Blog

STRESS E VITA QUOTIDIANA

Alcuni ottimi metodi per la gestione dello stress

Oggi “essere stressati” è diventato più una regola che un eccezione. Gli stimoli negativi, gli impegni, gli ambienti poco confortevoli sono per tutti ormai un contesto di vita quotidiano.

Se un tempo lo stress colpiva solo una determinata tipologia di persone, oggi raggiunge tutti.

Ognuno, per la vita che conduce, oscilla lungo un continuum che definisce il grado e la quantità di stress che lo affligge.

Misurare e comprendere lo stress oggi è molto più semplice rispetto al passato. Ma è anche molto più comune sviluppare patologie dovute allo stress.

In questo articolo potrai scoprire:

  • LO STRESS, COSA E’ NELLO SPECIFICO?

  • DIFFERENZA TRA STRESS FISIOLOGICO E PATOLOGICO

  • I DISTURBI CHE SCATURISCONO DALLO STRESS

  • LA MEDITAZIONE PER CONTENERE LO STRESS

  • ALCUNI PRATICI CONSIGLI PER RILASSARSI

COSA E’ LO STRESS?

Nel gergo comune, ognuno di noi, ha spesso detto (o sente dire agli altri) “sono stressato”. Non vi è dubbio che ormai il termine ha acquisito una rilevanza tra i termini comuni per definire uno stato di irrequietezza e stanchezza mentale e fisica.

L’abuso che spesso di fa del termine potrebbe indurre a pensare che lo stress sia “normale”, che tutti siano stressati. Non è corretto, in psicologia, etichettare sé stessi o gli altri come “stressati” senza comprendere il reale significato del costrutto di “stress”.

Sebbene non esista ancora un chiaro accordo tra i professionisti nella definizione dello stress, orientativamente si potrebbe delineare come “risposta psicofisica biologica, emotiva, comportamentale, sociale a stimoli esterni o interni cui il soggetto cerca di far fronte ma non possiede effettivamente le risorse per farlo”.

In linea generale si parla di risposta “psicofisica” perché, per l’appunto, i sintomi dello stress comprendono manifestazioni fisiche (stanchezza, dermatiti, disturbi gastrointestinali…) e psicologiche (irrequietezza, disagio, tristezza, insonnia…).

Lo stress insorge quando la persona deve far fronte a una situazione particolarmente difficoltosa, cui lui stesso teme di non “riuscire nell’intento”, spendendo ogni singola energia mentale e fisica nel raggiungimento di un determinato obiettivo.

Lo stimolo scatenante può anche essere di natura interna: un pensiero, un emozione, un affetto che assilla il soggetto e provoca stress nel tentativo di essere rimosso/superato.

QUANDO LO STRESS DIVENTA PATOLOGICO?

A questo punto è opportuno fare una distinzione. Tutti, nel corso della vita, abbiamo sperimentato la sintomatologia dello stress almeno una volta. Questo naturalmente non fa di noi “soggetti patologici”.

Lo stress è una normale risposta fisiologica dell’organismo, spesso funzionale per raggiungere obiettivi, che favorisce l’adattamento della persona a nuovi contesti dinamici.

La patologia insorge quando l’individuo non è più in grado di “contenere” e “controllare” la propria sintomatologia. In questo caso lo stress si può presentare “a priori” senza uno specifico stimolo scatenante.

In altri casi può essere la reazione di un singolo evento (percepito come disastroso, doloroso, grave) cui il soggetto non riesce a adattarsi o reagire. La sintomatologia dunque perdura per mesi senza remissioni.

Lo stress è patologico quando, a causa di un evento eccessivamente negativo, crea un rallentamento nelle attività quotidiane del soggetto, disagio clinicamente significativo, problemi sociali e/o lavorativi.

Il soggetto non riesce in nessuna maniera a far fronte all’angoscia, alla stanchezza e all’anedonia provocate dallo stress e finisce con il peggiorare e “cristallizzare” la propria sintomatologia.

In breve, in ambito psicopatologico, si è soliti distinguere uno stress “acuto” da uno stress “cronico”. La differenza risiede esclusivamente nel fatto che uno è di breve durata, l’altro presenta un andamento a “intermittenza” con ricadute frequenti e un disagio percepito molto più marcato.

Se lo stress acuto può essere una condizione temporanea che regredisce facilmente, lo stress cronico potrebbe accompagnare il soggetto per tutto l’arco della vita senza remissioni. Motivo per cui chiedere una consulenza tempestivamente, in certi casi, può aiutare a fronteggiare gli eventi e non restare ancorato nella “fossa dello stress”.

Nei casi di stress patologico è essenziale la figura di un professionista che possa sostenere e aiutare la persona a ritrovare il proprio equilibrio e la propria omeostasi tramite nuove tecniche di adattamento alla situazione.

I DISTURBI CHE POSSONO INSORGERE CON LO STRESS

Se la condizione di stress è prolungata e marcata potrebbe diventare “terra fertile” per lo sviluppo di svariati problemi. Escludendo il normale e fisiologico stress (che non sfocia in nessuna psicopatologia), lo stress protratto e acuto potrebbe dar luogo a disturbi stress-correlati.

Il disturbo post-traumatico da stress, primo fra tutti, è caratterizzato da una reazione anomala a un evento stressante che diventa “traumatico”.

L’evento assume caratteristiche di violenza e minaccia e viene percepito come disastroso e minaccioso dal soggetto. Provoca uno stato di shock e paura davvero profondi nella vittima.

La sintomatologia che si sviluppa comprende flashback ricorrenti in cui il soggetto rivive costantemente l’evento come attuale, allucinazioni e deliri connessi al tema dell’evento, disturbi dell’umore e un rallentamento cognitivo nonché un isolamento sociale massicci.

L’insorgenza si registra spesso tra le vittime di abusi, soldati di guerra e vittime di disastri naturali (clicca qui per saperne di più).

Meno protratto ma pur sempre grave tanto quanto il disturbo post-traumatico è il disturbo acuto da stress. La sintomatologia, invece che cronica, si risolve spesso spontaneamente entro 1 mese dall’evento.

Altre patologie che possono essere provocate da stress acuti sono la depressione, l’ansia e il panico.

E’ importante sottolineare come non basta uno stress protratto per gli eventi quotidiani a causare le patologie. L’evento deve assumere caratteristiche disastrose e minacciose per la persona vittima che non vede nessuna via di scampo e resta intrappolato in una condizione di shock e terrore.

Ricordiamo al lettore che le reazioni allo stress e il significato che l’evento assume sono alquanto soggettive. Molte persone non sviluppano disturbi stress-correlati nemmeno in circostanze disastrose grazie alla presenza di un fattore protettivo chiamato “resilienza” (clicca qui).

ALCUNI CONSIGLI PER GESTIRE LO STRESS

Tralasciando lo stress cronico, che necessita di approfondimento da parte di una figura specializzata che sostenga la persona nell’elaborazione del trauma, ci sono moltissimi metodi utili per gestire al meglio lo stress quotidiano e fisiologico.

  1. Pianificazione. Organizzare gli eventi in maniera ordinata li rende prevedibili. La prevedibilità consente alla concentrazione di mantenersi su un focus specifico. La disorganizzazione fomenta la confusione e riduce la concentrazione, intaccando anche i risultati finali. Pianificare le proprie attività è il primo passo per non rimanere incastrati a rimuginare su “quante cose ci sono da fare oggi”.
  2. Previsione a lungo termine. Ogni qual volta il nostro organismo si prepara a reagire all’evento stressante spesso tra l’impulsività e l’analisi della situazione vince proprio l’impulsività. Una reazione impulsiva crea conseguenze non prevedibili e potenzialmente stressanti. Analizzare nel dettaglio la situazione e cercare di trarne le conseguenze a lungo termine di ogni possibile reazione evita alla persona di prendere strade “azzardate e piene di pericoli”.
  3. Aumentare la tolleranza. Situazioni “fastidiose” e pungenti sono all’ordine del giorno. Aumentando la propria capacità di tollerare queste situazioni consente lo sviluppo della resilienza e della serenità mentale. Analizzare a fondo la situazione e cercare di tollerare lo stress evita alla mente di sentirsi sopraffatta dagli eventi esterni.
  4. Cambiare punto di vista in maniera flessibile e dinamica. Per aumentare la tolleranza e favorire l’analisi degli eventi sii sempre flessibile e aperto al cambio di prospettiva. Cambiare punto di vista, accogliere pareri e consigli altrui, essere flessibile e dinamico consente di conoscere una situazione a 360° e quindi gestire al meglio lo stress che ne deriva.
  5. Tempo libero. I momenti di svago non sono una perdita di tempo. Sono necessari perché permettono alla mente di rilassarsi ed elaborare meglio strategie funzionali per reagire a eventi stressanti. Passare qualche ora fuori casa, distraendosi dalla quotidianità, facendo attività fisica e sfogando energie represse aiuta a incanalare e ridurre lo stress accumulato nell’organismo.
  6. Elaborare ed essere consapevoli delle proprie emozioni. Se le emozioni vengono represse o azzittite trovano il modo di farsi sentire. Quando un evento è in contrasto con le nostre emozioni provoca senza dubbio una enorme mole di stress. Elaborare i propri sentimenti riguardo l’evento, renderli consapevoli e accettarli è un ottimo compromesso per evitare che “sabotino” in maniera inconsapevole i nostri piani creando ulteriore stress.
  7. Non temere o evitare lo stress. Lo stress è una modalità di adattamento a situazioni nuove. E’ il motore che ti spinge al raggiungimento degli obiettivi. Provare a comprenderlo e a gestirlo è funzionale e potenzia le tue capacità di problem solving e coping.
  8. Esercizi introspettivi. Prendersi due minuti di tempo per sé stessi, curando la propria immagine e guardando dentro di sé potrebbe aiutare a trovare soluzioni a un problema che vi sta causando stress. Riflettere in silenzio sul problema piuttosto che cercare freneticamente una soluzione diminuisce i livelli di stress e favorisce il pensiero logico nella ricerca di soluzioni.
  9. Pratica attività di meditazione. Se riflettere sul problema non basta e ti fa sentire “sopraffatto” dai pensieri è arrivato il momento di staccare il cervello. Attività di rilassamento come lo Yoga, la mindfulness e la meditazione possono ridurre in maniera massiccia lo stress. L’ipnosi e il biofeedback hanno come obiettivo l’apprendimento di specifiche tecniche per la gestione di emozioni e stress.
  10. Rivolgiti a uno specialista. Se lo stress ti provoca un disagio marcato, non ti consente di concentrarti sui tuoi obiettivi e non ti consente di pensare a mente lucida non aver paura a chiedere una consulenza a uno specialista. Spesso, il professionista, fornisce gli strumenti necessari per far fronte a situazioni che sembravano insormontabili.

CONCLUSIONI

Concludendo, in questo articolo abbiamo trattato lo stress. La differenza tra la patologia e lo stress fisiologico.

Ricordate sempre che la percezione che ognuno di noi ha degli eventi è soggettiva. Un evento potenzialmente stressante per una persona può non essere affatto stressante per un’altra.

Gli eventi quotidiani sono ormai in stretta correlazione con gli alti livelli di stress: l’università, il lavoro, gli ambienti familiari. Potenzialmente per ognuno di noi almeno uno tra i tre contesti è fonte di stress.

Fortunatamente esistono svariati metodi che possono tenere a bada lo stress quotidiano che vanno dall’analisi della situazione al potenziamento della tolleranza.

Tuttavia, quando gli eventi stressanti superano drammaticamente la linea di demarcazione che li separa dalle “catastrofi” può non essere sufficiente provare a gestire le emozioni e lo stress derivanti da una situazione che ha provocato shock, paura e orrore.

Se non riesci a far fronte da solo allo stress, non lasciarti prendere dal panico. Se non hai gli strumenti adatti, se non riesci da solo a comprendere un evento non preoccuparti. Affidarsi a uno specialista che ti guidi nell’elaborazione e nell’integrazione dell’evento potrebbe farti riscoprire la serenità che credevi perduta.

15 ottobre 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares