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Psicologia di un serial killer

Psicologia di un serial killer

Psicologia di un serial killer

Avrete senza dubbio visto film, documentari o notiziari in cui si parla di “Serial Killer”. Chi sono? Perchè lo fanno? Perchè scelgono determinate metodologie?

Qui è la redazione del Centro Clinico Eden. Oggi voglio affrontare un argomento tanto inquietante quanto interessante: la psicologia di un serial killer.

CHI E’ IL SERIAL KILLER

Innanzi tutto cerchiamo di definire cosa è un serial killer. Un omicida seriale è colui che inizia a compiere svariati crimini di omicidio nel tempo seguendo delle norme e delle regole che lui stesso si impone.

Anche se apparentemente questo atto potrebbe sembrare privo di logica e razionalità, in realtà nasconde delle motivazioni.

Ogni serial killer ha la propria motivazione personale. Generalmente i motivi per cui inizia ad uccidere sono mossi dai bisogni di controllo, potere e dominio.

La maggior parte dei killer intervistati parla di un “impulso irrefrenabile un “bisogno di uccidere”. Quando la persona cede a questo bisogno entra in un circolo vizioso in cui uccidere procura piacere e soddisfazione.

PSICOLOGIA DEL SERIAL KILLER

Come detto, il bisogno di potere e dominio spinge un omicida seriale a compiere delitti. Questo bisogno, in realtà, nasce da un enorme complesso di inferiorità che provoca rabbia e sentimenti negativi. Per ovviare la sofferenza e raggiungere la loro rivalsa spesso umiliano le vittime prima e dopo averle uccise.

La sensazione di essere predatori, e non prede, conferisce al killer un potere immenso e una sensazione di piacere inebriante di cui non potrà più fare a meno. La loro mente è dominata da un enorme caos in cui le fantasie di dominio e potere prendono il sopravvento sull’esame di realtà.

La caratteristica peculiare di questi individui è che, dopo l’omicidio, non provano quasi mai senso di colpa. Sconoscono l’empatia e le emozioni altrui. Essi hanno il potere: scegliere se un’altra persona deve vivere o morire. Avere in mano la possibilità, presa con la forza, di scegliere e imporre se e come una persona debba morire.

Questo fattore provoca spesso anche un piacere sessuale, simile a un orgasmo. L’unico piacere che queste persone riescono a provare e riconoscere.

FATTORI DI RISCHIO

Siamo tutti serial killer in fondo? Potremmo diventarlo ? Come? Per quanta paura possano fare queste domande la risposta è in parte positiva e in parte negativa.

Generalmente ogni persona potrebbe essere geneticamente o anatomicamente predisposta a sviluppare tendenze omicide. Tuttavia esistono degli “eventi traumatizzanti” che, soprattutto in età infantile, possono compromettere il normale sviluppo e creare devianze a livello comportamentale.

Una famiglia abusante, genitori alcolizzati, sessualizzazione precoce e socializzazione frustante sono alcuni dei fattori che potrebbero potenzialmente traumatizzare un bambino e farlo crescere deviato.

Tuttavia non è detto che questo accade. La resilienza (vedi qui) e altri fattori protettivi legati alla personalità e al contesto potrebbero evitare il peggio. E’ anche vero che molti individuo assumono altre condotte devianti senza arrivare a compiere un omicidio.

FANTASIE E METODOLOGIE

Nonostante il serial killer sia da reputarsi una persona mentalmente “malata” ciò non coincide con l’essere stupidi (vedi qui per sapere di più sugli psicopatici).

Il killer seriale è una persona estremamente intelligente capace di pianificare ogni mossa mesi prima di compierla e di nascondere ogni elemento che possa ricondurre a lui.

Spesso il loro narcisismo e la loro consapevolezza di essere intelligenti li porta a “giocare” con le forze dell’ordine mandando messaggi o informazioni per una “caccia al tesoro”.

Le fantasie che caratterizzano il serial killer sono violente, distruttive e compulsive. Immaginano di violentare, uccidere, torturare e inferire sulle loro vittime e pregustano il sentimento di piacere che proveranno ad atto compiuto.

Le metodologie variano da soggetto a soggetto. Ognuno ha il proprio inquietante modo di uccidere. Generalmente non vengono utilizzate armi da fuoco perché ritenute “rapide”.

Sono predilette le armi da taglio, gli oggetti contundenti e tutti gli attrezzi utili a torturare una persona lentamente.

Infatti lo scopo del serial killer non è uccidere e basta, ma torturare e seviziare lentamente la vittima: dominarla.

CONCLUSIONI

Purtroppo, molti casi di omicidio seriale restano spesso irrisolti. La furbizia e l’ingegno con cui questi soggetti riescono a nascondere le loro tracce sono strabilianti.

Nonostante tutto ci sono anche casi in cui i serial killer vengono incastrati e arrestati. All’interrogatorio spesso confessano con orgoglio e senza problemi gli omicidi.

Hanno un atteggiamento provocatorio e irritante volto a innervosire gli interlocutori. Non hanno il minimo rimorso o senso di colpa di ciò che hanno fatto.

Sono persone estremamente disturbate anche se all’apparenza si mostrano normali. Potrebbero essere nascosti ovunque.

Potrebbe essere il vostro vicino, vostro cugino o il vostro collega. Data la loro abilità nel nascondere l’identità, non lo saprete mai !

Chiara D’Agata

5 gennaio 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

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