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Psicologia e Giochi di Ruolo

Psicologia e Giochi di Ruolo

Psicologia e Giochi di Ruolo

Conosci Dungeons and Dragons? Più comunemente detto D&D, appartiene ad una serie di giochi cartacei dove è possibile interpretare un personaggio. Spesso degli amici si riuniscono appositamente attorno ad un tavolo, ognuno per impersonare un personaggio specifico e cooperando insieme in virtù di uno scenario espresso da un narratore.
Magari invece sei più appassionato dei giochi di ruolo in videogame. Proprio in quei giochi dove è possibile fare delle scelte, talvolta buone e talvolta moralmente discutibili. La scelta spesso causa una modificazione della trama sostanziale. Leggi anche l’articolo su Psicologia e Videogames (clicca qui).

Qui è la Redazione Centro Clinico Eden, ed oggi voglio parlarti della Psicologia e Giochi di Ruolo.

Psicologia e Giochi di Ruolo: Fare tutto ciò che vuoi

In un gioco di ruolo è possibile impersonare chiunque si voglia essere. Un individuo buono, malvagio, un furfante dall’animo gentile o un paladino della giustizia. E’ oltretutto possibile riuscire a conquistarsi la leadership nel gruppo di gioco dove si interpreta, attraverso un buon utilizzo delle proprie risorse.
Freud parlava di un meccanismo molto importante per la nostra sopravvivenza che viene definito Proiezione. Attraverso questo particolare espediente la psiche investe parti di se stessa una persona, un soggetto o un personaggio, poiché spesso non particolarmente attuabili nella vita di tutti i giorni.

Prendendo un classico scenario di Dungeons and Dragons è possibile che il giocatore abbia sempre voluto provare il brivido del furto. E’ chiaro che nella vita di tutti i giorni questo sarebbe impossibile. Se ci ritrovassimo intenti a rubare il portafogli dalla tasca di qualcuno saremmo perseguibili dalla legge. Ma in un mondo immaginario dove le conseguenze si ripercuotono solo sull’ambiente di gioco ecco che tutto diventa possibile. Rubare e, quindi, accettare le conseguenze di ciò che avviene, diventa molto più semplice. Questo particolare scenario è anche in grado di lasciar sfociare via determinate pulsioni che sarebbe impossibile manifestare altrove. La cosa positiva è che funge come valvola di sfogo rispetto a determinate frustrazioni di vita.

Perdersi e Ritrovarsi: la Dipendenza

Trovare una valvola di sfogo è certamente positivo. Permette di sopportare gli ostacoli della vita. Spesso l’immaginazione è un’ancora di salvezza per tutti quei contesti opprimenti che si possono vivere tutti i giorni. Un lavoro che non ci piace, problemi col partner e bisogno di autoaffermazione. Il problema di questa realtà ludica è che, posti tali presupposti, la vita di tutti i giorni può divenire piuttosto monotona.
Da diversi anni vanno oramai in voga i giochi di ruolo online, dove è possibile avere a che fare con giocatori di tutto il mondo, cooperando o sfidandosi. Immagina di essere un individuo che fa un lavoro non particolarmente piacevole, magari monotono. Immagina che, tornato a casa e accendendo il pc, tu possa trovare una miriade di persone che ti hanno contattato per congratularsi di quanto il tuo personaggio sia forte e carismatico.

Questo rinvigorisce certamente l’Ego. Tuttavia quando l’Ego viene rinvigorito solo in un senso non c’è motivo per investire altrove. Perché cercare un partner, avanzare nel lavoro ed autorealizzarsi nella vita di tutti i giorni, quando sei già l’eroe di un microcosmo di videogiocatori?

Questo tipo di dipendenza si manifesta esattamente come tutte le altre. Il sistema di ricompensa viene bombardato positivamente con l’ormone chiamato Dopamina. Vengono quindi associate sensazioni tanto e solo positive a quel contesto tanto che tutto il resto può divenire inutile. Si passa molto tempo in casa a giocare, si esce sempre meno con amici fisici. Tutto perde di significato. Questa dipendenza, in ogni caso, si cura esattamente come una normale tossicomania.

Giochi di Ruolo e Lavoro

Se da un lato il gioco di ruolo può risultare uno svago, dall’altro può essere una forma di esame nel lavoro e di teamworking. Spesso i giochi di ruolo servono, nei contesti aziendali, per capire quanto sia forte il senso di cooperazione tra i vari membri di un team. Talvolta funge da training per migliorare proprio le prestazioni di teamworking.
Alcune aziende, negli USA, utilizzano proprio Dungeons and Dragons per stimolare il coworking ed il teambuilding. Spesso si mettono di fronte ad una platea di colleghi che fa il tifo durante lo scontro contro un orco o un lupo mannaro, o magari quando si cerca di recuperare un artefatto magico!

Felice C. Baldacchino

 

10 maggio 2018 Articoli
About Felice Baldacchino

– Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche – Specializzando in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive. – Collaboratore sede di Parma.

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