratificazione sociale dove il piccolo Oliver Twist non potrebbe mai – solo secondo un concetto di coerenza mentale totalmente sovrastrutturale – tenersi mano nella mano con Hannah Montana.
Arrivando al punto, il ragazzo di turno – temendo il rifiuto e l’ulteriore conferma inconscia della propria inferiorità fittizia – non tratterà mai la suddetta ragazza come una potenziale partner, bensì come un’amica, ed è così che predispone per farsi trattare a sua volta come un compagno di giochi (e non in senso erotico!).

Number 2: Controllo.

Ce n’è anche per voi ragazze, in virtù della parità dei sessi. Se l’uomo si dimostra impaurito dalla figura che si trova di fronte – la donna lo è altrettanto nel caso di perdere tutto ciò che concerne la supremazia su quel che gli sta intorno. Diciamocelo senza peli sulla lingua, buona parte di noi – di ambo i generi – ha avuto in passato quella delusione amorosa che ci ha cambiati, ci ha resi più vigili e meno propensi ad aprirci al primo appuntamento con un’altra persona. Questo viene definito dagli esperti Coping Evitante Orientato all’Emozione, in poche parole è una forma di adattamento sociale che protegge la nostra psiche da potenziali delusioni emotive che possano intaccare il nostro benessere, umore o quieto vivere che dir si voglia. Pensa di essere stato o stata appena mollato/a, sono certo che la sensazione non debba essere delle più piacevoli: anche se non ammetterai mai la verità, rispondi a questa domanda – dopo aver consumato tutto il barattolo di gelato per la tristezza, ti lanceresti sul prossimo partner o, magari, ti guarderesti un po’ attorno e cercheresti di rinvigorire la tua autostima circondati di persone che ti desiderino? Davvero, è un meccanismo totalmente normale se hai scelto la seconda opzione, non v’è nulla di cui vergognarsi.
Alcuni individui oltretutto, sia maschietti che femminucce, sono caratterizzati da tratti Istrionici che facilitano questo tipo di atteggiamento. Parliamo di tratti, non di patologia, tuttavia caratterizzati da forte vittimismo e platealità atti per essere il fulcro di qualsiasi scena (buona parte di quelli affetti dal disturbo di personalità Istrionico sono attori di teatro); in questo caso l’istrionico di turno tenderà a tenere all’amo l’altro semplicemente per sentirsi al centro dell’attenzione d’un uomo o una donna, poiché il bisogno d’essere la musa altrui è tanto grande quanto la mancanza d’affetto non ricevuta in epoche infantili (grazie nonno Freud!)

Number 3: Disturbi Narcisistico e Borderline di Personalità.

Tu forse non ci crederai, ma devi sapere che una buona parte di coloro che tengono all’amo sono affetti da severi disturbi di personalità Borderline e Narcisistico. E per quanto la tematica faccia ridere l’Internet con svariati meme ed immagini satiriche, sia uomini che donne sono spesso vittime di tali soggetti patologici. Ma andiamo per ordine.
Il Disturbo Narcisistico di Personalità è caratterizzato da un Sé Grandioso che ne ricerca la conferma, circondandosi di persone che lo ammirino costantemente – i narcisisti che ricevono una disconferma su questo piano, usualmente cadono in depressione. Le vittime di costoro possono essere di ambo i generi, e solitamente questi sono catturati dalla piacenza e dal carisma di cui i soggetti narcisisti sprizzano – si sentono fortunati per essersi guadagnati le attenzioni di tali individui. In secondo luogo i narcisisti si mostrano esageratamente possessivi, poiché non possono accettare che la vittima sacrificale abbia interesse per qualcun altro che non sia costui. Utilizza ricatti emotivi, tra cui tentare di far ingelosire o – peggio – minacciando l’abbandono.
Il Disturbo Borderline di Personalità è più diffuso nel sesso femminile, caratterizzato da una emotività altalenante quanto la loro opinione sugli altri ( per intenderci, cinque minuti prima sei per lui o lei interessante quanto Salvador Dalì, a seguire il più scadente degli artisti di strada – sebbene di questi ultimi, i più dotati, sono davvero degni di ammirazione); la vittima di tali soggetti viene fatta salire sulle montagne russe – con momenti estremamente forti dal punto di vista erotico ed emotivo, fino ad approdare a delle giornate dove si è solo o sempre stati amici (appunto!) o dei conoscenti. Dal punto di vista neurofisiologico questo comporta una dipendenza organica verso il soggetto patologico, in quanto le Addiction si basano propriamente sull’alternanza costante tra momenti Top e momenti Down.

 

Per concludere, abbiamo esposto due punti estremamente ordinari nella prospettiva di ambo i sessi, uno – invece – inerente la psicopatologia. Ora tocca a te: ti butti o passi?

Felice C. Baldacchino

22 novembre 2017 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares