Blog

STRESS E COMPORTAMENTI CORRELATI

Onicofagia, tricotillomania e altri comportamenti associati allo stress. 

Lo stress è un fenomeno che colpisce tutti noi nella nostra quotidianità. Non esiste al mondo una persona che non sia mai stata stressata.

E’ una condizione psicofisica che caratterizza momenti della vita in cui siamo tenuti a fare scelte importanti, abbiamo scadenza imminenti o semplicemente ci sentiamo sopraffatti dagli eventi e dagli impegni.

Lo stress di per sé non è un fattore definito “patologico”. Assume caratteristiche allarmanti quando è presente per la maggior parte del tempo in un periodo più o meno lungo (minimo 6 mesi) e quando la persona non riesce a gestirlo e/o attenuarlo.

Quando siamo sotto pressione, nervosi o irritabili possiamo mettere in atto comportamenti che diventano poi abitudini fisse e rappresentano una “valvola di sfogo” di stati d’animo negativi.

Individuarli e capirne la motivazione è necessario per attenuarli e controllarli.

Continua a leggere, in questo articolo scoprirai:

  • Stress e vita quotidiana

  • Comportamenti associati allo stress

  • Onicofagia

  • Tricotillomania

  • Tic nervosi

  • Perchè mettiamo in atto comportamenti in risposta allo stress

  • Come gestire questi comportamenti

LO STRESS NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI

Essere stressati non è di per sé un fattore anomalo. Ognuno di noi, nella propria vita quotidiana e in diversi contesti, sperimenta la sensazione di ciò che comunemente chiamiamo stress.

Lo stress è caratterizzato dalla sensazione psico fisica di “non farcela più”. E’ accompagnato da sentimenti negativi quali ansia, tristezza, rabbia e frustrazione e da segnali fisici come sudorazione, eruzioni cutanee (nei casi più acuti), disturbi gastro intestinali e altre manifestazioni somatiche.

Nonostante la percezione negativa associata allo stress, fisicamente e psicologicamente sentita in maniera pregnante, è un fenomeno fisiologico e non patologico che il più delle volte ci aiuta a superare ostacoli e/o raggiungere obiettivi.

Hans Selye, studioso contemporaneo dei fenomeni di stress, scrisse che quest’ultimo è “il sale della vita” indispensabile, ma dannoso a dosi eccessive.

Selye, con ciò, voleva proprio intendere che lo stress in basse quantità è essenziale e anzi fisiologico e di aiuto per superare i piccoli eventi quotidiani che ci mettono in difficoltà.

Solo nei casi in cui si cronicizza e impedisce alla persona di vivere pienamente la vita interferendo con le attività quotidiane diventa un campanello d’allarme. In quei casi, lo stress, da minimo diventa massimo e occlude ogni possibilità di rilassarsi, creando danni all’organismo e alla persona.

COMPORTAMENTI ASSOCIATI ALLO STRESS

Ognuno di noi reagisce alla piccola mole di stress quotidiano in modi diversi. Alcune persone diventano irritabili e iperattive, altre invece perdono le energie e si sentono fiacche.

Ogni persona ha la sua strategia di coping personale per fronteggiare lo stress.

Tra le più comuni e scontate troviamo l’abitudine di rosicchiare oggetti quando si è concentrati e nervosi. Fumare è un altro comportamento che si mette in atto quando si è notevolmente stressati.

Questi comportamenti vengono messi in atto in maniera involontaria e funzionano da valvola di sfogo per l’energia e la frustrazione causata dallo stress.

Tuttavia non assumono caratteristiche eccessivamente dannose o pericolose rispetto ai comportamenti abituali.

Ci sono, invece, alcune abitudini messe in atto per mitigare lo stress che possono provocare a lungo termini danni (infezioni, ferite, danni estetici etc.)

Sto parlando della compulsione a grattarsi la pelle, mangiarsi le unghie o, nei casi molto gravi, tirarsi e strapparsi i capelli. Questi comportamenti possono assumere carattere patologico e diventare delle vere e proprie “compulsioni” incontrollabili.

ONICOFAGIA: UNA BRUTTA ABITUDINE

L’onicofagia si riferisce alla brutta abitudine di rosicchiare, mangiare e mettere in bocca le unghie spezzandole e lesionandole fino ai casi estremamente gravi in cui l’unghio cessa di crescere.

Mangiarsi le unghia e mettere le mani in bocca espone al rischio di infezioni e virus. Le mani e, sopratutto, le unghie contengono batteri e sporcizia. Motivo per cui l’onicofagia risulta essere un abitudine davvero pericolosa per la salute.

Oltre ai rischi per la salute, l’onicofagia causa disagi anche a livello estetico. A lungo andare le unghie smettono di crescere, si indeboliscono e si spezzano. L’unghia si mostra visibilmente rovinata e non curata.

L’onicofagia comporta anche piccoli fastidi alle dita e alle zone vicino le unghia. Cuticole, infiammazioni, infezioni locali che creano fastidi e bruciori sono molto comuni tra le persone che si mangiano le unghia.

Con il passare del tempo l’onicofagia rappresenta un fattore di rischio per carie, infezioni alla bocca e alle gengive e problemi ai denti (tra cui anche il loro graduale deterioramento). Inolte, la costante ingestione di unghia può provocare irritazione dello stomaco e disturbi gastro intestinali.

Essendo un comportamento involontario e spesso inconsapevole risulta di difficile controllo. Non si tratta semplicemente di “smettere di mangiarsi le unghia”. Il comportamento ha la finalità di allentare la pressione accumulata e rilassare la persona che lo mette in atto.

Controllare i propri impulsi e riuscire a resistere alla tentazione è molto difficile tuttavia non impossibile.

Esistono molti metodi per arginare il comportamento onicofagico (tra cui smalti piccanti, sostante chimiche amare, guanti specifici e farmaci). Senza dubbio il metodo più complesso ma efficacie è l’individuazione delle situazioni che causano il comportamento.

Essere consapevoli della natura (individuare quali sono le situazioni che causano frustrazione e quindi onicofagia) e della frequenza (individuare quante volte un evento corrisponde alla messa in atto del comportamento) aiuta la persona a tenere sotto controllo l’impulso a mettere in atto il comportamento.

ALTRI COMPORTAMENTI ASSOCIATI ALLO STRESS

Oltre all’onicofagia esistono altri comportamenti (anche più dannosi) messi in atto in risposta allo stress.

Un esempio classico è la tricotillomania, che nella maggior parte dei casi assume carattere patologico. Si tratta, nello specifico, dell’impulso a strapparsi capelli e peli di varia natura creandosi delle lesioni nel derma.

Tali lesioni possono facilmente creare infiammazioni e infezioni, oltre a causare danni all’autostima e all’aspetto estetico.

Altro comportamento rilevante è l’impulso a strapparsi, con i denti o con le mani, pellicine. Spesso associato all’onicofagia, questo comportamento provoca numerose escoriazioni e ferite generando fastidiosi bruciori e dolori. Nella maggior parte dei casi si tratta delle pellicine create dalle infezioni presenti nelle zone delle unghia (cuticole).

Tali pellicine si infiammano facilmente sopratutto se tirate via e creano numerosi disagi e ulteriore stress.

Ulteriore comportamento dannoso è la tendenza a grattarsi in varie zone del corpo quando si è stressati creandosi dermatiti, macchie e ferite. Spesso le zone colpite sanguinano, trasportando batteri e sporcizia. Il sanguinamento molto facilmente crea un infezione.

Ultimo comportamento (tra i più comuni) è l’impulso a schiacciare, grattare e/o tirare via gli inestetismi della pelle (brufoli, peli incarniti e punti neri). Questo comportamento espone fortemente rispetto agli altri alle infezioni e infiammazioni.

Inoltre, può generare cicatrici visibili per tutta la vita. Nonostante i rischi, la persona ha difficoltà a non mettere in atto il comportamento volontariamente. Dopo aver schiacciato e/o rimosso gli inestetismi con conseguente sanguinamento il soggetto prova un forte senso di soddisfazione e appagamento.

Tutti questi comportamenti non assumono di per sé caratteristiche patologiche fin tanto che non diventano stereotipati e dannosi. Dal momento in cui la persona, nonostante la consapevolezza dei danni provocati dai comportamenti, continua a replicarli si è di fronte a un vero e proprio problema che necessita approfondimento medico.

PERCHE’ METTIAMO IN ATTO COMPORTAMENTI NOCIVI IN RISPOSTA ALLO STRESS?

Ogni comportamento messo in atto involontariamente quando ci si sente stressati e frustrati ha lo scopo di diminuire la tensione percepita e rilassare corpo e mente.

Nonostante le conseguenze a volte negative per la salute dei comportamenti più pericolosi, a volte l’individuo non riesce a controllare la necessità di metterli in atto.

Mangiarsi le unghia e/o grattarsi consente di scaricare la tensione dovuta allo stress e fa sentire la persona immediatamente meglio dopo aver messo in atto il comportamento. Fumare una sigaretta quando si ha la necessità di rilassarsi calma l’organismo e rasserena la mente.

Motivo per cui decidere consapevolmente di non mettere in atto questi comportamenti può diventare veramente difficile. Ci sono moltissimi modi per allentare la tensione senza ricorrere a comportamenti dannosi in situazioni di stress.

Imparare a gestire le emozioni, la respirazione e la tensione è un primo passo.

GESTIRE I COMPORTAMENTI DOVUTI ALLO STRESS

Essere consapevoli della natura dei nostri comportamenti e imparare a gestirli e frenarli è necessario per la loro eliminazione.

Purtroppo, quando si è stressati, non è semplici restare lucidi e consapevoli dei comportamenti che mettiamo in atto per diminuire la frustrazione.

Bisogna risolvere il problema a monte: gestire meglio lo stress e la frustrazione.

In quest’ambito esercizi di respirazione e conoscenza di sé stessi sono molto utili. Imparando a controllare la respirazione e ascoltare il proprio corpo aiuta a diminuire il livello di stress percepito.

Gestire, riconoscere e manifestare in modo appropriato le emozioni legate allo stress riduce il senso di pesantezza e nervosismo.

Per quanto riguarda i comportamenti involontari legati allo stress, riconoscerli e riuscire a bloccarli può risultare inizialmente difficile ma necessario. Abituarsi a mettere in atto comportamenti funzionali e salutari in risposta allo stress per sostituire quelli disfunzionali è molto consigliato.

Un esempio può essere l’attività fisica, le lunghe passeggiate o ascoltare musica classica.

Ognuno, nella sua soggettività, è potenzialmente in grado di trovare da solo i modi più appropriati per sé stesso nella gestione di stress e comportamenti associati.

11 aprile 2019 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares