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Ti amo e ti odio: il disturbo borderline di personalità

 

Il disturbo borderline di personalità

Il disturbo borderline di personalità

I disturbi di personalità rappresentano, in psichiatria, una categoria ampia di disturbi di difficile diagnosi e trattamento. Questo accade perché, come ne specifica lo stesso nome, rappresentano dei tratti di personalità disfunzionali di cui l’individuo non ha consapevolezza.

I tratti di personalità sono difficili da modificare e sradicare. Ragion per cui l’individuo che soffre di tali disturbi non solo non ne è consapevole ma attribuisce a fattori esterni le conseguenze del proprio comportamento.

Tra i disturbi di personalità i più famosi sono il disturbo antisociale (clicca qui), il disturbo ossessivo compulsivo (clicca qui), il narcisismo e il borderline.

Il borderline, in particolare, rappresenta una dimensione sintomatologica relativamente recente, molto particolare e diffusa.

Il suo particolare modo di gestire i legami affettivi in stile “Odi et amo” esprime il sentimento di scissione e frammentazione che egli prova per sé e per gli altri.

Bentrovati dalla Redazione del Centro Clinico Eden, oggi vi parlerò del disturbo borderline di personalità e delle sue caratteristiche modalità di relazione.

ESSERE BORDERLINE

In maniera molto generale, il disturbo borderline di personalità si caratterizza per una instabilità dell’immagine di sé, relazioni sociali altalenanti, comportamento ambiguo e identità labile.

La personalità borderline è costantemente in conflitto con sé stessa e con gli altri. Le emozioni sono frammentate e intense, al punto tale da essere quasi fuori luogo per determinati contesti.

La forte paura dell’abbandono si contrappone alla necessità di distanza. Il terrore del rifiuto e dell’umiliazione celano un’ autostima bassa e labile.

Il borderline percepisce costantemente un attacco a sé, un abbandono imminente o un rifiuto anche laddove non è presente. Questo “fraintendimento” (che caratterizza il suo modo di essere) comporta una reazione fortemente rabbiosa, rancorosa o angosciata da parte del soggetto.

Le “emozioni esplosive” si manifestano anche per stimoli irrilevanti. Un borderline potrebbe reagire con rabbia esagerata o con angoscia ad eventi che agli occhi degli altri appaiono futili.

Queste persone percepiscono la loro identità come frammentata. Non sono in grado di integrare i vari aspetti di sé. Vivono il costante dramma del dubbio.

Non sanno in cosa credono, cosa gli piace maggiormente e cosa vorrebbero fare. Cambiano idea in maniera frequente e repentina. Non sono in grado di porsi degli obiettivi a lungo termine e raggiungerli.

Sono incapaci a prendere decisioni stabili e percepiscono una costante incertezza per il futuro. Comprensibilmente questo provoca una forte angoscia (manifestata spesso con rabbia), un senso di vuoto e di smarrimento.

I RAPPORTI SOCIALI DEL BORDERLINE: ODI ET AMO

Come già accennato, i rapporti affettivi del borderline sono altalenanti e conflittuali. Avendo un forte timore per l’abbandono e per il rifiuto, spesso l’individuo borderline è aggressivo con chi osa stargli vicino.

E’ incapace di integrare aspetti positivi e negativi di una stessa persona. Ragion per cui, le sue relazioni, sono caratterizzate dall’alternarsi di momenti di esaltazione massima del partner a momenti di svalutazione totale (in cui esprime disagio e rabbia).

La loro abilità nello stringere legami sociali non è intaccata. Possono presentarsi molto estroversi e disponibili all’interazione.

Tuttavia, maggiore è l’intimità maggiori diventano le pretese e il rancore.

Fondamentalmente in loro è presente un fortissimo desiderio di intimità e affiliazione, nonostante ciò non sono in grado di tollerare imput negativi.

L’ammirazione e l’amore verso una persona diventano repentinamente odio, rancore e rifiuto. Nei rapporti amorosi, se il partner si mostra poco disponibile (magari perché è tornato stanco dal lavoro o perché è frustrato) e poco amorevole scatta immediatamente in loro la certezza di un imminente abbandono.

Ecco perché le loro relazioni sono caratterizzate da un costante “Amore e odio”, idealizzazione e svalutazione, simpatia e antipatia verso la stessa identica persona.

Questo amore e odio non caratterizza solo i rapporti con gli altri, ma anche la visione di sé. Il soggetto borderline oscilla continuamente tra sentimenti d’amore e odio verso ogni cosa.

Oltretutto l’individuo non è assolutamente consapevole di queste dinamiche interne a lui. Ha la tendenza di attribuire all’esterno i motivi della sua rabbia incontenibile. Sono gli altri che lo maltrattano, che lo rifiutano e che lo abbandonano.

In realtà, spesso, è lui stesso a provocare comportamenti di abbandono e rifiuto portando all’esasperazione le persone che entrano in contatto con lui.

Avere una relazione con una persona del genere è naturalmente deleterio e stressante. Sentirsi continuamente accusati di maltrattamento ed essere processati ogni singolo minuto per ogni atto è senza dubbio insopportabile.

La sensibilità che queste persone hanno li porta a insinuare che ogni atteggiamento è senza dubbio un segnale di rifiuto. Percepiscono anche i dettagli più insignificanti reagendo con emozioni fuori dal comune.

L’esito spesso è la perdita di ogni rapporto significativo a causa delle continue oscillazioni e della carente stabilità.

COMPORTAMENTI RISCHIOSI

Una delle caratteristiche peculiari del borderline è l’impulsività. L’Acting out (questo è il termine specifico) indica la tendenza ad agire di impulso senza riflettere sulle conseguenze.

Questa impulsività, nei borderline, si manifesta in comportamenti ad alto rischio frequenti. Molti pazienti con diagnosi di disturbo borderline di personalità fanno uso di droghe e alcool. Il più delle volte sviluppano una vera e propria dipendenza.

Alcuni soffrono anche di gioco di azzardo patologico, sintomo cardine dei comportamenti impulsivi e dannosi.

Facilmente si mettono in situazioni rischiose per sé e per gli altri senza comprenderne pienamente i rischi. Non di rado la maggior parte sembra infischiarsene delle conseguenze delle loro azioni.

E’ probabile che saltino da una relazione all’altra avendo rapporti promiscui e non protetti, rischiando di contrarre malattie. Possono guidare in stato di ebrezza o non riuscire a controllare i propri impulsi aggressivi.

E’ facile che qualcuno di loro abbia tentato il suicidio (spesso e volentieri per attirare l’attenzione e non per porre fine alla propria vita) accompagnando il gesto con minacce rivolte a qualche persona significativa per lui.

I comportamenti autolesionisti e suicidi hanno sempre come obiettivo una vendetta o un tentativo di far provare senso di colpa a qualcuno che gli ha fatto un torto. Il pericolo, in una relazione intima con queste persone, e di sentirsi costretti e obbligati a stare con loro.

DISTURBO PSICHIATRICO O SEMPLICE MODO DI ESSERE?

Il dibattito, ancora oggi acceso, in psichiatria riguarda la questione seguente: le disfunzioni riguardanti la personalità devono essere considerati dei veri o propri disturbi mentali o semplicemente aspetti del carattere di una persona disfunzionali e disadattivi?

Molte persone potrebbero avere delle caratteristiche borderline senza però presentare un vero e proprio disturbo borderline.

Inoltre, chi soffre di disturbi di personalità, non è assolutamente consapevole di avere una “malattia”. Dunque rifiuta ogni forma di trattamento giudicando gli altri patologici.

La vita del borderline non risulta particolarmente compromessa. La sofferenza non è percepita conseguenza del proprio modo di essere ma causata dall’esterno.

E’ dunque lecito dire che la diagnosi e il trattamento sono molto difficili. La barriera che separa tratti di personalità disadattivi ma non patologici e disturbo borderline è labile e non ancora del tutto identificabile.

CONCLUSIONI

Il soggetto borderline non riesce, suo malgrado, a stabilire e mantenere relazioni significative stabili a causa della sua tendenza a ipervalutare e svalutare la stessa persona costantemente.

Tuttavia non è corretto dire che non è in grado di amare. Le emozioni che egli prova sono più intense e più esplosive,è in grado di amare anche più di una persona “normale”. Ma, come descritto, è anche in grado di odiare la stessa persona oltre ogni limite.

Avere una relazione con un borderline è deleterio e insoddisfacente. Ci si sente spesso accusati, insultati e non apprezzati.

Ogni vostro comportamento potrebbe essere inteso come manifestazione di un imminente abbandono. Ogni critica costruttiva diventa fonte di rabbia e odio.

Egli non è in grado di integrare aspetti buoni e cattivi né in se né negli altri. Un giorno potrebbe amarvi alla follia, il giorno dopo disprezzarvi.

E’ difficile riconoscere una persona borderline. Non è consapevole né del suo modo di essere né di ciò che ne deriva. Non è in grado di ammettere i propri errori e le proprie responsabilità: la causa della sua angoscia e rabbia è esterna, sono stati gli altri a provocarla.

I suoi atti manipolatori e autolesionisti, finiranno con l’esasperarvi. Le costanti minacce e i costanti attacchi, a un certo punto, saranno sempre più frequenti.

L’esito, nella maggior parte dei casi, è un reale abbandono da parte della persona “amata e odiata” ormai esasperata e stanca. Questo genera un rancore incancellabile nella vita del borderline, un eterno circolo vizioso.

20 giugno 2018 Articoli
About Chiara D'agata

– Laurea in scienze e tecniche psicologiche – Collaboratrice sede di Catania

2 Comments
  1. Purtroppo mi ci sono ritrovato a che fare con una ragazza BORDERLINE, ho letto tanto su questo disturbo su internet, direi che mi sono fatto “quintali di letture sul tema”, ma mai mi era capitato un articolo come questo chiaro e preciso dove mi sono ritrovato al 100% come partner . Complimenti alla D.ssa Chiara D’agata.

    • Gentile Davide, ti ringrazio infinitamente del feedback positivo!

      Purtroppo posso capirti benissimo, avere a che fare con un soggetto borderline è un’esperienza deludente e disarmante.

      La sensazione di vuoto e inutilità che ti lasciano impresse queste persone è terribile. Sopratutto perché il meccanismo di ammirazione/svalutazione confonde e destabilizza chi ha a che fare con queste persone.

      Tuttavia non è del tutto impossibile una relazione con loro. Spero che, nel tuo caso, tutto possa proseguire per il meglio senza esiti negativi per te stesso (Perché ricordati, prima di tutto vieni tu!)

      Un cordiale saluto

      Dott.ssa Chiata D’Agata

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